Il campo largo è nel caos perché il Pd resta lontano dai bisogni reali degli italiani
di Francesca Carone
Il cosiddetto Campo Largo è quel contenitore che dovrebbe accogliere i vari raggruppamenti politici che rappresentano l’opposizione del nostro Paese. Un “campo”, tuttavia, perché dia frutto, è necessario che sia coltivato, curato e difeso. Di questo cosiddetto Campo Largo tutti ne parlano, ma nessuno in realtà conosce il perimetro e i confini di questo strano assembramento politico che si alimenta di una narrazione che percorre la solita demagogia politica.
Come ha affermato il direttore di Limes nella trasmissione della Gruber, in Italia manca un riferimento sociale della politica e mancano giovani disposti ad investire cuore e anima in un progetto politico che abbia come riferimento le emergenze sociali (scuola, sanità, energia, salari, povertà, ricerca…) accantonate dietro l’eco di un riarmo avulso dai veri bisogni di una società sempre più sola e indifesa.
Il Campo Largo, che dovrebbe riempire il vuoto lasciato dal Governo sulle citate emergenze, dialoga invece in un mondo parallelo che orbita intorno alla solita demagogia politica. Fa impressione la proposta fatta dalla Schlein alla Meloni per una collaborazione sul clima ed energia, all’indomani dell’annuncio del Governo dell’abolizione del bollo, generando malumori e tensioni con gli alleati. Per poi diventare divisiva sull’astensione al Disegno di Legge contro l’antisemitismo, fino all’ultima provocazione lanciata a Conte dell’uno che non vale uno.
Un atteggiamento che rivela un distacco chiaro ed evidente da una buona parte dell’elettorato e da un Paese in grande sofferenza, abbandonato a se stesso nella terrificante crisi economica e sociale che lo costringe ad arrancare in una quotidianità sempre più grigia e dolorosa.
Il parossismo demagogico del Pd è diventato il linguaggio di una politica autoreferenziale che non lotta più per il bene comune, ma per le sterili ideologie radical chic, radicate nel pantano della generalizzazione e semplificazione dei veri problemi che attanagliano il Paese. Paradossalmente il Partito democratico sembra essere il governo ombra mascherato da opposizione: dal riarmo all’astensione sul Disegno di legge sull’antisemitismo non si può negare un allineamento, seppur parziale, su alcuni punti di forte impatto.
Il Pd naviga a vista nel Campo largo dove è solo in “affitto”, alla ricerca di una casa che gli permetta di fare politica senza intraprendere una lotta seria e doverosa per i bisogni reali del Paese. Optando invece per un riarmo e scelte impopolari che tradiscono le esigenze della classe media, sempre più povera, dimenticando il silenzio di quella fascia sociale che ha ormai smesso di lottare.
Tutto sommato il Pd allo stato attuale potrebbe dialogare meglio col centrodestra che con il Movimento 5 stelle e AVS e forse sarebbe disposto ad offrire brioche al popolo pur di accontentarlo, come ha fatto il Governo con l’abolizione del famoso bollo.
A peggiorare le cose c’è poi Italia Viva, con il solito Renzi che alla Leopolda ha dato un saggio della sua mediocrità pienamente giustificata dal suo 2%. Calenda in questo agone risulta non pervenuto. E Bersani con le sue “mucche” nel corridoio ci ricorda che dal Pd è meglio prendere le distanze. Perché alla fine si autodistruggerà.