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“L’ho definita ‘inguardabile’? Non sono sessista”: De Laurentiis prova a mettere una toppa sul caso Schlein. Il Napoli Club Parlamento: “Non ci rappresenta”

L'imprenditore cinematografico e patron del club campano nella bufera dopo la frase sulla segretaria del Partito Democratico: "Il mio riferimento era inteso esclusivamente da un punto di vista politico"
“L’ho definita ‘inguardabile’? Non sono sessista”: De Laurentiis prova a mettere una toppa sul caso Schlein. Il Napoli Club Parlamento: “Non ci rappresenta”
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“Ho letto che avrei espresso un commento sessista nei confronti di Elly Schlein, definendola ‘inguardabile’ in una chiacchierata informale con un gruppo di conoscenti. Lungi da me essere considerato sessista. Il mio riferimento era inteso esclusivamente da un punto di vista politico“. Così su X l’imprenditore cinematografico e presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis all’indomani delle polemiche suscitate da alcune sue dichiarazioni sulla segretaria del Partito democratico durante un incontro, definita “inguardabile”.

“Ritengo che, in questi anni, Elly Schlein avrebbe dovuto sedersi al tavolo della politica, invece di condannare reiteratamente ed esprimere continue manifestazioni di dissenso -aggiunge De Laurentiis-. Le idee e la visione politica dell’opposizione possono anche essere apprezzate da chi governa, ma se ogni qual volta si alimenta il contrasto, allora si diventa stancanti e pertanto si rischia di essere ‘inguardabili’“, ha spiegato il patron del Napoli. La polemica era nata ieri, quando De Laurentiis aveva definito “inguardabile” la segretaria del Pd durante un pranzo di Forza Italia.

Espressione che non era piaciuta a tanti esponenti del Partito Democratico, tra cui Valeria Valente, senatrice napoletana del Partito democratico che aveva preso posizione: “Non un’obiezione politica, non un dissenso nel merito: un giudizio sull’aspetto fisico. E intorno, risate di approvazione. Un commento misero, figlio di una subcultura maschilista e pericolosa, da combattere”, ha scritto la senatrice del Pd. “Quando una donna assume un ruolo di potere – ha aggiunto Valente – i commenti sul suo corpo sono all’ordine del giorno, pronunciati in pubblico, davanti a testimoni, senza nemmeno il sospetto che possano essere sbagliati. Anzi, con la ragionevole certezza che qualcuno riderà. È un riflesso antico, che palesa la convinzione che sul corpo delle donne si possa dire tutto, tanto è di dominio pubblico. Una convinzione figlia di quella cultura becera del possesso che facciamo ancora troppa fatica a superare”.

Per la parlamentare Pd “lasciar cadere queste affermazioni o derubricarle a semplice goliardia fa passare l’idea che tutto questo sia accettabile, ma non è così. Nessuno qualificherebbe un leader uomo come ‘inguardabile’, di lui si commentano, giustamente, le idee. Per questo chiedo ai leader delle forze di centrodestra, a partire da Tajani e Meloni, prendono le distanze o si associano ai loro dirigenti e lasciano correre? Anche così si contrasta la cultura che genera violenza sulle donne. Chi rappresenta i cittadini in Parlamento dovrebbe aver superato da tempo la cultura del bar sport. Sarebbe ora che delle donne, come degli uomini, si commentassero le idee“.

In mattinata sono arrivate parole di critica anche dal Napoli Club Parlamento, dopo che il patron del club campano ha tentato di mettere una toppa alla gaffe del giorno prima: “Abbiamo letto la precisazione di Aurelio De Laurentiis: quel suo “inguardabile” non sarebbe stato riferito alla presenza fisica di Elly Schlein, ma alla segretaria del Partito Democratico e quindi, evidentemente, a un’opposizione che lui considera “inguardabile”. Prendiamo atto della precisazione, ma prendiamo nettamente le distanze anche da queste parole. Quella frase è stata pronunciata a un tavolo conviviale con rappresentanti di Forza Italia, alla vigilia di una competizione elettorale. E non c’è equivoco sulla parola utilizzata: il giornalista presente ha sentito “inguardabile”, non ‘invotabile'”, scrivono i parlamentari del Napoli Club Parlamento, Sandro Ruotolo, Arturo Scotto, Sergio Costa, Agostino Santillo, Francesco Emilio Borrelli, Peppe De Cristofaro, Marco Sarracino, Gaetano Amato, Toni Ricciardi, Lello Topo e Stefano Graziano.

Aurelio De Laurentiis ha naturalmente il diritto di avere le proprie opinioni politiche. Ma è anche il presidente del Napoli Calcio e deve sapere che, quando interviene pubblicamente in questo modo, non parla a nome della città e non rappresenta i suoi tifosi. Noi continuiamo a essere tifosi del Napoli, continuiamo a essere legati alla nostra maglia, alla nostra squadra e alla nostra città. Ma una cosa deve essere chiara: presidente De Laurentiis, quando esprime questi giudizi politici, lei non ci rappresenta“, concludono.

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