Jeep Avenger, la prova de Il Fatto.it – Molte novità, stesso Dna – FOTO
C’è anche l’Italia nel piano di espansione europea di Jeep, uno dei quattro marchi globali del gruppo Stellantis, malgrado uno dei futuri modelli (un D-Suv “profondamente Jeep”, garantisce Fabio Catone, capo del marchio per l’Enlarged Europe) sarà frutto della collaborazione con la cinese Dongfeng. Perché la Compass, della quale ha appena debuttato la terza generazione, viene prodotta a Melfi, dove vengono anche assemblate le batterie, i cui componenti arrivano dal vecchio continente. Senza contare la Recon, il cui esordio europeo è previsto per l’anno prossimo, l’offensiva include tre nuove auto con le quali Jeep coprirà il 90% del segmento dei Suv, ricorrendo anche alla piattaforma Stla 1.
“Jeep è nata per dare soluzioni”, sintetizza il manager , che poi parla dell’aggiornamento della Avenger: “Ovunque la vita ti porti, è sempre la scelta perfetta: agile in città, avventurosa nella natura selvaggia e progettata attorno all’essenza della ‘libertà concentrata’”. È un’auto progettata in Europa proposta anche in un’edizione 85° Anniversario, che la casa delle Sette Feritoie celebra nel 2026. La rinnovata Avenger – che dal lancio, avvenuto nel 2023, ha già raccolto oltre 280.000 ordini, il 60% dei quali ad alimentazione elettrificata – è a listino con una nuova motorizzazione termica dal cambio manuale, il milledue turbo da 100 Cv e 205 Nm di coppia. E anche con la soluzione e-Hybrid a 48 Volt da 110 sempre a trazione anteriore con l’unità sovralimentata con tecnologia a geometria variabile a ciclo Miller abbinata a una trasmissione automatica a sei marce a doppia frizione. Fino a 30 orari di velocità, il sistema garantisce anche un chilometro di percorrenza elettrica.
Con l’aggiornamento di metà mandato la “vendicatrice” beneficia di alcuni interventi estetici e tecnici. Tipo i fari a matrice Led e la telecamera anteriore con visuale a 360° (di serie a partire dalla versione 85th Anniversary), i nuovi paraurti, oltre che di alcune dotazioni come il comando rosso del Selec Terrain inserito nella consolle centrale e l’Hill Descent Control. Dentro l’abitacolo, dove i tessuti sono anche lavabili (perché la Jeep deve durare e anche essere versatile), sono stati adottati rivestimenti più morbidi al tatto, soprattutto nella parte superiore. E con il tetto panoramico dalla tendina a scorrimento diventa anche particolarmente luminoso.
“Libertà di scelta” è la parola d’ordine di Jeep, che a partire da 25.700 (l’entry level con il puro motore a benzina) propone il Suv da 4,08 metri di lunghezza come uno dei pochi del segmento B anche a trazione integrale. Per la Avenger e-Hybrid servono duemila euro in più. Poi c’è la declinazione esclusivamente elettrica da 156 Cv (da 39.400) sempre a due ruote motrici e quella ibrida 4xe da 145 (a partire da 32.700) che abbina il tre cilindri benzina da 1.2 litri benzina all’unità elettrica anteriore inserita nella trasmissione a doppia frizione e all’altra elettrica posteriore. Jeep promette questa ultima variante con una coppia di 1.900 Nm sulle ruote dietro. Perché, suggersice Catone, per Jeep “il fuoristrada è uno stile di vita”.