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“Mio figlio ha fatto del male a qualcuno”, cadavere fatto a pezzi trovato nell’appartamento di una professoressa a Torino

A fare la scoperta sono stati gli investigatori della Squadra Mobile della questura di Torino, intervenuti nell'abitazione. Qui sono stati sequestrati anche due coltelli. La vittima è da indentificare, in corso gli accertamenti
“Mio figlio ha fatto del male a qualcuno”, cadavere fatto a pezzi trovato nell’appartamento di una professoressa a Torino
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È stato trovato giovedì sera, intorno alle 23, in un appartamento di via Gulli 46, nel quartiere Borgo Vittoria di Torino, il cadavere di un uomo sulla quarantina. Il corpo era stato fatto a pezzi e le parti erano state riposte in due sacchi. La vittima, ancora da identificare, non risultava residente nell’alloggio. A fare la scoperta sono stati gli investigatori della Squadra Mobile della questura di Torino, intervenuti nell’abitazione. Qui sono stati sequestrati anche due coltelli. Gli accertamenti sono coordinati dalla pm Lea Lamonaca e sono ora concentrati sulla ricostruzione di quanto accaduto, sull’identità dell’uomo ucciso e sui rapporti tra la vittima e le persone che frequentavano l’appartamento. Si indaga per omicidio.

L’alloggio è abitato da una professoressa di 49 anni, originaria di Rieti. Secondo quanto riferito da alcuni condomini, nell’appartamento c’era un frequente via vai di persone, sia durante il giorno sia la sera. “Abito qui da poco, non la conosco bene, c’era sempre un via vai di gente, di giorno e di sera”, ha raccontato un vicino. Un altro condomino ha detto di conoscere la donna soltanto di vista e di averla vista spesso con un cagnolino, insieme a persone diverse. “La conosco di vista – aggiunge il vicino – la vedevo spesso con un cagnolino e accompagnata da gente diversa, amici e amiche che andavano su e giù con lei”.

Proprio le frequentazioni dell’abitazione sono ora uno degli elementi al centro delle verifiche. Gli investigatori stanno ascoltando diverse persone che frequentavano l’appartamento per ricostruire la sequenza dei fatti e chiarire i rapporti con la vittima.

L’allarme sarebbe partito dalla madre di un giovane. La donna avrebbe chiamato il 112 riferendo che il figlio aveva fatto qualcosa di grave. Secondo quanto riportato dalla Stampa la donna avrebbe detto: “Mio figlio ha fatto del male a qualcuno”. Il giovane avrebbe confessato: “Abbiamo fatto tanto male a un uomo in un alloggio di via Gulli“. Gli investigatori avrebbero quindi effettuato una perquisizione anche nell’alloggio del giovane, a Mirafiori, nella parte opposta della città. Altri appartamenti riconducibili a persone sospettate di essere coinvolte nella vicenda sarebbero stati sottoposti a perquisizione. Al momento non risultano persone sottoposte a fermo. Resta inoltre da chiarire dove sia avvenuto il delitto: gli investigatori devono ancora stabilire se l’uomo sia stato ucciso nell’appartamento di via Gulli oppure se il cadavere sia stato portato nell’alloggio in un secondo momento.

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