Riunione in Rai sul futuro di Ranucci, il conduttore: “Non è la prima volta che tentano di mandarmi via. Lavitola? Andrei a cena anche con Riina”
Arriverà nei prossimi giorni, probabilmente entro questa settimana, la decisione della Rai sul futuro di Sigfrido Ranucci. Martedì si è tenuta l’attesa riunione tra l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, il direttore degli Affari legali Francesco Spadafora e quello delle Risorse umane Felice Ventura: l’allontanamento del conduttore da Report è già dato per scontato (“non credo che la loro intenzione sia farmi restare a Report”) ma i vertici aziendali sono impegnati a trovargli un nuovo incarico in linea con la sua qualifica di vicedirettore “ad personam” degli Approfondimenti, in modo da evitare controversie legali. Secondo l’agenzia AdnKronos, la Rai proporrà a Ranucci tre alternative – come previsto dal contratto collettivo di lavoro – con un minimo comun denominatore: il ritorno in una testata giornalistica, non è chiaro se con un ruolo operativo oppure “ad personam” come quello attuale. Nei giorni scorsi era stato ipotizzato un suo ritorno da caporedattore a RaiNews24, dove ha già lavorato tra il 1999 e il 2006, guadagnando la qualifica di inviato speciale. “Sono nato in Rai e il mio sogno sarebbe stato quello di finire in Rai, continuando a condurre e soprattutto continuando a far crescere una squadra che ha già delle qualità importanti“, ha detto Sigfrido Ranucci a margine del suo spettacolo a Cerveteri. “Non vedo perché bisognerebbe ricorrere a figure esterne che non hanno la memoria di Report”.
“Ho la coscienza a posto e rifarei tutto quello che ho fatto“, ha dichiarato successivamente. “Nella mia carriera sono stato inviato, caporedattore, sono stato in zone di guerra e ho messo a repentaglio la mia vita, realizzando scoop internazionali. E ho condotto un programma che è il fiore all’occhiello della tv pubblica. Io ho fatto tutto quello che dovevo, onorando la Rai con la fedina penale pulita. Ho attraversato 240 tra cause e altre citazioni. Ho la coscienza a posto. Gli altri invece?”. Infine, sulla possibilità di nuovi incarichi: “Ma meglio di Report cosa c’è? Sanremo?”. Ranucci ha poi proseguito: “Non è la prima volta che tentano di mandarmi via. Hanno chiesto il mio licenziamento nel 2000 quando ritrovai l’intervista di Borsellino. Hanno tentato di farlo con l’inchiesta su Fallujah nel 2005, poi con la storia dell’Autogrill e adesso ci riprovano”. E sul rapporto con Lavitola: “Io non sono puro. Sono abituato a guardare le grandi città, le più belle città, dalle grate di un tombino perché faccio questo mestiere. Se potessi andare a cena con Totò Riina, io ci andrei”, ha aggiunto
Per quanto riguarda il programma d’inchiesta di Rai 3 – la cui messa in onda è confermata a partire da novembre – secondo LaPresse la Rai sta lavorando a profonde modifiche del format, puntando su un modello interno, senza un conduttore “ufficiale” ma con diversi giornalisti o autori a lanciare i servizi. “Quando il colpevole prescinde dalla colpa, la verità ha già ceduto il posto alla persecuzione”, commenta l’avvocato di Ranucci, Roberto De Vita. Dovrebbe inquietare l’intensità, la mole, la persistenza, dell’accanimento nei confronti di Sigfrido Ranucci che non arretra nemmeno di fronte alle valutazioni dei magistrati. Una damnatio in vita che si nutre di falsità e di male coscienze, e di novelli inquisitori che quotidianamente per un istante di visibilità amplificano e aggiungono a furor di penna o di racconto un atto inedito e persino mendace al teatro dell’assurdo. La Rai di fronte a questo horror vacui accusatorio dovrebbe tutelare Ranucci per proteggere se stessa e la missione democratica di cui ogni giornalista è espressione”.