Il mondo FQ

“Non sono un santo ma un peccatore. Ma conservo la fede”: il testamento ideale di Enzo Bianchi. Scritto 34 anni prima della morte

L'eredità morale del fondatore della Comunità di Bose in un documento datato 1972, quando il monaco (morto a settembre) aveva solo 29 anni. Nel 1993 l'aveva riletto: "Non ho nulla da mutare!"
“Non sono un santo ma un peccatore. Ma conservo la fede”: il testamento ideale di Enzo Bianchi. Scritto 34 anni prima della morte
Icona dei commenti Commenti

“Io non devo perdonare nessuno perché da nessuno ho ricevuto grossi mali. Se ho sofferto per qualcuno l’ho mai fatto con amarezza: siamo uomini, è naturale che ci siano tensioni e opposizioni. Chiedo perdono a voi che mi avete incontrato nella vita a cui posso e avrò senz’altro fatto del male, perdono alla chiesa mia madre, perdono a voi ospiti e amici della comunità, perdono a voi fratelli e sorelle di Bose”. Sono alcune delle parole del testamento spirituale di fratel Enzo Bianchi, fondatore della comunità di Bose e di “Casa della madia” dove ha vissuto fino al primo settembre scorso quando è morto all’ospedale delle Molinette a Torino.

A un mese dalla sua scomparsa, domenica, il priore della fraternità di Albiano d’Ivrea, fratel Goffredo Boselli, ha reso pubblico il testamento di Bianchi leggendolo a tanti amici presenti per l’occasione. A sorprendere tutti, la data in cui è stato scritto: 29 agosto 1972. A quell’epoca fratel Enzo aveva solo 29 anni e la comunità di Bose esisteva da soli dieci anni.

Bianchi non poteva immaginare ciò che sarebbe accaduto nel 2020 quando con un decreto firmato dal segretario di Stato Pietro Parolin e approvato in forma specifica da papa Francesco, la Santa Sede dispose che lui e altri due fratelli oltre a una sorella si separassero dalla comunità e si trasferissero altrove. Eppure il suo testamento spirituale pare scritto ieri: “Non sono stato un santo ma un peccatore. Dio – scrive l’ex priore – conosce i miei peccati ed erano gravi. Grazie alla sua misericordia ho conservato però la fede e ho cercato di appartenere a lui, giorno dopo giorno”.

Poco prima il monaco si rivolge alla comunità: “Restate uniti nel Signore, perseverate nella vita di celibato, di comunità, restate poveri e umili, restate ubbidienti al Vangelo, in modo radicale! Restate uniti alla chiesa di Dio. Carissimi, non addoloratevi per la mia partenza quando arriverà: so che vi mancherò e pregherò per voi. Vi ho tanto amato, vi ho apprezzato: ed io mi sono sempre sentito uno di voi, niente di più”.

Nel testamento spirituale fratel Enzo ringrazia anche sua madre, Cocco e Etta (due figure femminili che gli sono state vicino dopo la morte della mamma in giovane età), il parroco e le suore del suo paese e l’allora vescovo di Torino Michele Pellegrino che gli diede fiducia.

Un lascito che Bianchi ha confermato vent’anni dopo quando il 1 novembre 1993 alle ventuno scrisse: “Questa sera ho riletto il mio testamento. Non ho nulla da mutare!”. Quella notte aggiunse solo un’espressione di rammarico rispetto al suo infinito lavoro sull’ecumenismo: “Me ne vado da cristiano che crede la Chiesa, una santa cattolica e apostolica, ma che ho desiderato vederla unita e per questo me ne vado triste”.

A tal proposito, domenica, lo ieromonaco Benedetto del Monastero serbo ortodosso di Visoki Dečani, ha donato un’icona alla memoria di Bianchi.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione