Papa Leone, cos’è l’adenocarcinoma polmonare (il tumore più frequente). L’esperto: “Con diagnosi precoce, chirurgia in genere risolutiva”
Cos’è l’adenocarcinoma polmonare, la neoplasia diagnosticata a Papa Leone XIV, dopo l’intervento riuscito del 13 ottobre all’ospedale Policlinico Gemelli di Roma? E’ uno dei 3 sottotipi principali – il più frequente – del tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc): si localizza in sede più periferica, a livello dei bronchi di diametro minore, e rappresenta circa il 60% dei casi, riporta l’Airc in un focus sul cancro polmonare. Quest’ultimo, nel suo insieme in Italia viaggia al ritmo di 27.100 nuove diagnosi tra gli uomini e 16.400 tra le donne (dati Airtum 2025). Dal punto di vista clinico si è soliti distinguere 2 tipi principali di tumore del polmone che insieme rappresentano oltre il 95% di tutte le neoplasie che colpiscono questi organi: il tumore polmonare non a piccole cellule (Nsclc) – del quale fa parte anche l’adenocarcinoma, insieme al carcinoma spinocellulare e al carcinoma a grandi cellule – è all’origine di circa l’85% circa dei casi. C’è poi il tumore polmonare a piccole cellule, detto anche microcitoma, responsabile dei restanti 10-15% dei casi.
“Per fortuna nel caso del Pontefice l’adenocarcinoma è stato identificato in una fase precoce e quindi circoscritto a un lobo” polmonare, “e generalmente la chirurgia è risolutiva, fatto salvo che va confermato non solo l’esame istologico, ma anche l’eventuale presenza” di cellule tumorali “nei linfonodi”, ha spiegato Claudio Micheletto, direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia dell’Azienda ospedaliera universitaria di Verona e membro del direttivo dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo). “È una neoplasia non sempre legata al fumo, nel senso che c’è una percentuale di persone che hanno queste forme, pur non avendo avuto delle esposizioni al fumo attivo”, chiarisce l’esperto.
Non solo tabacco: la miutazione del Dna e il rischio dell’esposizione ad agenti pesanti
Come per le altre tipologie di tumore, l’origine dell’adenocarcinoma, riporta un approfondimento sul sito del Policlinico Sant’Orsola (Bologna), è legata a un incontrollato processo di crescita cellulare sproporzionata dovuto a una mutazione genica del Dna. Le esatte cause che portano alla comparsa di questa anomalia non sono ancora del tutto chiare, si spiega. Tra i fattori di rischio, oltre al fumo di sigaretta, vengono citati anche l’esposizione all’amianto o ad altri agenti pesanti quali l’arsenico, il radon o il nichel. La formazione tumorale è formata da cellule epiteliali ‘impazzite’ che proliferano nei tessuti polmonari. Solitamente l’adenocarcinoma si origina nei tessuti degli alveoli e dei bronchi. Se non trattato per tempo può diffondersi in altre aree del corpo (ad esempio linfonodi, fegato, ghiandola surrenale e altri organi interni). Negli stadi iniziali la patologia non si manifesta con sintomi evidenti, riporta la struttura sanitaria bolognese, a tal punto che talvolta il tumore viene diagnosticato attraverso normali esami di controlli in pazienti totalmente ignari. Un pò come è successo al Papa, dalle ricostruzioni emerse. E questo aspetto mette in evidenza l’importanza della diagnosi precoce, chiamata in causa da diversi esperti in questi giorni.
Sintomi respiratori in fase più avanzata: gli esami per individuare il cancro
Man mano che progredisce la neoplasia può dare origine a vari problemi di natura respiratoria. I sintomi? In genere possono essere una tosse duratura, solitamente secca e in alcuni casi associata all’emissione di sangue, difficoltà respiratoria con affanno e respiro corto, dolore al petto, debolezza generalizzata, febbre, calo ponderale apparentemente inspiegabile e inappetenza. Alcuni esami di diagnostica per immagini (radiografica toracica, ecografia toracica, risonanza magnetica, Pet, Tac, a seconda dei casi) aiutano a individuare l’eventuale presenza di masse. In presenza di una formazione sospetta è poi necessario verificarne la natura, maligna o meno e con quali caratteristiche, analizzando in laboratorio un campione di tessuto prelevato. Il quadro diagnostico viene completato determinando la stadiazione del tumore, il suo grado di avanzamento. A seconda dello stadio del tumore e dello stato clinico del paziente, si possono adottare diverse tecniche terapeutiche. Se il tumore viene diagnosticato quando non è metastatizzato e presenta caratteristiche compatibili (sia per dimensione che per posizione) si procede in genere con la rimozione chirurgica, associata o meno a trattamenti radioterapici o chemioterapici. Il percorso terapeutico, in ogni caso, varia da paziente a paziente e la scelta del trattamento migliore spetta al team medico, si precisa nel focus.