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Da Giuliani a Mamdani: così due cronisti italiani raccontano New York dalle Torri Gemelle a oggi

Un esame di come la città si sia trasformata, cresciuta e sviluppata sotto le amministrazioni che si sono susseguite dopo quel terribile giorno
Da Giuliani a Mamdani: così due cronisti italiani raccontano New York dalle Torri Gemelle a oggi
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Se chiedete a qualsiasi persona che abbia più di quarant’anni che cosa stava facendo l’11 settembre 2001, mentre venivano attaccate e distrutte le Torri Gemelle a New York, sicuramente vi risponderà con un ricordo nitido e con dei dettagli precisi. Si tratta di momenti che sono impressi indelebilmente nella nostra memoria e nella nostra mente.

Non può che essere così per Maria Teresa Cometto e Glauco Maggi, autori di Da Giuliani a Mamdani, New York 25 anni dopo l’11 settembre. Giornalisti rispettivamente de Il Corriere della Sera e de La Stampa che, vivendo ad alcune centinaia di metri dal luogo di quell’immane tragedia, ebbero modo di esserne testimoni diretti e cronisti. Nel loro libro Maria Teresa e Glauco raccontano la vita della città in questi anni in parallelo con la loro vita, il dolore, la sua elaborazione, la reazione e la ripartenza, ma soprattutto ci consegnano un’analisi in corpore vivo di una città che da quel giorno, dopo aver contato le vittime (non tutte ancora hanno un nome) immediate degli attacchi di quei giorni e pagando in termini di migliaia di altri caduti gli effetti successivi delle esplosioni sulla salute, si è rialzata, ha ripreso il suo cammino e il suo posto a livello mondiale.

Questo nuovo libro offre almeno due linee di lettura. Da una parte un’utile mappa storica della città e dei suoi passaggi di crescita attrattiva, assieme a una serie di consigli non banali su come viverci o visitarla, dall’altra un esame di come la città si sia trasformata, cresciuta e sviluppata sotto le amministrazioni che si sono susseguite dopo quel terribile giorno, in cui il metro di giudizio resta quasi sempre la gestione della criminalità micro e macro.

E’ curioso inoltre annotare come il dopo mandato da sindaco della città in pressoché tutti i casi non abbia portato fortuna agli ex sindaci, spesso coinvolti in scandali o comunque incapaci di sfruttare gli effetti di mandati giudicati positivamente. Resta sospeso il giudizio sull’attuale primo cittadino, sul quale si addensano le nubi del mantenimento delle promesse elettorali e la valutazione degli effetti delle sue prime mosse.

In conclusione, se dal racconto si evince che New York ha dato molto a questi due neocittadini americani, mi viene spontaneo dire che grazie alla loro grande conoscenza della città e degli Stati Uniti in generale. Tantissimo è quanto la città e il Paese stanno ricevendo da Cometto e Maggi, in un momento in cui le politiche di Trump hanno eroso la simpatia verso gli Usa e stanno addirittura intaccando quella nei confronti della Grande Mela.

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