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“Attenti all’illusione del riarmo. Relazioni tra Stati sempre più barbare, si lavori per la pace”: l’appello del Papa all’Europa

Il Pontefice, intervenendo a Metz, mette in guardia dalla corsa agli armamenti: “Bisogna chiedersi se stiamo davvero promuovendo la pace o se ci prepariamo alle guerre future”
“Attenti all’illusione del riarmo. Relazioni tra Stati sempre più barbare, si lavori per la pace”: l’appello del Papa all’Europa
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“Bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo”. Papa Leone XIV lancia un nuovo monito all’Europa sulla corsa agli armamenti e invita a non confondere la ricerca della pace con un “ingenuo irenismo”. La questione, avverte il Pontefice, è capire se si stiano davvero facendo “sforzi creativi” per promuovere la pace o se, al contrario, ci si stia limitando ad “arginare l’emorragia della guerra” preparandosi meglio ai conflitti che si presume debbano ancora venire. Da Metz, Leone XIV è intervenuto al Centro congressi intitolato allo statista francese Robert Schuman, durante l’incontro “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità”.

“Il diritto internazionale e il multilateralismo sottolineano – prosegue il Papa – l’eguaglianza effettiva degli Stati nelle loro relazioni reciproche e costituiscono il miglior antidoto alla volontà di dominio, che è all’origine di ogni conflitto. Oggi, le relazioni umane e tra gli Stati si fanno sempre più barbare. Il valore della parola data è disprezzato; ci si vanta piuttosto della menzogna e dell’inganno”. Inoltre, Leone ha sottolineato che “l’Europa può porre fine a questa spirale grazie al rispetto per l’altro”.

“La ricerca della pace in Europa, così come nel resto del mondo, non deve essere confusa con un ingenuo irenismo”, prosegue il Pontefice, che mette in guardia “dall’illusione del riarmo”. Per Leone XIV “favorire la pace è un’opera attiva. Oggi bisogna chiedersi se stiamo realmente facendo sforzi creativi per promuovere la pace mondiale, o se stiamo semplicemente cercando di arginare l’emorragia della guerra e prepararci meglio a quelle che presumiamo debbano ancora venire”. “Purtroppo oggi la guerra è riapparsa, anche in Europa: una nuova inutile strage, che ogni giorno causa innumerevoli vittime civili”.

Il Pontefice ha anche affrontato il tema dei migranti. L’Europa contemporanea “si trova di fronte a una nuova tappa della sua lunga storia di incontri, con l’arrivo sul continente di tanti uomini e donne in fuga da teatri di guerra e persecuzione, o in cerca di una vita migliore lontano dalla povertà e dalla miseria”, ha dichiarato il Papa, sottolineando che “accogliere una persona significa integrarla come nella propria famiglia, offrendole la possibilità di sviluppare i suoi talenti, le sue capacità e sensibilità, ma anche di entrare nello spirito della casa che la accoglie”. Leone XIV invita a “cogliere la portata storica di ciò che sta accadendo, vale a dire un incontro senza precedenti tra popoli e culture che chiama a una riscoperta creativa delle nostre radici e, allo stesso tempo, a un ascolto attento dell’altro”.

Quella a Metz è l’ultima tappa del viaggio di Leone in Francia, prima di rientrare a Roma. L’evento “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità”, fanno sapere dall’entourage del presidente Emmanuel Macron, è stato voluto dal Vaticano “per mettere in evidenza una dimensione europea e transfrontaliera, in questa regione della Lorena all’incrocio dell’Europa con diversi Paesi che hanno condiviso la dolorosa esperienza della guerra”.

Con il suo discorso, “il Papa ha dato una vera bussola ai credenti e ai non credenti” per costruire l’Europa di domani, ha dichiarato il sindaco di Metz, Francois Grosdidier, intervistato da France TV. Ricordando le testimonianze “dei nostri nonni sull’orrore della guerra“, il primo cittadino ha sottolineato l’importanza di trasmettere ai giovani i valori della pace e della riconciliazione europea.

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