Francia, i giovani tornano in piazza: tensioni e lacrimogeni alla Bastiglia. Il ministro dell’istruzione Geffray: “In arrivo 3mila supplenti”
Non si fermano le proteste degli studenti in tutta la Francia e oggi, per il cosiddetto IV atto di mobilitazione nazionale, sono stati organizzati cortei in tutto il Paese. Da Parigi a Marsiglia, passando per Nantes, Lione e Lille, per esternare il malcontento nei confronti del governo – che intanto ha annunciato l’arrivo di 3mila supplenti – sono scesi in piazza 71.500 manifestanti, di cui 24.500 a Parigi. Nel pomeriggio tensioni tra le forze dell’ordine e i manifestanti a Parigi, in Place de la Bastille, dove migliaia di studenti si sono dati appuntamento alle ore 15 per manifestare. Secondo un video dell’agenzia CLPRESS, ripreso dal sito internet del quotidiano Le Figaro, le forze dell’ordine hanno caricato i manifestanti con l’uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla riunita alla Bastiglia.
A distanza di qualche ora dalle tensioni, l’Unicef si è appellata alla Francia per “una de–escalation delle violenze” e “la tutela dei minori“. La sezione francese del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia invita le autorità d’Oltralpe a rispettare il diritto dei giovani a “manifestare pacificamente“. Le operazioni di tutela dell’ordine pubblico, avverte l’Unicef, devono tenere conto “pienamente” della loro età, “non considerare la folla come un gruppo omogeneo e distinguere le persone che commettono violenze da quelle che manifestano pacificamente“. Successivamente – mentre migliaia di manifestanti si trovano in Place de la Bastille – l’Union Etudiante (tra i principali sindacati studenteschi di Francia) ha indetto sui social una “manifestazione selvaggia” in Place de la Nation. “Sei alla Bastiglia? Ora, subito. Ci spostiamo tutti a Nation, per una manifestazione selvaggia gigante”, si legge nell’appello pubblicato su X da L’Union Etudiante.
Il ministro dell’Istruzione, dopo aver promesso uno stanziamento di un miliardo nella prossima finanziaria, oggi ha annunciato un “piano di emergenza” per sostituire i docenti che mancano e lo ha illustrato ai rappresentanti delle organizzazioni studentesche convocati nuovamente. Questi hanno ribadito che non è abbastanza e hanno fatto sapere che si mobiliteranno ancora, insieme ai sindacati, martedì 13 ottobre: “Finché non verranno messi 10 miliardi di euro sul tavolo non smetteremo di scendere in piazza”, ha detto la portavoce dell’Union Etudiante, Sabrine Kharbach, oggi da Place de la Bastille, a Parigi. Intanto le proteste si estendono anche ai Paesi vicini: in Belgio, secondo Rtfb, dal primo ottobre sono stati fatti 194 arresti, di cui 114 minori.
Di fronte a una rabbia generale che non sembra trovare pace, oggi il ministero ha tentato di rilanciare con nuove promesse. In serata è arrivato l’annuncio del ministro dell’Istruzione francese Edouard Geffray intervistato dalla tv Tf1: tre mila professori supplenti arriveranno “nelle prossime ore e nei prossimi giorni” nei licei in cui la situazione è più critica.”Siamo riusciti a individuare grazie a un software gli istituti problematici” sottolinea Geffray. “Nelle prossime ore, 3.000 insegnanti supplenti raggiungeranno questi istituti. Tra domani e martedì arriveranno”. È la prima volta, spiega il ministro, “che utilizziamo questo software per individuare gli istituti che si trovano in situazioni che definirei molto problematiche. Ci sono 114 licei che definirei in zona rossa e 400 in zona arancione“. E sulle proteste studentesche, il ministro ha detto di trovarsi di fronte a un “movimento dalle richieste legittime, ma offuscato da violenze inqualificabili”. Solo ieri l’Ispettorato interno di polizia ha fatto sapere di aver aperto 18 indagini interne su presunti abusi nei confronti degli studenti.