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Francia, studenti ancora in corteo. Tensioni a Rennes e Lione

Cortei da Parigi a Marsiglia. Il ministero dell'Istruzione ha fatto sapere che sono circa 200 le scuole rimaste chiuse
Francia, studenti ancora in corteo. Tensioni a Rennes e Lione
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Non si fermano i cortei degli studenti in Francia e, fanno sapere, non si fermeranno finché non saranno stazianti 10 miliardi di euro. Da Nord a Sud, ragazzi e ragazze hanno riempito le strade delle città per il IV atto della mobilitazione: chiedono maggiori investimenti nell’istruzione e migliori condizioni di studio.

Secondo il ministro dell’Istruzione Edouard Geffray, circa 200 licei sono rimasti chiusi oggi, un dato in calo rispetto alle settimane precedenti. A Parigi, dove diversi istituti sono stati bloccati fin dalle prime ore del mattino, è partito un corteo verso l’Esplanade des Invalides, nei pressi dell’ufficio del premier Sebastien Lecornu. . Alla protesta davanti al liceo Paul-Éluard di Saint-Denis, alle porte della capitale, ha partecipato anche l’attivista svedese Greta Thunberg. Manifestazioni e blocchi sono stati organizzati anche a Marsiglia. Tensioni a Lione, dove diverse decine di persone con il volto coperto hanno distrutto l’arredo urbano e danneggiato negozi e una banca. A Nantes ci sono stati scontri tra i dimostranti e gli agenti. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni. Un grande incendio è stato appiccato davanti a una scuola superiore a Rennes.

Il movimento, nato a metà settembre e sostenuto dai sindacati e dalla sinistra, chiede appunto lo stanziamento di 10 miliardi di euro per i licei, l’abolizione della piattaforma di orientamento universitario Parcoursup e interventi contro la carenza di insegnanti e il sovraffollamento delle classi. Il governo ha annunciato l’invio di 3mila docenti supplenti nei 114 istituti più colpiti dalle assenze, precisando che il 35% è già stato assegnato, ma le organizzazioni studentesche giudicano insufficienti le misure. Lecornu ha inoltre promesso emendamenti alla legge di bilancio per il 2027 che recepiscano alcune proposte avanzate dagli studenti.

Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Istruzione, oggi “si registrano 214 chiusure di istituti scolastici, contro le 224 di giovedì 8 ottobre (-4,5%) e le 800 di martedì 6 ottobre (-73%)”. Le chiusure, sostengono, “rimangono dunque in netto calo rispetto al 6 ottobre, con una lieve flessione rispetto a giovedì scorso”. Le autorità francesi inoltre, stigmatizzano le violenze da parte degli studenti che, dicono, “rimangono molto preoccupanti”: “Ieri 20 membri del personale dell’Istruzione Pubblica sono rimasti feriti, tra cui cinque dirigenti scolastici. Si tratta del secondo bilancio giornaliero più grave per il personale dall’inizio del movimento, dopo quello del primo ottobre”. Il totale del personale ferito dall’inizio del movimento è di 147 persone. Gli arrestati dagli agenti, dall’inizio delle mobilitazioni, sono oltre 6mila, con una repressione che è stata definita “brutale”.

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