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Sicilia, doppia tromba marina su Marsala: distrutta una scuola, feriti anche 10 alunni. La sindaca: “Scenario di guerra”

L'assessore Turano: "La situazione è seria, l'istituto non c'è più". Conte: "Serve una strategia seria e continuativa che è mancata in questi anni", Bonelli: "Il governo Meloni, invece di investire nella transizione ecologica ed energetica, punta sui combustibili fossili responsabili del cambiamento climatico"
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“Uno scenario di guerra”. Così Andreana Patti, sindaca di Marsala, dopo la doppia tromba marina che ha colpito venerdì mattina la zona marsalese in provincia di Trapani provocando gravi danni ad automobili, edifici e campi agricoli. Particolarmente colpita la scuola Alcide De Gasperi dove ci sono alcuni feriti lievi. In località Petrosino un’auto è stata investita da una delle trombe marine cadendo in un burrone. Feriti i due occupanti. Vigili del Fuoco, Protezione Civile, volontari e sanitari del 118 stanno intervenendo per gestire l’emergenza. “Una scuola è andata completamente distrutta da un ciclone che ha preso in pieno non solo la scuola, ma anche le case e la strada. Una macchina su cui c’erano due persone è stata sbalzata per aria e la coppia che vi si trovava adesso è in condizioni gravi. Sono loro le persone più gravi di questa sciagura atmosferica“, ha spiegato Patti dopo quanto accaduto.

A farle eco anche l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano, dopo il sopralluogo effettuato nella scuola De Gasperi-De Vita di Marsala. “Dopo l’ispezione nell’istituto, insieme alla sindaca, ho contattato il ministro Valditara – fa sapere Turano – che ha chiesto di avere al più presto una stima precisa dei danni, assicurando la disponibilità a individuare le risorse per gli interventi necessari. La situazione è seria, la scuola non c’è più e molte aziende sono state colpite da questa tragedia – prosegue Turano – . Insieme al presidente Schifani metteremo in atto ogni intervento utile a sostenere l’intero comprensorio”

“La situazione è sotto controllo dal punto di vista dell’emergenza sanitaria dopo la tromba d’aria che ha colpito il territorio di Marsala”, ha poi comunicato la Direzione strategica dell’Asp Trapani, che, come da protocollo aziendale, ha prontamente attivato il Peimaf (Piano di Emergenza Interna per il Massiccio Afflusso di Feriti) all’ospedale di Marsala. Al pronto soccorso del presidio ospedaliero sono giunti 10 bambini (8 già dimessi) e 5 adulti, che dopo gli esami, anche strumentali, del caso, risultano con qualche ferita da taglio e qualche escoriazione. È stato attivato comunque anche il supporto psicologico per i pazienti. “Si ringrazia la macchina dei soccorsi e dell’emergenza, dai Vigili del fuoco, al 118, alla protezione civile, al comune di Marsala”, dice l’Asp.

“Vi sono molto vicino e potete contare su di me”, ha detto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in una telefonata alla sindaca di Marsala, Andreana Patti. Durante il colloquio il ministro ha chiesto se “ci sono già soluzioni” per gli studenti le cui scuole sono state danneggiate e la prima cittadina ha risposto che “sono state già trovate delle possibili soluzioni, anche se l’obiettivo è fare tornare i ragazzi nelle loro classi” e sottolineando la necessità di un forte supporto psicologico per gli studenti. Diverse le reazioni politiche dopo quanto accaduto.

Bonelli, Fratoianni e Conte lanciano l’allarme: “Quanto accaduto nel trapanese dimostra, allo stesso tempo, che la crisi climatica è già qui e richiede responsabilità, programmazione e continuità. Il nostro Paese è sempre più esposto, infatti, agli effetti degli eventi meteorologici estremi e alle conseguenze del dissesto idrogeologico. Serve una strategia seria e continuativa che è mancata in questi anni”, tuona il leader del Movimento 5 Stelle, che poi continua: “Una strategia di prevenzione, di manutenzione e messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici, fino alla messa a terra di investimenti per l’adattamento climatico e la mitigazione, e per proteggere le comunità più esposte. Non possiamo più permetterci di rincorrere le emergenze, contare i danni e intervenire soltanto quando è troppo tardi. Proteggere le persone, le scuole e i nostri territori deve essere una priorità nazionale”.

“Sono eventi che la scienza aveva previsto. Siamo passati in poche settimane da un’estate segnata da caldo estremo e grave siccità a fenomeni meteorologici violenti, alimentati anche dall’enorme accumulo di calore nei nostri mari“, spiega invece Angelo Bonelli. “Di fronte a questa crisi, il governo Meloni, invece di investire nella transizione ecologica ed energetica punta sui combustibili fossili responsabili del cambiamento climatico. Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici è ancora senza risorse, mentre i territori pagano il prezzo di alluvioni ed eventi estremi. Al governo chiediamo di investire nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica e garantire risorse adeguate per l’adattamento climatico e la sicurezza del territorio. Negare la crisi climatica non la ferma: la aggrava”, ha concluso il deputato di Avs.

Dello stesso parere anche l’altro leader di Avs, Nicola Fratoianni: “No, non è maltempo, questa è emergenza climatica vera e propria. Alle popolazioni colpite va la nostra solidarietà ma non basta. Purtroppo nonostante le evidenze quotidiane, gli studi scientifici e gli eventi estremi sempre più frequenti – prosegue il leader rossoverde – c’è ancora chi continua a negare i cambiamenti climatici e le responsabilità dell’essere umano. Come le menti illustri della destra al governo, e chissà se La Russa vuole abituarsi anche alle trombe d’aria. È innegabile: bisogna agire subito per adeguare le nostre città agli effetti dei cambiamenti climatici, mettere in sicurezza il territorio e abbattere drasticamente le nostre emissioni. E chiunque dica o faccia il contrario, sappia – conclude Fratoianni – che sta condannando il presente e il futuro dell’Italia”.

Tra le aree più colpite dalle due trombe marine che si sono abbattute sul Marsalese c’è Petrosino, dove si registrano quattro feriti lievi e diverse abitazioni gravemente danneggiate, alcune delle quali distrutte. A fare il punto è il sindaco Giacomo Anastasi, che riferisce anche il coinvolgimento di due operai del Centro comunale di raccolta dei rifiuti. La furia del vento ha colpito anche la viabilità e lo stadio comunale, dove è stato abbattuto il muro di cinta. L’Ente ha attivato il Centro operativo comunale (Coc) per coordinare gli interventi e sta predisponendo alloggi per gli sfollati che non potranno rientrare nelle proprie abitazioni. “La tromba d’aria ha distrutto tutto: la casa, gli attrezzi di lavoro, un trattore… non sappiamo nemmeno dove andare a dormire, chi pagherà i danni per tutto questo?”, ha dichiarato un residente di nome Pietro, mostrando a LaPresse la devastazione provocata dalla tromba d’aria che ha colpito la zona sud del paese. “Io ho anche un fratello disabile e può essere che la casa debba essere demolita al più presto. Non sappiamo come dobbiamo comportarci, cosa fare”, aggiunge l’uomo, circondato dalle macerie.

“Una tromba marina ha investito in pieno la succursale di Terrenuove e l’ha distrutta totalmente. Per fortuna, grazie all’intervento del personale e anche il mio, abbiamo cercato una zona più sicura all’interno dell’istituto perché non si poteva uscire. Non abbiamo per fortuna danni al personale e soprattutto ai bambini“. A parlare è il dirigente scolastico Leonardo Gullotta parlando del plesso di contrada Terrenove della scuola Alcide De Gaspari di Marsala. “Qualche escoriazione e basta. I soccorsi sono stati tempestivi nonostante ci fossero interruzioni per strada, auto che sono volate. Insomma, è andata bene. Al momento del passaggio della tromba marina nella scuola c’erano 273 bambini. Il dirigente ha poi concluso: “Io avevo avvisato i plessi di stare allerta – ha aggiunto il dirigente scolastico – per fortuna le maestre avevano visto pericolo, però non pensavamo di essere così sfortunati che passasse proprio sulla nostra scuola. Abbiamo rassicurato tutte le famiglie che hanno ripreso i bambini dalla scuola. Adesso pensiamo alle opere di ricostruzione. Siamo sereni perché i bambini e il personale si sono salvati. Hanno avuto paura e adesso c’è dello sconforto tra loro, lo provo anche io, ma è normale. Ma abbiamo reagito tutti per dare il massimo in questa operazione di soccorso, ed è andata bene”.

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