Sapienza, propaganda di Azione Universitaria sulle mail degli studenti: l’Ateneo apre un’indagine interna
Una mail di propaganda fa esplodere all’università La Sapienza di Roma un caso sulla correttezza della competizione elettorale e sulla privacy degli studenti. A poche settimane dalle elezioni per la rappresentanza studentesca, una comunicazione di Azione Universitaria, il gruppo studentesco di riferimento di Fratelli d’Italia, è arrivata sulle caselle istituzionali dell’Ateneo invitando gli studenti a candidarsi e a sostenere la lista. A denunciare l’accaduto sono state diverse organizzazioni studentesche. Ora la Sapienza ha avviato verifiche interne per capire come sia stato possibile utilizzare i propri canali per una comunicazione elettorale. Il regolamento dell’università prevede infatti che il servizio di posta elettronica e le mailing list istituzionali siano utilizzati solo per comunicazioni legate alla didattica, alle attività amministrative e alle comunicazioni ufficiali dell’Ateneo. È su questo punto che si concentrano le contestazioni: chi ha autorizzato l’invio e attraverso quale sistema è stata raggiunta la comunità studentesca?
”Ti va di darci una mano?” è l’oggetto della comunicazione. Il mittente è Alessandro, che si presenta come studente e componente di Azione Universitaria Sapienza. Nel messaggio si invita a partecipare alla costruzione della lista in vista delle prossime elezioni, in programma dal 16 al 20 novembre. Si parla di spazi, servizi, didattica, iniziative e della necessità di costruire “una squadra con persone di tutte le facoltà”. In fondo alla mail c’è un pulsante per lasciare la propria disponibilità. Il link, però, porta a una piattaforma esterna alla Sapienza. Ed è anche su questo passaggio che si concentrano le preoccupazioni degli studenti: l’utilizzo di un canale istituzionale per indirizzare gli universitari verso un sito esterno, dove vengono raccolti i loro dati, potrebbe sollevare ulteriori questioni sul piano della privacy.
“La comunicazione non si limita a invitare alla candidatura e all’adesione alla lista, ma rimanda a una piattaforma terza dove vengono raccolti i dati degli studenti. Bisogna capire chi abbia avuto accesso alle mail e se questo utilizzo possa avere conseguenze anche sul piano della privacy”, dice a ilFattoQuotidiano.it Pietro Zanaga, della lista Primavera Sapienza di Primavera degli Studenti. Per Zanaga il problema riguarda anche la parità tra le liste che si presenteranno alle elezioni. “È inaccettabile che un’associazione studentesca legata a un partito di governo, e con le elezioni a ridosso, abbia avuto la possibilità di utilizzare le mail degli studenti per diffondere un messaggio di propaganda. Una lista non può utilizzare una risorsa istituzionale della Sapienza e, soprattutto, non può avere accesso all’indirizzario dell’intera popolazione studentesca per fare campagna elettorale. Qui è in gioco anche la terzietà di un’istituzione che dovrebbe garantire condizioni uguali a tutte le liste. Se una lista riesce a utilizzare una risorsa dell’Ateneo per raggiungere l’intera popolazione studentesca, è un problema che riguarda tutti”. Anche le altre associazioni hanno denunciato l’arrivo della comunicazione e chiesto l’esclusione di Azione Universitaria dalle prossime elezioni per la rappresentanza studentesca. Le organizzazioni stanno inoltre valutando un’azione legale collettiva.
Ora la parola passa alla Sapienza. “In relazione alle comunicazioni elettorali ricevute su caselle istituzionali di studenti Sapienza, sono in corso approfondite verifiche interne volte a ricostruire compiutamente sia l’effettiva portata dell’invio sia le modalità tecniche attraverso le quali è stato effettuato. L’Ateneo sta conducendo gli accertamenti con la necessaria attenzione e completezza. Prioritaria resta la tutela dei dati della comunità studentesca, insieme alla garanzia di imparzialità e parità di trattamento tra tutte le componenti coinvolte”, fa sapere l’Università. In attesa di ricostruire quanto accaduto, l’Ateneo ha inoltre disabilitato “in via cautelativa” il gruppo di distribuzione utilizzato per l’invio delle comunicazioni. Resta quindi da chiarire chi abbia reso possibile l’invio della mail e attraverso quale procedura una lista studentesca sia riuscita a raggiungere le caselle istituzionali della comunità della Sapienza.