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“Italia o Germania? Ho parlato sia con Mancini sia con Klopp, loro sanno la verità”: Tresoldi dopo la tripletta all’Inter

Attaccante di 22 anni, è nato e cresciuto in Italia prima di trasferirsi a 13 anni in Germania: ieri ha segnato 3 gol all'Inter. Oggi gioca con l'U21 tedesca: "Ho spiegato come la vedo io, quindi vediamo"
“Italia o Germania? Ho parlato sia con Mancini sia con Klopp, loro sanno la verità”: Tresoldi dopo la tripletta all’Inter
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Tre gol a San Siro contro l’Inter: solo Gareth Bale ci era riuscito. L’Italia ha scoperto Nicolò Tresoldi, attaccante 22enne del Brugge, nato a Cagliari e trasferitosi in Germania a 13 anni da genitori italiani (la mamma è per metà argentina). Ma Tresoldi – e basta guardare i numeri – è un attaccante di livello europeo già da un anno e mezzo: 19 gol nell’ultimo campionato belga, 4 nella passata edizione della Champions League. E quest’anno è già a quota 9 gol. Ecco perché l’Italia – alla ricerca di un attaccante di qualità – nel processo di rivoluzione (almeno sulla carta) dopo 3 Mondiali mancati vuole convocarlo in Nazionale. Ma c’è anche la Germania. E Tresoldi deve scegliere.

“Nazionale? Quella è un’altra roba grande. Ho parlato con la gente con cui dovevo parlare, Klopp, Mancini, le federazioni tedesca e italiana. Loro sanno la verità: ho spiegato come la vedo io, quindi vediamo”, ha dichiarato Tresoldi durante l’intervista a Sky Sport. “Un qualcosa di cui si sono dette tante cose, alcune magari non vere. Io so quello che ho detto, sono contento del percorso che sto facendo con la Germania e poi vedremo“, ha spiegato il 22enne. Poi anche una dimostrazione di umiltà: “Gioco col Bruges nel campionato belga, ci sono tanti attaccanti sia in Germania che in Italia che hanno già dimostrato tanto e sono molto più forti di me, spero che dopo stasera avrò più convinzione nei miei mezzi“. Intanto ha giocato nelle selezioni giovanili tedesche e oggi il suo focus è su quello: “Mi diverto anche con l’U21 tedesca, c’è un Europeo che vogliamo vincere, è un obiettivo che ho e poi si vedrà come andrà“.

Sul tema ha parlato anche il padre Emanuele nel corso di un’intervista a La Gazzetta dello Sport: “Se mi dispiacerebbe vederlo con la maglia della Germania? Dispiaciuto è una parola grossa. Certo, io sono italiano e lo è anche Nicolò, per nascita e famiglia. Ma esistono legami di riconoscenza che è impossibile ignorare. Lui è cresciuto là, parla quattro lingue, è un cittadino del mondo. In ogni caso deluderà qualcuno. Ma andrà rispettato“.

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