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Strage di Fort Hood, 60 militari si oppongono alla fucilazione di Hasan in diretta streaming: “Hanno chiesto di non partecipare”

A renderlo noto è la Military Religious Freedom Foundation, un’organizzazione no-profit che tutela i diritti costituzionali dei militari e che si è già scontrata con il capo del Pentagono su altre questioni, secondo la quale decine di membri delle Forze Armate in servizio nutrono "obiezioni religiose o morali"
Strage di Fort Hood, 60 militari si oppongono alla fucilazione di Hasan in diretta streaming: “Hanno chiesto di non partecipare”
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Critiche dalle opposizioni, critiche dagli alleati, adesso critiche anche delle istituzioni ‘vittime’. L’annuncio del segretario della Guerra americano, Pete Hegseth, dell’esecuzione per fucilazione in diretta streaming del condannato a morte Nidal Malik Hasan continua a rivelarsi un errore strategico per Donald Trump in vista delle prossime elezioni di midterm. Se le fazioni MAGA più radicali possono essere piacevolmente colpite dalla spettacolarizzazione della morte di un ‘nemico dell’America’, dal fronte repubblicano e cattolico non si fermano le proteste. E adesso a opporsi alla diffusione del macabro spettacolo è anche parte dell’esercito, l’istituzione vittima della strage di Fort Hood del 2009 nella quale Hasan uccise 13 suoi commilitoni in risposta alle guerre americane nei Paesi musulmani. Sessanta soldati hanno chiesto di essere esonerati dall’eventuale partecipazione alla fucilazione in diretta streaming.

A renderlo noto è la Military Religious Freedom Foundation, un’organizzazione no-profit che tutela i diritti costituzionali dei militari e che si è già scontrata con il capo del Pentagono su altre questioni, secondo la quale decine di membri delle Forze Armate in servizio nutrono “obiezioni religiose o morali” riguardo all’esecuzione live. Una posizione che, seppur non in maniera così marcata, era stata assunta anche dal vicepresidente americano, JD Vance, che ha già confessato di non avere alcuna intenzione di assistere all’uccisione del militare omicida.

Per il fondatore dell’organizzazione di militari, Mike Weinstein, questa modalità è “grottesca e barbara“, termini già utilizzati anche da membri del Congresso eletti tra le fila repubblicane: “Una cosa è eseguire una condanna a morte. Tutt’altra cosa è trasmetterla in streaming, permettendo a qualsiasi bambino di seconda elementare che nel 2026 abbia accesso a Internet di vederla in diretta”, ha affermato.

Non è un caso che da giorni si inseguano indiscrezioni su un possibile passo indietro del presidente americano che, così, smentirebbe l’annuncio del capo del Pentagono. Inizialmente il tycoon ha dichiarato che Hasan “si merita la fucilazione”, pur spiegando che sulla diretta stava ancora riflettendo. Ma le proteste bipartisan e il voto imminente potrebbero presto fargli cambiare idea.

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