Mosca prepara la campagna d’inverno per lasciare l’Ucraina al buio e al gelo: ecco i nuovi droni che distruggono i tralicci della rete elettrica
Attacchi alla rete elettrica con nuovi droni in grado di fare a pezzi i metalli del tralicci. La “campagna d’inverno” da parte della Russia nella guerra contro l’Ucraina è già iniziata: la tattica, dopo quattro anni e mezzo di conflitto è collaudata, ma i mezzi sono più sofisticati. A raccontare i particolari di questo scenario è stato Vadim Skibitsky, vice capo del servizio GUR (intelligence militare della Difesa) con il grado di generale maggiore, durante una intervista a RBC-Ucraina. L’alto ufficiale ha indicato che la Russia sta utilizzando u nuovo tipo di drone d’attacco, in grado di distruggere il metallo dei tralicci elettrici. Questa modalità permette all’esercito di Mosca di interrompere la distribuzione di energia senza colpire le centrali elettriche principali: in vista della campagna d’inverno è un assaggio di ciò che il Cremlino intende fare, ovvero rendere impossibile per la popolazione ucraina usufruire di luce e riscaldamenti nei mesi più rigidi.
Durante l’intervista, il generale Skibitsky ha parlato del nuovo drone russo, in grado di tranciare il metallo con le cariche esplosive che porta sotto le ali, e, sulla base delle esperienze passate, ha evidenziato che le regioni di Poltava e Kharkiv potrebbero essere bersagliate per colpire la produzione di gas e il suo sistema di trasporto. In questo contesto, la premier Giorgia Meloni, durante un collegamento con Kiev dove erano riuniti gli alleati europei in occasione della ricorrenza dell’indipendenza ucraina, ha “confermato l’impegno italiano sul fronte umanitario in vista della stagione invernale, che proseguirà con l’invio di ulteriori generatori destinati in particolare a sostenere la resilienza della popolazione ucraina e a garantire la tenuta della rete energetica”.
Per cautela, l’amministrazione statale della città di Kiev ha fatto un censimento sulle categorie fragili che potrebbero avere più bisogno di aiuto nei prossimi mesi in base alle emergenze: si tratta di 26.000 anziani soli, assistiti dai centri territoriali di servizi sociali, e 160.000 persone con disabilità; 15.000 sono bambini.
I segnali che anche l’inverno sarà di guerra in Ucraina, dunque, ci sono tutti. Il generale Skibitsky, a proposito di droni, ha detto che la Russia privilegia la conquista del Donetsk, che costituisce uno dei poli industriali ucraini; e proprio in quella regione russi avrebbero avviato un impianto di riconversione di droni ucraini catturati, per poi utilizzarli contro l’esercito di Kiev. La produzione di questi velivoli senza pilota che gli ucraini chiamano droni-Frankenstein, sarebbe di 1.500 esemplari ogni due settimane. Per giungere a questo obiettivo, i russi utilizzano la controffensiva elettronica per rendere inoffensivi i droni ucraini, ma non danneggiarli in modo irreversibile.
Di pace, al momento, non si parla. Skibitsky ritiene che la Russia abbia 670.000 soldati combattenti e 67.000 operativi; se il Cremlino volesse formare altre unità per una offensiva da portare più avanti, dovrebbe dare vita ad una nuova mobilitazione perché “secondo il GUR, le perdite del nemico nell’esercito superano ormai le reclute mensili. A giugno le perdite totali ammontavano a 39.000 uomini, di cui circa il 60% tra morti e dispersi, mentre a luglio si contavano almeno 40.000 tra morti e feriti. Allo stesso tempo, a giugno 36.000 persone hanno firmato un contratto con il ministero della Difesa della Federazione Russa, mentre a luglio il numero è salito a circa 39.000”. Ma, per l’alto ufficiale, il Cremlino aspetterà fino alle elezioni del prossimo 20 settembre per stabilire se la mobilitazione sarà necessaria; prima di quella data, la Russia cercherà risultati nelle zone di combattimento dove si sente in vantaggio.