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Studenti, la protesta delle tende arriva a Montecitorio: “Assurdo chiederci di scegliere tra affitto e studio”

Al presidio anche Landini, Schlein, Conte, Fratoianni. La segretaria del Pd: "I ragazzi hanno piantato un chiodo nella politica di questo Paese. Sulla casa subito nostre proposte insieme alle altre forze d'opposizione"
Studenti, la protesta delle tende arriva a Montecitorio: “Assurdo chiederci di scegliere tra affitto e studio”
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Le tende davanti Montecitorio da due giorni, gli studenti di Udu e della Rete Studenti Medi chiedono di unire le mobilitazioni: diritto allo studio, diritto alla casa, caro vita. “Non vogliamo essere costretti a scegliere tra affitto e studio, tra cibo e spostamenti” spiegano i ragazzi. Tra loro c’è la segretaria dei Giovani dem Virginia Libero, c’è Elly Schlein, Susanna Camusso, il parlamentare M5s Antonio Caso, arrivano anche Nicola Fratoianni e poi Giuseppe Conte. In mattinata aveva portato la sua solidarietà anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Poco prima del punto stampa previsto per le 15, gli studenti avevano intercettato il deputato di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli chiedendo che qualcuno del governo venga a parlare con loro dato che ci sono delle tende sotto Montecitorio. “Non potete aspettarvi di dire alle 14.10 che qualcuno del Governo parli con voi – ha risposto il deputato – Non funziona così il mondo: crescerete e capirete come funziona“. Esposti, ci sono un carrello con la spesa e tante richieste: “Non posso scegliere tra il cibo e i libri“, “Aspetto 2 anni per una visita medica“, “Non riesco a comprare neanche l’olio”, “250 euro per l’abbonamento”.

Il caro vita si intreccia, porta la protesta oltre i confini delle semplici rivendicazioni legate al diritto allo studio, come d’altronde è la realtà. Nella piazza accanto, gli agricoltori sono in presidio con la Cia: i due cortei si uniscono in uno “perché in questo Paese il carovita tocca tutto e tutti, non solo noi giovani – spiegano – anche i lavoratori che non riescono ad arrivare a fine mese.

Chiedono che al diritto allo studio vengano destinati almeno 7 miliardi di euro in un momento in cui se ne investe più del doppio per le armi. “Paghiamo in media 1800 euro solo per entrare nelle aule universitario. Mancano gli alloggi, un servizio che dovrebbe garantire il diritto allo studio e che per molti rappresenta il vincolo al frequentare o meno l’università”. I nostri diritti sono stati svenduti. “Per garantirli servono fondi che finanzino i servizi: sono queste le priorità, non la legge elettorale”.

Borse di studio, università gratuita, libri e trasporti gratuiti sono solo il punti di partenza. “La ministra Bernini aveva promesso 60mila posti letto: pensare che un prezzo calmierato da 700 euro in uno studentato costruito da privati sia accessibile vuol dire vivere fuori dal mondo“.

C’é anche la segretaria dei Giovani Dem, Virginia Libero: “Siamo in piazza da sei giorni – spiega – siamo scesi in piazza mettendo le tende perché il tetto manca sopra la nostra testa”. Rivendica la scelta di riunire le proteste: “Non possiamo permetterci il lusso di dividerci in due piazze mentre il governo non ne ascolta nemmeno una”. Sul Piano Casa attacca Salvini: “È di cartone e senza fondamenta. Le risposte ci servono ora non tra dieci anni”. Infine, parla al suo stesso partito. La segretaria del Pd l’ascolta, annuendo, in prima fila: “Anche questa volta faremo come abbiamo fatto già con il referendum costituzionale, cambiando le sorti di un risultato che a voi sembrava già scritto. Oggi ci siamo presi collettivamente la responsabilità di costruire le risposte alla crisi di tutta la nostra generazione. Starà ora, al centro-sinistra riuscirà a raccoglierle per portarci finalmente al primo governo progressista della storia del nostro Paese”.

Buona parte della piazza si riempie col passare delle ore per il via vai politico che le garantisce visibilità. Le opposizioni appoggiano, una dopo l’altra, le mozioni delle tende. I ragazzi fanno suonare le loro chiavi per “fare rumore“. Chiedono di parlare anche con la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini.

“In Italia vivere è diventato un esercizio di sopravvivenza e studiare un privilegio per pochi – dice Sabrina Brizzola, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari – : fare la spesa costa 320euro al mese a persona e i carburanti sono schizzati al +26,8%, ma il potere d’acquisto reale crolla e le famiglie vanno al collasso. Chiediamo un incontro urgente e la convocazione immediata di un tavolo di confronto alla ministra Bernini per discutere nel merito le coperture della prossima Legge di Bilancio“. Vogliono l’ampliamento della platea delle borse di studio. Non può esistere – aggiungono – la figura dell’idoneo non assegnatario. “Il 17 ottobre – annunciano – saremo tutti in piazza per la difesa del potere d’acquisto e dei servizi pubblici”.

“Vi sosteniamo- dice al microfono Elly Schlein – i ragazzi hanno piantato una tenda per piantare un chiodo nella politica di questo Paese. Il governo se ne deve rendere conto perché in questi anni sul diritto all’abitare non ha fatto nulla. Anzi, mi correggo, ha cancellato appena arrivato il fondo per l’affitto che tutto sommato aiutava famiglie che oggi rischiano di più lo sfratto e oltretutto in una manovra da 24 miliardi che non avevano bisogno di togliere 330 milioni”.

Lancia la convergenza dell’opposizione: “Dobbiamo fare alcune proposte molto concrete, farle insieme alle altre forze d’opposizione a partire già da questa manovra: chiedere la reintroduzione del fondo per l’affitto, del fondo per la morosità incolpevole che andrebbe triplicato e un piano nazionale per le case popolari. Infine, serve una legge per regolare gli affitti brevi”.

Un tandem, quando la Schlein lascia la piazza, arriva il leader del M5s, Giuseppe Conte: parla anche lui di convergenza d’intenti. “E’ chiaro – dice – che le risorse vanno prese dal riarmo. Sono stati programmati 14,5 miliardi di euro ed è impensabile. Con le armi gli italiani non mangiano, non si curano. Bisogna recuperare anche dagli extra profitti di banche e colossi energetici per investire nella sanità, nell’istruzione per abbassare i salari reali, venire incontro a famiglie e imprese che sono in difficoltà per il caro vita e il caro bollette“.

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