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A ognuno il suo tribunalino (elettorale): la gara di emendamenti tra i deputati per riaprire i micro-uffici soppressi nel 2012

In Commissione Giustizia alla Camera si scatena l'assalto alla diligenza: il ddl sul Tribunale di Bassano (voluto dalla Lega) diventa vetrina per le rivendicazioni territoriali di tutti i partiti
A ognuno il suo tribunalino (elettorale): la gara di emendamenti tra i deputati per riaprire i micro-uffici soppressi nel 2012
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Quando si avvicinano le elezioni, persino le temute aule di tribunale possono diventare preziosa fonte di consenso per la politica. Lo dimostra lo show da Prima Repubblica in scena in Commissione Giustizia alla Camera, dove è in discussione il disegno di legge del governo sulla geografia giudiziaria: un provvedimento che al momento serve quasi solo a riaprire il Tribunale di Bassano del Grappa (Vicenza), obiettivo del sottosegretario leghista veneto alla Giustizia Andrea Ostellari. Con l’apertura agli emendamenti, però, si è scatenato l’assalto alla diligenza: deputati di tutti i partiti hanno presentato proposte per ripristinare anche questo o quell’altro tribunalino, o addirittura istituire nuovi uffici nei rispettivi territori, in una pazza corsa alla restaurazione rispetto ai tagli imposti nel 2012 dal governo Monti. Tra i firmatari compaiono anche vari peones che non fanno nemmeno parte della Commissione Giustizia, ma hanno chiesto di essere applicati apposta per mettere il loro nome in calce agli emendamenti. Il motivo è banale: nonostante la dimostrata inefficienza dei piccoli tribunali, la loro presenza alimenta in modo decisivo l’economia delle città di provincia, con ovvie ricadute elettorali per chi li sponsorizza.

Alla passerella non rinuncia nemmeno il relatore del provvedimento e presidente della Commissione, il meloniano Ciro Maschio: da veronese, propone di istituire a Verona la seconda Corte d’Appello del Veneto, in aggiunta a quella di Venezia. La leghista Laura Cavandoli, parmense, si accontenterebbe invece di creare a Parma una sezione distaccata della Corte d’Appello di Bologna, mentre il 5 stelle Mario Perantoni, sassarese, ça va sans dire ne vorrebbe una a Sassari. Il foggiano Giandonato La Salandra (FdI) chiede di riaprire il Tribunale di Lucera; la collega di partito Barbara Polo, sarda, di spostare a Olbia la sede del Tribunale di Tempio Pausania. L’ex tribunale di Tolmezzo (Udine) ha sponsor bipartisan: lo rivuole Debora Serracchiani del Pd, ma pure i leghisti Graziano Pizzimenti e Massimiliano Panizzut. Sempre tra i dem, il toscano Marco Simiani punta su Montepulciano (Siena) e l’ex ministro Enzo Amendola, eletto in Basilicata, su Melfi (Potenza); mentre Antonio D’Alessio, calendiano di Salerno, rivorrebbe Sala Consilina. Il M5s, invece, chiede di riaprire alcuni Tribunali in territori ad alta densità di crimine organizzato: tra questi anche Rossano (Cosenza), città natale della deputata Vittoria Baldino, che infatti firma il relativo emendamento.

Tra le decine di proposte depositate, tuttavia, le uniche con qualche possibilità di passare sono quelle di Forza Italia, anticipate dal Fatto nei giorni scorsi. Sul provvedimento infatti gli azzurri puntano fin dall’inizio, soprattutto perché il Tribunale di Bassano toglierebbe risorse e personale a Vicenza, feudo del senatore Pierantonio Zanettin. Sul territorio a opporsi al progetto sono la maggior parte dei sindaci (inclusi molti leghisti) e gli avvocati del capoluogo berico: “Per semplificare l’accesso dei cittadini al servizio giustizia e decongestionare le attività dei tribunali, il governo ha aperto una rete di 33 uffici di prossimità in Puglia, con due milioni di euro di investimento e 88 Comuni coinvolti. In Veneto invece vuole aprire un nuovo tribunale, uno di quelli che si vogliono decongestionare con gli uffici di prossimita. È difficile seguire il senso logico”, denuncia il presidente dell’Ordine locale, Alessandro Moscatelli. Per limitare l’impatto su Vicenza, un emendamento del deputato Erik Pretto chiede di ridimensionare l’estensione territoriale del nuovo ufficio, mantenendo sotto il capoluogo 18 comuni dell’alto Vicentino. E sempre da Forza Italia arriva la proposta, firmata dal capogruppo alla Camera Enrico Costa, di aggiungere al ddl una delega al governo per riaprire “fino a cinque” Tribunali soppressi nel 2012, sulla base di un elenco di criteri oggettivi: anche se non si fanno nomi, gli indizi portano tutti a Lucera, sede che sta a cuore al viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, e ad Alba (Cuneo), terra dello stesso Costa.

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