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Lega, Salvini si dimette in vista del congresso e annuncia un nuovo simbolo: “Il mondo cambia”

Il leader del Carroccio completa il passo indietro formale per arrivare alla rielezione del 24 e 25 ottobre: "Siamo orgogliosi delle nostre radici, ma viviamo nel presente e prepariamo il futuro"
Lega, Salvini si dimette in vista del congresso e annuncia un nuovo simbolo: “Il mondo cambia”
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Il leader della Lega Matteo Salvini si è dimesso dal ruolo di segretario: un passaggio formale, necessario a livello regolamentare per potersi candidare al congresso straordinario di Milano del 24 e 25 ottobre. È l’ultimo passo in vista della resa dei conti interna al Carroccio, con cui Salvini – ad oggi unico candidato a tornare segretario – vuole stroncare sul nascere le ambizioni del cosiddetto fronte del Nord. La riunione del Consiglio federale, tenutasi oggi in via Bellerio, ha sancito le ultime formalità e approvato il nuovo regolamento congressuale, dopo un’ora di confronto. Al termine del quale, Salvini ha già rilanciato: “Il congresso della Lega è il momento migliore per mettere delle idee sul tavolo. Ho scelto di dotare la Lega di una segreteria politica per condividere onori e oneri, sicuramente aggiorneremo anche il simbolo perché il mondo cambia”. Un nuovo simbolo che il leader ha spiegato così: “Siamo orgogliosi delle nostre radici, del nostro passato ma viviamo nel presente e prepariamo il futuro“.

“Come già da tempo concordato e previsto – spiega una nota del partito – nel corso del consiglio federale della Lega, il segretario Matteo Salvini e i vicesegretari Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani hanno rassegnato le proprie dimissioni”. Si tratta, aggiunge il comunicato, di un passaggio necessario in vista del congresso straordinario, per procedere a un congresso elettivo. Il tesoriere Alberto Di Rubba, nominato vicesegretario vicario, avrà il compito di amministrare la Lega fino al congresso straordinario. A presiedere il congresso sarà Lorenzo Fontana, presidente della Camera e parlamentare del Carroccio.

Al congresso, con la sola candidatura di Salvini, ci sarà il voto segreto? “Il voto segreto lasciamolo al Parlamento e ai franchi tiratori, c’è sempre stato il voto palese“, ha replicato il leader della Lega. Poi “se ci saranno più candidati segretari, ovviamente il voto è segreto nell’urna e ognuno voterà il segretario che vuole. Su tutto il resto – ha spiegato – si vota in maniera normale come si è sempre fatto”. Il nuovo regolamento, come riporta l’Adnkronos, prevede il voto palese per tutte le mozioni e gli atti di indirizzo, una mossa che potrebbe mettere al sicuro il leader da eventuali tentazioni frondiste, a partire dalle richieste del cosiddetto fronte del Nord, che potrebbe chiedere al congresso un maggior impegno per le regioni settentrionali, chiedendo la correzione della linea ‘nazionale’ del leader Salvini.

Al congresso della Lega “mi aspetto dei documenti da parte di tutti, idee e proposte. Se qualcuno decide di non venire, mi spiace per lui”, ha commentato ancora Salvini, rispondendo a chi chiedeva se si aspetta proprio una mozione dei ‘nordisti‘ al congresso. “Io sono nordista, ho fatto la tessera della Lega Lombarda nel 1990 – ha aggiunto -. E non ci sono dissidenti. Il congresso è aperto, ci sono persone che chiedono di venire da tutta Italia e che si faranno 800 km per venire ad ascoltare e intervenire“. Quindi, ha concluso, “mi auguro che ci sia gente che porta idee e porta proposte, magari alcune di queste proposte sono anche utili”.

Oltre alle fronde interne alla Lega, però, Salvini deve fare i conti anche con le frizioni nel centrodestra, proprio su Milano. “Noi siamo uniti ovunque, governiamo 14 regioni su 20 e migliaia di Comuni. Non si vede perché ci si debba dividere a Milano”, ha detto Salvini proprio sul tema del candidato sindaco. Poi ha aggiunto: “Tajani ritiene che sia meglio Perego, Lupi ritiene che sia meglio Lupi e io ritengo che il sindaco migliore in grado di rilanciare questa città sia Silvia Sardone. Se non ci mettiamo d’accordo facciamo decidere i cittadini”. L’appello di Salvini è quindi per le primarie: “Per Milano non si decida a Roma – ha aggiunto – ma si decida nei quartieri di Milano. Se non c’è un accordo su come scegliere il candidato migliore, ascoltiamo i cittadini“.

Parlando dei temi discussi nel consiglio federale, Salvini ha spiegato quali sono “le priorità della Lega per la prossima legge di bilancio”, ovvero: “L’età pensionabile da abbassare dai 67 anni previsti da Fornero ai 64, l’innalzamento della Flat tax per le Partite Iva a 100mila euro e il contributo che le banche dovranno dare a tutto ciò”. Sul punto Salvini ha più volte rilanciato: “Le banche sicuramente e spontaneamente daranno un contributo senza nessun intervento a gamba tesa”. Per poi ribadire: “Se quest’anno le banche chiuderanno con 50 miliardi di euro di utile, io ritengo che sia odioso penalizzare lavoratori e pensionati”.

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