Il mondo FQ

Addio a Varenne, il proprietario: “Una leggenda, l’affetto di tanti italiani è commovente”. Il ricordo di Ughi: “Era un cavallo pigro, ma era il cervello ad essere superiore”

La grande ippica internazionale piange la scomparsa del più grande trottatore di sempre. Le parole del proprietario Daniele Giordano, figlio di Enzo, e dall’ex amministratore delegato Snai
Addio a Varenne, il proprietario: “Una leggenda, l’affetto di tanti italiani è commovente”. Il ricordo di Ughi: “Era un cavallo pigro, ma era il cervello ad essere superiore”
Icona dei commenti Commenti

La grande ippica internazionale piange oggi Varenne, leggendario cavallo che ha dominato per anni il trotto mondiale. Scompare così a 31 anni il più grande trottatore di tutti i tempi, capace nel corso della sua carriera di conquistare tutti i più importanti trofei. Nato nel 1995 in provincia di Ferrara, Varenne ha dominato il circuito del trotto mondiale tra gli anni ’90 e 2000, iniziando con la prestigiosa vittoria al Derby Italiano del 1998, passando per la tripletta al Gran Premio di Agnano (2000, 2001 e 2002) fino ai trionfi leggendari al Gran Prix d’Amerique (2001 e 2002) e all’Elitloppet (2001 e 2002). Inoltre, Varenne è l’unico cavallo nella storia dell’ippica mondiale ad aver vinto il titolo di “Cavallo dell’anno” in tre differenti Stati (Italia 2000, 2001, 2002; Francia 2001 e 2002; Stati Uniti 2001) e l’unico trottatore ad aver vinto le corse più importanti del mondo nello stesso anno (2001). La storia di Varenne ha appassionato milioni di persone in tutto il mondo.

“Ci lascia non solo il più grande cavallo trottatore della storia ma una delle più grandi leggende italiane, che va oltre lo sport. L’affetto di tanti italiani in queste ore è commovente, ringrazio tutti”, dice all’Adnkronos un emozionato Daniele Giordano, divenuto proprietario di Varenne, dopo la morte, l’anno scorso, del padre Enzo. “Sono stato testimone di quasi tutte le vittorie di Varenne, perché seguivo sempre mio padre negli ippodromi di tutto il mondo”, aggiunge Giordano. L’emozione più grande la doppietta sulla celebre “pista nera” di Vincennes davanti ai francesi: “Mi ricordo con particolare emozione quando, dopo il secondo successo nel Gran Prix d’Amerique nel 2002, Varenne si ‘inchinò‘ di fronte a decine e decine di bandiere italiane. Provammo una felicità particolarmente intensa”.

Nel 2000, agli inizi dei suoi successi mondiali, la Snai acquistò il 50% della proprietà del campione per circa 7 miliardi di lire. Una decisione presa dall’allora amministratore delegato Maurizio Ughi, che ha affidato ad Agimeg il ricordo di questo straordinario cavallo: ”Quando abbiamo preso Varenne, nel 2000, aveva già vinto qualcosa, ma era un po’ altalenante nelle prestazioni, tanto che chiesi ai miei collaboratori: ‘Ma siamo sicuri?‘. Mai avrei pensato che sarebbe diventato un autentico mito dell’ippica. Insieme ad Enzo Giordano, suo storico proprietario, abbiamo dato un pochino di forza e di tranquillità a Varenne. Il nostro ruolo come Snai è stato quello di ritirarlo dalle corse e fargli fare soltanto Gran Premi, i palcoscenici che meritava Varenne. È stata una soluzione vincente, ha sfidato tutto il mondo e tutti gli anni migliorava i propri record’’.

“Varenne è stato un cavallo irripetibile, un mito che non è mai stato eguagliato. Per intenderci, è stato l’unico animale al mondo ad avere un ufficio stampa dedicato – ha proseguito Ughi – Grande merito va dato a Giampaolo Minnucci, il suo comunicatore, il suo guidatore, che ha dato a Varenne una voce simpatica. Quando uno vince sempre rischia di diventare antipatico, invece con Giampaolo si è dimostrato un cavallo simpatico”.

Ughi racconta anche dei retroscena inaspettati su Varenne: “In pochi lo sanno, ma Varenne era un cavallo pigro. Sembra stranissimo a dirsi, ma prima delle corse sbadigliava, ciondolava. Lo guardavamo e dicevamo: ‘Questo è un ronzino, come fa a vincere la corsa?’ Ma Varenne era un cavallo così, finché stava in testa faceva la sua andatura pigra, ma appena vedeva che qualcuno gli passava accanto allora accelerava. Non era solo muscoli, era la testa che era fortissima. Era un cavallo nella media come stazza, ma era il cervello ad essere superiore“. Secondo Ughi, Varenne era “una vera e propria star“, che “si metteva in posa per le fotografie, era un attore, un comunicatore, gli piaceva la folla, l’attenzione, i tifosi, più gente c’era più si sentiva a suo agio, non come gli altri cavalli”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione