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Dopo l’accoltellamento di Roma, fermatevi e disobbedite! Basta far gli impiegati del Ministero

Adesso basta! La si smetta di fare gli impiegati del ministero dell’Istruzione e del Merito e si ritorni a essere maestri di vita, pedagogisti, uomini e donne
Dopo l’accoltellamento di Roma, fermatevi e disobbedite! Basta far gli impiegati del Ministero
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Fermatevi! Almeno, fermatevi! Lo dico ai colleghi, ai presidi: fermatevi. A Roma non lo comprendono ma voi avete la libertà, l’autonomia, l’esperienza per capire che abbiamo il dovere di rispettare le Leggi dello Stato ma allo stesso tempo di trovare il modo per disobbedire: se una norma non oggettivamente non funziona abbiamo il dovere morale di osservarla senza conformarci.

I nostri ragazzi non ce la fanno più: sono arrabbiati con i loro genitori, non riescono a comunicare con loro, hanno nell’anima una collera verso chi (dal ministro ai docenti ai genitori etc) gli impone tutto senza spiegare, senza rispondere ai loro perché.
Io li ascolto i miei ex alunni: ce l’hanno a morte con la professoressa che – a detta loro – si “diverte” a riempirli di compiti, a interrogarli, a dare dei cinque. I miei ex allievi – oggi alle medie – mi fermano per strada e mi dicono: “Quella merda di…”, “Quello stordito di…”, “Quel nonno…”. Per loro non sono “Bro” ma sono solo un impiccio quegli insegnanti che vanno avanti per la loro strada a tutti i costi pur di rispettare la Legge.

Eppure le figure educative, gli adulti, i punti di riferimento, i docenti che li possano ascoltare li cercano con ansia, con trepidazione. Hanno fame di professori che siano credibili, che non scambino il voto di educazione civica con quello in comportamento. Vogliono maestri che insegnino loro prima di tutto la vita, anche attraverso le discipline.

La strategia di questo governo ha avuto effetti devastanti sull’educazione: l’ha impoverita, ha insufflato nel ventre della scuola solo parole come “autorità”, “voto”, “condotta”, “disciplina”, “rispetto” (sempre dovuto). Ha legittimato una professoressa – quella accoltellata – a usare sul suo social parole come remigrazione.
Si è creato un clima di conflitto, di scontro che ha consegnato ai più giovani – sprovveduti – le chiavi di accesso alla violenza. Abbiamo capito che tutto ciò che è stato messo in campo da questo governo è fallito. Non ha migliorato nulla. E allora fermiamoci.

Se ci obbligano a dare ottimo, discreto, sufficiente quindi a preoccuparci ancora e solo dei voti senza valorizzare i nostri ragazzi troviamo il modo per boicottare questa imposizione.

Troviamo il modo per continuare a insegnare educazione sessuale e affettiva anche alla primaria perché ciascuno di noi sa bene che non parliamo di gender ma insegniamo anche a fare l’amore. Troviamo il modo per creare una relazione felice con i nostri alunni basata sull’ascolto, sulla credibilità che scaturisce la stima reciproca: così non avremo bisogno di voti in condotta.

Adesso basta! La si smetta di fare gli impiegati del ministero dell’Istruzione e del Merito e si ritorni a essere maestri di vita, pedagogisti, uomini e donne che non temono i loro alunni perché sanno che che quest’ultimi li amano (e quindi li rispettano e bla, bla, bla).

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