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I lefebvriani minacciano la nomina di loro vescovi, l’appello di Papa Leone: “Tornate sui vostri passi”

Le ordinazioni episcopali, illecite per la Chiesa di Roma, sono previste per il 1° luglio a Ecône, in Svizzera. Prevost invia una lettera al superiore del movimento, il reverendo Don Davide Pagliarani
I lefebvriani minacciano la nomina di loro vescovi, l’appello di Papa Leone: “Tornate sui vostri passi”
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Da un lato l’appello di Papa Leone XIV a fermarsi, dall’altro la volontà dei lefebvriani ad andare avanti sulla strada delle ordinazioni episcopali che dovrebbero tenersi domani a Ecône, in Svizzera. All’orizzonte uno scisma, un nuovo strappo a 38 anni di distanza dalla prima volta. Protagonisti di queste ore sono gli appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X: 720 sacerdoti, circa 700 chiese, e quasi mezzo milione di fedeli in tutto il mondo. Prevost ha indirizzato al superiore dei Lefebvriani, il reverendo Don Davide Pagliarani, una lettera. Scritta il 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo ma è stata diffusa oggi dalla Sala stampa della Santa sede. “Colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione. La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo”.

Leone aggiunge poi che “con animo paterno desidero rivolgermi a Lei – cioè a don Pagliarani – e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro. La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato – prosegue – l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato”. E ancora: “Prego per voi – conclude il Papa – perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio”.

Nata nel 1970 per volontà di monsignor Marcel Lefebvre, la San Pio X è stata fondata “in risposta alle pressanti richieste da parte di alcuni giovani, che chiedevano una formazione sacerdotale tradizionale”. L’obiettivo è quello di preservare la liturgia tradizionale secondo il Messale del 1962 e la formazione sacerdotale precedente al Concilio Vaticano II. Tra gli anni ’70 e gli anni ’80 il rapporto dei lefebvriani con la Santa Sede è andato via via deteriorandosi. Lo strappo vero nel 1988 quando monsignor Lefebvre decide di consacrare quattro nuovi vescovi. Una decisione a cui Papa san Giovanni Paolo II risponde con la scomunica. Monsignor Lefebvre muore nel 1991. Nel tempo, intanto, la fraternità continua la sua attività. Papa Benedetto XVI, nel 2007, tenta un passo di riconciliazione con la decisione di liberalizzare la messa Tradizionale latina, attraverso il motu proprio ‘Summorum pontificum’ e nel 2009 di togliere le scomuniche contro i quattro vescovi della Fraternità. Negli ultimi mesi, dopo l’annuncio dei quattro nuovi vescovi, il nuovo botta e risposta. Ora l’attesa per capire quello che succederà. La Fraternità San Pio X è attiva in cinque continenti: ha anche un ramo di Fratelli Religiosi e Suore Oblate che aiutano i sacerdoti nelle varie comunità.

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