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Roma, tensioni al ghetto ebraico: Anpi allontanata. Partigiani: “Dicono che siamo pro-Pal”. Fladlun: “Noi cacciati il 25 aprile”

L'anniversario del rastrellamento degli ebrei. Il presidente della comunità romana Victor Fladlun: "Una ferita l'espulsione della Brigata ebraica dalla Festa della Liberazione, oltre alla condiscendenza verso le piazze per la Palestina"
Roma, tensioni al ghetto ebraico: Anpi allontanata. Partigiani: “Dicono che siamo pro-Pal”. Fladlun: “Noi cacciati il 25 aprile”
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Tensioni al ghetto di Roma dove è in programma la cerimonia per l’anniversario del rastrellamento degli ebrei: alcuni componenti della comunità romana hanno iniziato a urlare e insultare la delegazione dell’Anpi. “Ve ne dovete andare”, “fuori, fuori”, “vergognatevi” hanno urlato verso l’associazione dei partigiani. La delegazione dell’Anpi è stata è stata allontanata dalla spazio dedicato alle celebrazioni e sistemata dietro “alcune transenne”, come ha spiegato la presidente provinciale Marina Pierlorenzi. “Siamo stati attaccati – ha detto Pierlorenzi – non vogliono l’Anpi, dicendoci che siamo pro pal e che non possiamo stare in questa piazza”. Altre associazioni, in segno di solidarietà, hanno seguito i partigiani e si sono schierate al loro fianco. Tra queste l’Aned (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti), la Fiap (Federazione Italiana associazioni Partigiane) e l’associazione nazionale vittime di guerra.

Il presidente della comunità ebraica romana: “Questione di pudore, avevamo chiesto di non presenziare”

Nei giorni scorsi il presidente della comunità ebraica romana Victor Fladlun aveva chiesto all’Anpi di non partecipare. Oggi Fladlun ha ribadito le motivazioni, dopo le tensioni tra alcuni componenti della comunità e dell’Anpi: “Oggi è una questione di pudore. Noi abbiamo chiesto all’Anpi di non presenziare per una questione di rispetto. Abbiamo un profondo rispetto per la storia della lotta partigiana, che è la nostra storia. Ricordo che il 5% degli ebrei italiani ha combattuto nella resistenza quando la media nazionale è 10 volte inferiore”, ha dichiarato il presidente della comunità romana. Ricordando l’episodio che ha lasciato il segno: “Noi siamo rimasti profondamente feriti nel vedere la brigata ebraica cacciata dal corteo del 25 aprile e siamo rimasti di nuovo profondamente feriti nel vedere la condiscendenza dell’Anpi nei confronti delle piazze pro-Pal. E pensiamo che l’Anpi non debba assolvere al ruolo di partito politico, non debba fare politica ma debba tornare al suo ruolo di preservare la memoria della lotta partigiana della resistenza”. “Siamo contro qualsiasi forma di violenza anche solo verbale – ha precisato Fladlun. E alla domanda se fosse stato un errore invitare l’Anpi, commesso da Roma Capitale, Fadlun ha risposto: “Penso che il 16 ottobre sia un lutto profondo per la nostra comunità. Ci sono parenti diretti di coloro che sono stati deportati. E quindi ci vuole sensibilità e rispetto”.

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