Il mondo FQ

Tre fermi per l’uomo ucciso e fatto a pezzi. I resti trovati nell’appartamento di una professoressa

Torino - I provvedimenti sono stati disposti dalla procura: a carico di un uomo vengono contestati i reati di omicidio e soppressione di cadavere, mentre per due donne l'ipotesi di reato è di favoreggiamento e concorso nella soppressione di cadavere.
Tre fermi per l’uomo ucciso e fatto a pezzi. I resti trovati nell’appartamento di una professoressa
Icona dei commenti Commenti

Tre persone, un uomo e una donna, sono state fermate dalla polizia nell’ambito dell’indagine sul ritrovamento del corpo senza vita di un uomo di 39 anni, fatto a pezzi e scoperto in un appartamento di via Gulli 46, nel quartiere Borgo Vittoria di Torino. I provvedimenti sono stati disposti dalla procura: a carico di un uomo vengono contestati i reati di omicidio e soppressione di cadavere, mentre per due donne l’ipotesi di reato è di favoreggiamento e concorso nella soppressione di cadavere.

Il corpo era stato scoperto giovedì sera, intorno alle 23, dagli investigatori della Squadra Mobile della questura di Torino intervenuti nell’alloggio. Il cadavere era stato fatto a pezzi e le parti erano state sistemate all’interno di due sacchi. Nell’appartamento sono stati sequestrati anche due coltelli. La vittima non risultava residente nell’abitazione. Le indagini, coordinate dalla pm Lea Lamonaca, puntano ora a ricostruire la dinamica dell’omicidio, chiarire l’identità e i rapporti del 39enne con le persone che frequentavano l’appartamento e stabilire dove sia avvenuto il delitto. Resta infatti da accertare se l’uomo sia stato ucciso nell’alloggio di via Gulli oppure se il corpo sia stato trasportato lì in un secondo momento.

L’appartamento è abitato da una professoressa di 49 anni, originaria di Rieti. Nei giorni scorsi alcuni condomini avevano raccontato agli investigatori di un frequente via vai di persone nell’abitazione, sia durante il giorno sia nelle ore serali. Le frequentazioni dell’alloggio sono ora tra gli elementi sui quali si concentrano gli accertamenti. Gli investigatori stanno ascoltando le persone che gravitavano intorno all’appartamento per ricostruire le ultime ore di vita della vittima e verificare i rapporti con gli indagati. Le testimonianze potrebbero contribuire a definire la sequenza degli eventi e il ruolo avuto da ciascuna delle persone coinvolte.

L’inchiesta sarebbe partita dalla segnalazione della madre di un giovane, che avrebbe contattato il 112 riferendo che il figlio aveva fatto qualcosa di grave. Secondo quanto riportato dalla Stampa, la donna avrebbe detto: “Mio figlio ha fatto del male a qualcuno”. Il giovane avrebbe poi riferito agli investigatori: “Abbiamo fatto tanto male a un uomo in un alloggio di via Gulli”. A partire da queste informazioni, gli investigatori avrebbero effettuato una perquisizione anche nell’abitazione del giovane, nella zona di Mirafiori, dall’altra parte della città rispetto a Borgo Vittoria. Altri appartamenti riconducibili a persone ritenute potenzialmente coinvolte nella vicenda sarebbero state a loro volta perquisite.

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.