“Siamo pronti a tutto, lei vuole stare bene nella vita”: come sta Federica Brignone dopo l’intervento. Le parole del fratello
“Come abbiamo sempre ripetuto, Fede vuol stare bene nella vita, prima ancora che sugli sci, e tornare a fare tutte le cose che le piacciono, non solo alcune“. A meno di 24 ore dall’intervento al ginocchio della sorella, Davide Brignone – fratello di Federica, campionessa italiana di sci che a Milano-Cortina ha vinto sorprendentemente due ori – chiarisce a La Gazzetta dello Sport i motivi del perché Federica Brignone ha deciso di operarsi ieri pomeriggio. “È una sportiva a tutto tondo che in questo momento non può correre né giocare a tennis, due attività che comportano troppo stress e troppi cambi di direzione“.
Il 30 agosto sarebbero dovuti partire per Ushuaia, poi la scelta di fermarsi: “Confermo, avevamo fatto i biglietti prima di rimettere gli sci a Cervinia, era tutto pronto per il nostro viaggio in Sudamerica. Poi sul ghiacciaio abbiamo trovato condizioni non molto buone, anche se non hanno influito più di tanto, Federica doveva soltanto “provare” la gamba con gli sci da turismo e quelli da gigante, quindi dirci come si sentiva. E lei, anche se il quadro generale è piuttosto buono, ha sentito nuovamente certi dolori, così siamo tornati dai medici che dopo alcuni esami approfonditi, hanno aperto all’ipotesi dell’operazione per rimuovere la placca e le viti“. Detto, fatto. L’intervento è stato svolto ieri pomeriggio da parte del dottor Andrea Panzeri, presidente della Commissione Medica Fisi, e prevedeva la rimozione di placca e viti al ginocchio sinistro che le erano stati applicati durante l’operazione del 3 aprile 2025 al ginocchio sinistro, quando si ruppe tibia e perone.
“Intanto l’intervento è andato bene e spero che Federica si riprenda presto, che continui a fare passi avanti com’è accaduto nel corso di tutta l’estate. I Mondiali, però, non c’entrano direttamente“, chiarisce Davide Brignone dopo le ultime voci su un intervento con “vista” Mondiali a Crans–Montana di febbraio. “Pochi sanno che durante la prova della discesa ai Giochi di Cortina ha provato un dolore molto forte al ginocchio all’atterraggio dello Schuss, che da allora non l’ha più abbandonata. Se il dottor Panzeri ha ritenuto di non dover intervenire voglio pensare che non ci sia stato un peggioramento“, ha spiegato poi il fratello.
Infine un commento sul doppio oro nel gigante e nel supergigante: “È stato più un miracolo che una cosa sensata, a distanza di mesi ne sono sempre più convinto. Due giorni prima del superG non è neanche riuscita a fare ricognizione e poi è arrivato il successo. Nessuno sa esattamente come ci sia riuscita, però la testa alla volte ci permette di fare cose che sembrano quasi soprannaturali”. Ora inizia la fase di recupero: circa un mese per provare poi a prepararsi al meglio agli appuntamenti successivi: “Siamo pronti a tutto, dipende soltanto da lei. Per quanto mi riguarda non posso che attendere e magari aiutarla sotto altri aspetti, come quello mentale. Dovremo capire come sta sugli sci, se può stare sugli sci, se può sciare, se può spingere, se può farlo in una sola disciplina, in due o in tre discipline, se le fa male di più in discesa, in super G oppure in gigante, a fare i salti, a fare le curve veloci o a fare le curve brevi”.