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Nikki Giovanni e Daad Sharfi: un dialogo poetico (Traduzione di Giulia Salamone e Aurora Amadio, a cura di Stella Sacchini)

Uno scambio immaginario tra due poetesse, entrambe afroamericane
Nikki Giovanni e Daad Sharfi: un dialogo poetico (Traduzione di Giulia Salamone e Aurora Amadio, a cura di Stella Sacchini)
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Le poesie che seguono tracciano un dialogo immaginario tra due poetesse, entrambe afroamericane, una di origini congolesi, l’altra sudanesi. La prima è Yolande Cornelia Giovanni, detta Nikki Giovanni, icona del Black Arts Movement, scrittrice e attivista vicina al Black Rights Movement e a personaggi del calibro di James Baldwin e Thelonious Monk. Scrive Ego Tripping (there may be a reason why) dopo il suo primo viaggio in Africa. La poesia, pubblicata nel 1972, è una celebrazione radicale dell’identità, dell’orgoglio femminile e della storia afroamericana: un’autocelebrazione che ha il sapore fondativo del mito ed è metafora che sottolinea come la civiltà umana poggi sulle fondamenta e sul contributo del popolo africano e della donna nera. Il titolo allude al concetto di ego trip (espressione nata negli anni 60 per indicare un’esaltazione narcisistica di sé), di cui Giovanni si appropria per rovesciare e riscrivere il destino di chi, storicamente emarginato, rivendica il proprio diritto a celebrare attraverso il canto poetico la propria esistenza.

A questi versi risponde, cinquant’anni dopo, Daad Sharfi, poetessa di Chicago, che concepisce la sua The Story of My Sound (after Nikki Giovanni) come una “biomitografia” della propria voce. Come scrive la stessa autrice: “Ho letto la poesia di Nikki durante un workshop tenuto da Marwa Helal, in cui ci siamo confrontati con la poetica dell’assenza e con le nostre esperienze relative ai paesaggi fisici e onirici. È stato sempre in quel workshop che ho iniziato a conoscere le biomitografie, una forma di scrittura sviluppata da Audre Lorde che fonde storia, biografia e creazione di miti in modo da sfumare i confini tra realtà e mito”.

[Le poesie che seguono sono state tradotte da Giorgia Salamone e Aurora Amadio dell’IC Pagani di Pedaso durante “Il traduttore in classe”, progetto che porta la traduzione tra i banchi di scuola, curato e diretto da Stella Sacchini].

***

Autocelebrazione (potrebbe esserci un perché)
(Nikki Giovanni)

Sono nata in congo
Ho camminato fino alla mezzaluna fertile e costruito

la sfinge

Ho disegnato una piramide così resistente che una stella

che brilla solo ogni cento anni cade
nel centro diffondendo luce divina perfetta

Sono malvagia
Mi sono seduta sul trono

bevendo nettare con allah

Ho avuto caldo e ho mandato in europa un’era glaciale

per placare la mia sete

La mia primogenita è nefertiti

le lacrime del mio parto
hanno dato vita al nilo

Sono una donna di bellezza rara
Ho scrutato la foresta e bruciato

il deserto del sahara
con un involto di carne di capra
e un cambio di vestiti

L’ho attraversato in due ore
Sono una gazzella così veloce

così veloce che non puoi catturarmi
Per la sua festa dei tre anni

ho regalato a mio figlio annibale un elefante

e lui mi ha regalato roma per la festa della mamma

La mia forza scorre in eterno
Mio figlio noè ha costruito una nuova arca e
io me ne stavo fiera al timone

mentre solcavamo l’oceano in una dolce giornata estiva

Mi sono trasformata in me stessa e sono stata

gesù
gli uomini cantano il mio nome con devozione
Tutte le lodi Tutte le lodi

Io sono la salvatrice
ho seminato diamanti nel mio giardino
Le mie viscere generano uranio

i frammenti delle mie unghie sono
gioielli semi-preziosi
durante un viaggio verso nord

mi sono presa un raffreddore e soffiandomi
il naso ho rifornito di petrolio il mondo arabo
Sono così alla moda che anche i miei errori sono giusti
Ho navigato verso ovest per raggiungere l’est e ho dovuto arrotondare

la terra durante il viaggio
i capelli in testa si diradavano e l’oro veniva versato
su tre continenti

Sono così perfetta così divina così eterea così surreale
che non posso essere compresa

se non con il mio permesso

Voglio dire… io… posso volare

come un uccello nel cielo…

La storia del mio suono
dopo Nikki Giovanni
(Daad Sharfi)

per dissolversi sulla mia lingua
un idioma deve propagarsi,
silenziosamente deve assemblarsi
una danza verso la confluenza dei due Nili:
il bianco & l’azzurro & entrambi
tendenti al grigio
mi sento un leone nel punto di convergenza
mentre esco da una porta girevole
per ritrovarmi sotto cieli lividi
un leone che non finisce più di vantarsi
di quanto altro dolore può sopportare
sono più rumorosa quando mi lasciano sola
so come abbracciare l’inerzia
proprio come il nome che mi è stato dato
io separo & costruisco una strada
larga abbastanza per contenere tutte
le ventisette sfumature della mia ira
ricordo ogni cosa, guarda:
tra i miei primi ricordi c’è
la rottura tra me & la mia origine c’è
il sangue che si rompe alla nascita c’è
la nascita di un silenzio c’è
la resa silente all’oceano
creato dalla mia stessa madre

Un tempo, prima di essere…
un cordone sanguinante si attorciglia
attorno al mio collo
come a dire

silenzio

trangugio questa parola
& questa torre per proteggere il mio silenzio
gettando la mia intera ombra pesante
sopra ogni corpuscolo di polvere
come a dire
NON PRENDERMI PER IL CULO

(ti prego)

Adesso, immagina una corrente così audace nel suo silenzio
da mettere in dubbio sé stessa
Immagina me che arrivo
prima di te, una tempesta puntuale.

***

Nikki Giovanni è stata una poetessa e scrittrice statunitense, icona del Black Arts Movement. Ha studiato poesia alla Columbia University School of the Arts, avvicinandosi negli anni 60 al Black Rights Movement. Nel 1968 ha pubblicato le sue prime raccolte poetiche (Black Feeling, Black Talk e Black Judgement), dando inizio a una carriera lunga e prolifica. Negli Stati Uniti ha ottenuto tredici lauree di Doctor Honoris Causae e insegnato letteratura inglese alla Virginia Tech di Blacksburg dal 1987 al 2022.

Daad Sharfi è una poetessa e attivista per i diritti degli immigrati originaria di Chicago, proveniente dal Sudan. Ha conseguito una laurea in Economia e un’altra in Etnicità, razza e migrazione presso l’Università di Yale. Ha partecipato ai workshop Winter Tangerine e Cave Canem e nel 2020 ha vinto una borsa di studio del Rad(ical) Poetry Consortium. Le sue opere sono state pubblicate su 20.35 Africa: An Anthology of Contemporary Poetry, WHEN WE EXHALE: An Anthology of Black Women Rooted in Ancestral Medicine e in diverse riviste.

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