Il mondo FQ

“Che ne pensa di un delitto e di un romanzo a 15 giorni di distanza?”

Da un racconto apocrifo di Edmond Jaloux
“Che ne pensa di un delitto e di un romanzo a 15 giorni di distanza?”
Icona dei commenti Commenti

Da un racconto apocrifo di Edmond Jaloux. L’editore Caillot preferiva lanciare romanzieri sconosciuti: il suo divertimento era creare una celebrità in otto giorni. “Il titolo e la qualità del libro non hanno importanza” diceva ai collaboratori con un sorrisetto furbesco. “La pubblicità è tutto!”. I fatti gli davano ragione: con le sue trovate pubblicitarie sbalorditive, libri che sarebbero dovuti finire al macero ancora intatti raggiungevano tirature fantastiche.

Per lanciare Un amore semplice, il romanzo dell’ennesimo esordiente, moltiplicò le iniziative: aeroplani volarono nel cielo di Parigi scrivendo nell’azzurro il titolo del volume con scie di fumo rosa; fanfare attraversarono la città accompagnando banditori che annunciavano il nuovo volume; nei ristoranti i clienti trovavano accanto al piatto un biglietto misterioso con queste tre parole: Un amore semplice; ogni sera la pubblicità luminosa della torre Eiffel promuoveva a lettere infuocate il titolo ossessionante. Inoltre Caillot mobilitò centinaia di uomini sandwich, lanciò un nuovo profumo, un foxtrot, un sistema di bretelle, una marca di sigarette, una crema depilatoria, un aperitivo, un purgante, tutti intitolati: Un amore semplice.

Il romanzo, manco a dirlo, andò a ruba; e Caillot si mise subito a pensare a nuove trovate con cui attirare la clientela dello sconosciuto successivo. Avendole già provate tutte, era in un vicolo cieco quando una mattina gli si presentò in ufficio un giovane di belle speranze, Jean-Baptiste Vignon, con un voluminoso manoscritto sotto il braccio. “Le porto un romanzo con un’idea”. “Non mi interessano i romanzi con delle idee”. “No, l’idea non è nel romanzo. L’idea riguarda la pubblicità”. “Ah! Bene. Di che si tratta? Faccia presto perché non ho tempo da perdere”.

“Ecco: che ne penserebbe di un delitto, di un delitto sensazionale commesso da me 15 giorni prima del lancio del mio romanzo intitolato L’uomo che ho assassinato?” “Ha la mia attenzione. Continui”. “In pratica, poi, non ammazzerei nessuno, ma ho un amico che è stanco di vivere e vuole suicidarsi. Per farmi piacere, si suiciderà in modo tale da lasciare supporre un delitto. Io mi darò alla fuga, verrò subito sospettato e inseguito. Peripezie, drammatiche o comiche, grandi articoli in prima pagina, la mia fotografia dappertutto. Alla fine mi lascio arrestare. Il libro dovrà uscire in quel momento. Io intanto compaio alle Assise e, come sempre succede, sono condannato a morte. In quei giorni la tiratura deve raggiungere le 300.000 copie. Solo quando correrà voce della mia prossima esecuzione, lei interverrà rivelando un documento, che le darò, in cui il mio amico spiega perché e come si è suicidato. Che gliene pare? Non è una buon idea?” “No: è un’idea ottima! Qua il manoscritto, lo passo subito in tipografia. Dica pure al suo amico di suicidarsi. Al più tardi entro 15 giorni. Avremo un successo sbalorditivo!”.

Gli avvenimenti si produssero come il giovane Vignon aveva predetto. L’amico disperato andò all’altro mondo lasciando una messa in scena da far supporre il delitto. Vignon consegnò a Caillot il documento che svelava il suicidio, ricordandogli di esibirlo al momento opportuno. Il giovane autore, sospettato d’omicidio, prese la fuga. La polizia si lanciò sulle sue tracce. Baccano sui giornali, incidenti, arresti, apparizione nelle vetrine dei librai de L’uomo che ho assassinato, successo enorme. Quando il giovane Vignon fu condannato, la tiratura raggiunse le 400.000 copie; alla vigilia della sua esecuzione, superò le 500.000. Ma Caillot si guardò bene dal produrre il documento rivelatore.

Quando lesse nei giornali la descrizione dell’esecuzione di Vignon, si fregò le mani con tutta la soddisfazione di un commerciante felice. “Andiamo dal presidente del tribunale a portare il documento” disse alla segretaria. “L’errore giudiziario sarà una pubblicità fenomenale!” Ma prima telefonò al tipografo di ristampare altre 100.000 copie del capolavoro di Jean-Baptiste Vignon.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione