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“Un missile russo ha distrutto il nostro appartamento. Si è salvata solo un asciugamano del Roland Garros”: la denuncia dell’ucraina Yastremska

La numero 113 del ranking Wta si è sfogata sui social, mostrando in un carosello le immagini di un palazzo a fuoco: "WTA, ITF, guardate queste immagini con i nostri occhi. Ecco cosa significa davvero la vostra 'neutralità': vista dal lato ucraino del campo"
“Un missile russo ha distrutto il nostro appartamento. Si è salvata solo un asciugamano del Roland Garros”: la denuncia dell’ucraina Yastremska
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L’ucraina Dayana Yastremska, numero 113 del ranking mondiale, ha pubblicato questo pomeriggio un post su Instagram, corredato da foto e video, per annunciare che l’appartamento della sua famiglia a Odessa era stato distrutto venerdì sera. “Ecco che aspetto ha il ‘mondo russo‘: un missile da crociera Kalibr ha colpito direttamente il nostro palazzo. Un missile russo ha distrutto il nostro appartamento a Odessa”, ha riferito la 26enne tennista, 21esima della classifica Wta nel 2020, mostrando anche la foto di un asciugamano di un’edizione del Roland Garros sopravvissuto al bombardamento. “L’unica cosa che si è salvata è un asciugamano del Roland Garros. È simbolico. Un pezzo del tennis mondiale è sopravvissuto a un missile russo. La nostra casa, invece, non ce l’ha fatta”, ha aggiunto l’ucraina, che ne ha approfittato per rivolgersi direttamente alla WTA e all’ITF. Yastremska ritiene infatti che gli organismi del tennis mondiale, responsabili del circuito femminile e dei tornei del Grande Slam, manchino di coraggio, in particolare consentendo a russi e bielorussi di continuare a giocare nel circuito (sotto bandiera neutrale).

“WTA, ITF, guardate queste immagini con i nostri occhi. Ecco cosa significa davvero la vostra ‘neutralità‘: vista dal lato ucraino del campo”. Dopo la vittoria al primo turno del Roland Garros, la sua connazionale Marta Kostyuk aveva raccontato che, la mattina della partita, “un missile” aveva “distrutto un edificio a 100 metri da casa” dei suoi genitori a Kiev. “Ho pensato che, per un soffio, non avrei più avuto né una madre né una sorella – aveva dichiarato Kostyuk in conferenza stampa – Vivo questa guerra e mi sono adattata al fatto che il circuito l’abbia dimenticata. Cerco sempre di fare ciò che posso, di usare la mia influenza e le mie parole ogni volta che ne ho l’occasione per ricordare alla gente cosa sta accadendo, l’orrore della vita quotidiana delle persone laggiù“. Un orrore che sembra non avere più fine.

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