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Così Marc Márquez ha ingannato la MotoGp: alla gara di kart con gli altri piloti ha mandato in pista una sosia. “A volte bisogna essere egoisti”

Gli organizzatori lo hanno sanzionato con un richiamo ufficiale, ma lo spagnolo della Ducati è pronto a tutto pur di vincere il decimo titolo Mondiale
Così Marc Márquez ha ingannato la MotoGp: alla gara di kart con gli altri piloti ha mandato in pista una sosia. “A volte bisogna essere egoisti”
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Marc Marquez è pronto a tutto pur di vincere. Anche a mandare in pista un sosia per partecipare al suo posto alla gara di kart organizzata dalla MotoGp. È successo davvero, nel corso del weekend del Gp del Giappone a Motegi. Marquez non voleva correre con i kart e ha deciso di ingannare tutti mandando qualcun altro al suo posto. Ovviamente, sia i piloti sia gli organizzatori si sono subito resi conto della truffa. La MotoGp ha “giocato” con il sosia, facendo finta di nulla. Ma poi ha deciso di rimproverare Marquez con un richiamo ufficiale. Lo spagnolo della Ducati ha commentato serafico: “Mi hanno rimproverato, ma in questo momento bisogna essere egoisti e dare il massimo quando serve, ovvero durante le gare”.

Il metodo Marquez alla fine ha funzionato, visto che a Motegi ha fatto bottino pieno: vittoria nella Sprint e in gara. Se la MotoGp organizza eventi collaterali per intrattenere il pubblico, come questa gara di kart, allo spagnolo non interessa: “Capisco lo spettacolo ma c’è una linea da non superare. In questo momento conta solo il campionato”. Marquez aveva paura di farsi male inutilmente partecipando a questa finta gara: “Non siamo qui per scherzare e fare giri in kart. Per il warm-up ho detto che mi serviva del ghiaccio, qualcuno ha detto che sarebbe stato meglio se avessi mandato un sostituto, e così abbiamo fatto”.

Il sosia è entrato in pista con il casco già abbassato, cercando di passare inosservato. Ma tutti si sono accorti dell’inganno. Jorge Martin, in lotta per il Mondiale proprio con Marquez che ora lo insegue a soli due punti di distacco, ha però reagito con grande fair play: “Ho capito subito che non era lui, ma lo comprendo. Quando ci hanno parlato dell’evento, ero scettico. Un colpo da dietro può lasciarti malconcio per la gara. Io alla prima curva ho rallentato e sono rimasto lì con quelli più lenti“, ha spiegato il pilota Aprilia.

Marquez invece ha scelto una soluzione più estrema. Simbolo di come per lui oggi la vittoria del decimo titolo Mondiale sia la priorità assoluta: “A volte bisogna essere egoisti e concentrarsi su ciò che conta davvero. E ciò che conta è la gara“. La gara di kart fa parte di una più ampia strategia della MotoGp per avvicinare una vasta platea di pubblico, scopiazzando quello che fa la Formula 1. Marquez però non ha gradito.

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