“Schiaffeggiato e insultato, gridava ‘omosessuali vi ammazzo'”: terza aggressione omofoba a Bologna in poche settimane
Tre casi di omofobia a Bologna in poco meno di tre settimane. L’ultimo aggressione è stata a danno di uno studente, colpito in faccia da uno schiaffo violento e riempito di insulti. Lo ha raccontato al giornale BolognaToday da Giorgiomaria Cornelio, poeta e divulgatore culturale, che si trovava con la vittima in quel momento. Verso mezzogiorno “arrivati vicino all’incrocio con via Belle Arti, quest’uomo, attorno ai 30 anni, italiano, credo, si è avvicinato insultandoci e urlando ‘omosessuali vi ammazzo, vi taglio la gola’. Era fuori di sé. Noi non avevamo fatto nulla per provocarlo”, ha affermato Cornelio.
Dopo le urla, l’uomo avrebbe tirato uno schiaffo violento che ha rotto gli occhiali dello studente, poi si è allontanato continuando a urlare insulti e minacce di morte. L’aggressore è stato portato in questura dalla polizia ed è stato denunciato per i reati di minacce gravi, percosse e danneggiamento. “Ho voluto raccontare tutto questo – prosegue Cornelio – perché è chiaro che respiriamo un clima di odio e violenza verso le minoranze, alimentato anche da una politica che crea il nemico, che mette tutti l’uno contro l’altro”. Nella stessa zona, in via Mascarella, venerdì scorso una coppia omosessuale che si teneva per mano era stata accerchiata da 15 persone.
L’aggressione è stata commentata anche dalla segretaria del Pd Elly Schlein: “In Italia l’odio ferisce e uccide ancora. Noi siamo in prima linea per approvare finalmente una legge contro i crimini d’odio. Lo faremo appena manderemo a casa questa destra, che in quattro anni ha parlato continuamente di sicurezza ma non ha trovato una parola di solidarietà per chi è vittima dell’odio e della discriminazione, sedicenti liberali compresi”.
Anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha condannato il linguaggio dell’odio e della violenza: “C’è un bullismo costante nei confronti di chiunque e purtroppo è perché si è sdoganato un linguaggio dell’odio e una violenza quotidiana che credo vada assolutamente respinta. Qui a Bologna ci sono gli anticorpi per poterlo fare”. Il primo cittadino ha avanzato anche la proposta per il Comune di costituirsi parte civile in un eventuale processo. “Sappiamo che la comunità Lgbtqia+ si riunirà nei prossimi giorni. Ci farebbe piacere esserci, prima di tutto per ascoltare e confrontarci con chi vive direttamente questa situazione”, ha concluso Lepore.