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Uccise il ladro che stava derubando il suo negozio: condannato a 1 anno e 8 mesi per omicidio colposo. Ma non andrà in carcere

La pena, in parziale riforma della sentenza che lo aveva condannato in primo grado a cinque anni di reclusione, ha riconosciuto le attenuanti, con la riduzione per la scelta del rito e con il beneficio della sospensione condizionale della pena. "Aveva travalicato per colpa i limiti della legittima difesa"
Uccise il ladro che stava derubando il suo negozio: condannato a 1 anno e 8 mesi per omicidio colposo. Ma non andrà in carcere
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Si accorse che qualcuno stava derubando la sua tabaccheria nella notte e sparò dal balcone di casa, uccidendo il ladro. Per la Corte di assise d’appello di Torino è omicidio colposo quello commesso il 7 giugno 2019 da Franco Iachi Bonvin, condannato in via definitiva a un anno e otto mesi senza reclusione.

La pena, in parziale riforma della sentenza pronunciata il 30 maggio 2024 dal Tribunale di Ivrea che lo aveva condannato in primo grado a cinque anni di reclusione, ha riconosciuto le attenuanti, con la riduzione per la scelta del rito e con il beneficio della sospensione condizionale della pena. I difensori avevano rinunciato al ricorso in Cassazione, chiudendo l’iter giudiziario. Trascorsi i termini, è arrivata quindi la sentenza della Cassazione.

Come riportato nella sentenza dei giudici di Cassazione, intorno alle 2.30 di notte, mentre Marcellino Franco Iachi Bonvin “dormiva al secondo piano dell’immobile dove abitava, a Pavone Canavese, sentiva la sirena dell’allarme antintrusione del bar Fast-Furius (di sua proprietà, ma gestito da altri) al piano terra dello stesso immobile e, affacciatosi dal balcone, aveva notato tre individui a volto coperto che stavano caricando su un furgone (risultato poi rubato) l’apparecchiatura elettronica cambiamonete prelevata dal bar (che risultò contenere la somma di 3.000 euro)”. Il tabaccaio sparò diverse volte con un revolver calibro 357 legalmente detenuto, colpendo e uccidendo con uno dei proiettili il 24enne Ion Stavila.

Secondo i giudici, la situazione era assimilabile “all’ipotesi della legittima difesa putativa“: Marcellino Franco Iachi Bonvin, esplodendo il colpo che ha ucciso Ion Stavila, “aveva travalicato per colpa i limiti della legittima difesa”. Per questo i giudici d’appello hanno modificato il capo d’imputazione da omicidio volontario a omicidio colposo.

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