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Schlein: “Mai più larghe intese, al centro abbiamo sempre perso”. Conte: “In due settimane si può chiudere il programma”

I leader del campo largo ospiti del Manifesto. La segretaria dem: "Un pezzo di establishment non vuole i progressisti". Il presidente M5s: "Le primarie non saranno divisive"
Schlein: “Mai più larghe intese, al centro abbiamo sempre perso”. Conte: “In due settimane si può chiudere il programma”
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“Non credo che sia il momento di farci spiegare, come è stato per tanti anni nel centrosinistra, come fare a vincere, perché ci diranno sempre la stessa cosa: che si vince al centro e quindi sarebbe meglio un candidato più disponibile alle larghe intese, più moderato o più rassicurante. In questi vent’anni ci hanno fatto perdere sempre così, quindi è ora di cambiare“. Ospite della festa del Foglio, Elly Schlein manda un messaggio netto come mai prima alle correnti del suo partito che la spingono a ritirarsi dalla sfida per la premiership con Giuseppe Conte, lasciando spazio a un “terzo nome” (come il sindaco di Roma Roberto Gualtieri) più attrattivo per i cosiddetti “moderati”. Un messaggio che la segretaria del Pd ribadisce qualche ora dopo di fronte a un pubblico sicuramente più amico, quello del festival del Manifesto, partecipando all’atteso panel con gli altri leader del “campo largo”. “C’è un pezzo di establishment che non vuole un’alleanza progressista al governo del paese. Hanno provato a scalzarmi dal giorno in cui sono stata eletta segretaria. Non siamo arrivati fino qui per farci raccontare dai soliti che si vince al centro e forse sarebbe meglio un qualche leader qua non presente più rassicurante per certi interessi o disponibile alle larghe intese. Io dico: mai più larghe intese“, promette.

Dallo stesso palco, Conte lancia un appello a definire il programma della futura coalizione, spaccata in particolare sul tema delle armi all’Ucraina. “È urgente mettersi attorno a un tavolo facendo un confronto serio in un paio di settimane si chiude. Abbiamo avuto tutti la possibilità di mettere a fuoco le priorità”, afferma il leader 5 stelle. E chiude a sua volta alla suggestione del “terzo nome”: “È stata una mia proposta, per senso di responsabilità mi sono posto il problema. Ma siccome questa strada non è possibile, si faranno le primarie per rispondere alla destra con la partecipazione democratica. Non saranno divisive“, assicura. E ostenta indifferenza per l’esito dei gazebo: “Io fatto il presidente del Consiglio due volte nella mia vita, la terza volta non mi aggiunge nulla. Lo dico francamente. Qui l’obiettivo è portare quanti più elettori a votare”. Da parte sua, Schlein ribadisce di essere “disponibile alla strada delle primarie, se è lo strumento che tiene unita l’alleanza”. E il leader di Avs Nicola Fratoianni alza le mani: “Le primarie non sono lo strumento migliore, ma se non si trova altra soluzione si faccia quello che si può. Ma prima si faccia il programma”.

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