“Modello Milano, anatomia di un sistema-città”: due giornate di dibattiti con studiosi, docenti e scrittori. L’evento di Altreconomia e Fatto Quotidiano
Casa, finanza, aumento dei prezzi e diseguaglianze saranno al centro delle due giornate dedicate all’esempio meneghino. Il convegno “Modello Milano, Anatomia di un sistema-città”, promosso da Altreconomia e Il Fatto Quotidiano, vedrà la partecipazione di studiosi, docenti universitari e scrittori che cercheranno di analizzare, attraverso dati e fatti, i motivi per cui il capoluogo lombardo è diventato un modello unico. Venerdì 16 e sabato 17 ottobre nel salone Acli di via della Signora 3, a Milano, si terranno i diversi incontri, a ingresso libero e senza prenotazione. Gli interventi saranno trasmessi sui canali social e YouTube di Altreconomia e saranno poi condivisi sul sito ilfattoquotidiano.it.
“Perché Milano è la città più cara d’Italia?” è uno dei quesiti centrali a cui si cercherà di dare una risposta durante il convegno. Il capoluogo lombardo ha attratto oltre 50 miliardi di investimenti immobiliari, pari alla metà di tutti quelli fatti in Italia, e per questo nel convegno si cercherà di capire per quale motivo fondi immobiliari provenienti da tutto il mondo scelgano di investire qui. “A Milano ci sono i poveri poveri e i ricchi ricchissimi; il costo degli affitti è pari a quelli di Londra, ma gli stipendi (da fame) sono da Milano”, ha affermato Gianni Barbacetto, giornalista del Fatto quotidiano che introduce e coordina la prima giornata del convegno. Il “modello Milano” è strettamente legato all’ambito finanziario, che sarà al centro degli interventi del ricercatore in studi urbani del Politecnico di Milano, Alberto Bartolotti, ma anche di Alessandro Volpi, dell’Università di Pisa, e del direttore di Altreconomia Duccio Facchini che porrà l’attenzione sugli extracosti delle Olimpiadi.
Sabato il confronto sarà internazionale, per vedere in che modo le altre città hanno reagito ai cambiamenti. I relatori da Bruxelles, Monaco di Baviera, Amsterdam e Parigi spiegheranno in che modo si è agito per ridurre il costo degli affitti, gli Airbnb e le diseguaglianze in generale; da Berlino sarà collegato anche il giornalista del Fatto quotidiano Cosimo Caridi. Nel pomeriggio, con le narrazioni, il racconto di Milano prende vita. La scrittrice Silvia Ballestra leggerà una “orazione incivile per la città di Milano”, accompagnata dal pianoforte e, a seguire, gli altri scrittori faranno vedere come Milano è stata raccontata negli anni.
Grande assente nel convegno sarà il mondo della politica, escluso volontariamente per evitare “narrazioni e propaganda”, come afferma Barbacetto. “I dati ci diranno se il modello Milano sviluppato negli ultimi 15 anni sia dalle amministrazioni di centro-destra che di centro-sinistra, sia stato un fallimento o un esperimento riuscito”, continua il giornalista. Anche in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno, questo convegno ha un’importanza cruciale per comprendere meglio gli aspetti positivi e negativi del modello. “La politica, se vuole, potrà prendere spunto da questi risultati, da quello che noi raccontiamo, anche se i politici, di solito, non ascoltano”, conclude Barbacetto.
In queste due giornate, non mancheranno i cittadini attivi: comitati, associazioni e attivisti. Da un lato c’è una città che ha attirato miliardi di investimenti, dall’altro, invece, ha aumentato diseguaglianze e marginalizzazione. A Milano, in 10 anni, sono stati cementificati 1,3 milioni di metri quadri di aree verdi e 400mila milanesi sono andati via dalla città e per questo motivo risulta opportuno chiedersi se il modello Milano abbia funzionato, se sia stato un successo o un fallimento e, soprattutto, chi ha guadagnato dal cambiamento e chi invece, nel percorso, ha perso qualcosa.