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La Francia offre “deterrenza nucleare” in difesa dell’Europa, i Paesi Bassi accettano: conclusi i primi colloqui ufficiali

Il 2 marzo, durante il suo discorso nella base di Ile Longue, il capo dell'Eliseo aveva annunciato una “importante evoluzione” della strategia militare francese rivolta a otto paesi, tra cui - oltre all’Olanda - Regno Unito, Germania, Polonia, Belgio, Danimarca, Svezia e Portogallo
La Francia offre “deterrenza nucleare” in difesa dell’Europa, i Paesi Bassi accettano: conclusi i primi colloqui ufficiali
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“La guerra di aggressione russa contro l’Ucraina ha peggiorato in modo sostanziale la situazione della sicurezza in Europa. Ciò richiede una maggiore responsabilità per la sicurezza dell’Europa stessa. L’offerta francese è in linea con questa esigenza. Il Consiglio dei ministri sottolinea che la cooperazione prevista con la Francia è un complemento, e non una sostituzione, della difesa collettiva e della deterrenza della Nato”. Con questa nota ufficiale, i Paesi Bassi hanno confermato il primo dialogo con la Francia del nuovo Gruppo direttivo nucleare bilaterale sul tema: come le forze nucleari di Parigi e quelle convenzionali europee potrebbero agire per scoraggiare attacchi contro l’Europa. Il confronto tra i funzionari del ministero della difesa olandese e quelli del governo francese è avvenuto sulla base della proposta avanzata dal presidente Macron il 2 marzo, durante il suo discorso nella base di Ile Longue, in Bretagna, dove si trovano i sottomarini nucleari.

In quell’occasione il capo dell’Eliseo ha parlato di “deterrenza nucleare avanzata”, una “importante evoluzione” della strategia militare francese rivolta a otto paesi, tra cui – oltre all’Olanda – Regno Unito, Germania, Polonia, Belgio, Danimarca, Svezia e Portogallo. In questo contesto, Macron ha sostenuto che durante una eventuale attacco ad un Paese amico, la Francia si riserverà il diritto di lanciare un “ultimo avvertimento nucleare” per dare un preciso avvertimento all’avversario. La strategia di deterrenza avanzata presume anche la possibilità che la Francia possa schierare propri contingenti in nazioni alleate: “Questo complicherà i calcoli dei nostri avversari e conferirà a questa deterrenza avanzata un grande valore per noi”; e questa scelta fornirà alle forze francesi “una nuova profondità strategica, in linea con le sfide alla sicurezza in Europa”. Per Macron, il punto centrale è questo: “Nessun avversario, o gruppo di avversari, può contemplare la possibilità di colpire la Francia senza la certezza di subire danni dai quali non si riprenderebbe mai”, ha affermato Macron.

Non è un caso che i Paesi Bassi abbiano avviato colloqui per passare a una fase concreta e partecipare alla strategia francese, nel momento in cui gli Stati Uniti del presidente Trump segnalano ormai da tempo una insofferenza per l’Europa in diversi contesti, e una scarsa volontà di proseguire il sostegno all’Ucraina nella guerra che dura ormai dal febbraio 2022, in seguito all’invasione russa. Nell’incontro avvenuto il 14 ottobre, funzionari dei Paesi Bassi e francesi hanno sottolineato che la collaborazione non entra in conflitto con le regole dell’Alleanza Atlantica, che resta come punto di riferimento per tutti i Paesi che fanno parte della Nato.

Secondo i dati dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) Parigi può contare su 280 testate, più una decina di riserva. Potenza nucleare dal 1960, la Francia ha testato la prima bomba atomica nel Sahara, e una bomba all’idrogeno nel 1968 sull’isola di Mururoa, nella Polinesia francese. Sul piano della modernizzazione degli arsenali, allo sviluppo del missile balistico russo Oreshnik a duplice funzione – convenzionale e nucleare – con una gittata fino a 5.500 chilometri, Parigi si attrezza con il nuovo missile Asn4g e i nuovi missili M51.3, armati sui sottomarini. Il Bulletin of the Atomic Scientist ritiene che quest’arma possa avere una gittata fino a 9.500 chilometri.

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