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Donald Trump approva l’esecuzione mediante fucilazione del responsabile della sparatoria a Fort Hood del 2009

L'esercito statunitense non esegue una condanna a morte dal 1961. Ma Nidal Malik Hasan, lo psichiatra delle forze armate che uccise 13 persone ne ferì oltre 30, potrebbe bloccare l'iter procedurale invocando l'habeas corpus
Donald Trump approva l’esecuzione mediante fucilazione del responsabile della sparatoria a Fort Hood del 2009
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Donald Trump ha approvato l’esecuzione mediante fucilazione di Nidal Malik Hasan, maggiore e psichiatra dell’esercito responsabile per la sparatoria avvenuta nel 2009 a Fort Hood, Texas. “Il giorno del giudizio per Hasan è finalmente arrivato”, ha scritto il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, che ha aggiunto che sarà il Segretario dell’Esercito a stabilire data e luogo dell’esecuzione. L’esercito statunitense non esegue una condanna a morte dal 1961 e dal 1945 non usa il metodo della fucilazione.

I fatti risalgono al 5 novembre 2009 quando, nel pieno del conflitto in Afghanistan, Nidal Malik Hasan, psichiatra dell’esercito, entrò in un edifico sanitario di Fort Hood dove i soldati si sottoponevano a visite mediche e aprì il fuoco al grido di “Allah Akbar” con una pistola dotata di puntatore laser: rimasero uccise 13 persone e ferite oltre 30. Sostenne che il suo gesto aveva l’obiettivo di impedire ai soldati di recarsi in Afghanistan dove avrebbero ucciso i suoi correligionari musulmani e al processo che ne seguì non si difese affermando di essere solo un soldato che aveva “cambiato schieramento”.

L’approvazione all’esecuzione mediante fucilazione data dal Presidente degli Stati Uniti avvia l’iter procedurale all’uccisione di Hasan. Il quale, come riporta la rivista Army Lawyer in un articolo pubblicato lo scorso maggio, potrebbe bloccare tale procedimento burocratico – e potrebbe farlo potenzialmente per diversi anni – invocando l’habeas corpus tramite un ricorso presso il sistema giudiziario civile federale. La scelta di Trump di approvare l’esecuzione mediante fucilazione potrebbe essere stata condizionata dal recente fallimento dell’esecuzione della condanna a morte di Christa Pike mediante iniezione letale. Il presidente, interpellato sulla possibilità che l’esecuzione fallita in Tennessee lo inducesse a cercare modifiche alla pena capitale, ha definito la vicenda “una situazione interessante“. Trump ha ripristinato la pena di morte a livello federale, decidendo di revocare la moratoria (sospensione temporanea) sulla pena di morte che era stata osservata dalle amministrazioni precedenti: tra il 2020 e il 2021 il governo federale ha così giustiziato 13 persone, rendendo Trump il presidente che ha ordinato il maggior numero di esecuzioni in oltre 130 anni.

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