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Nessuna pietà per i vecchi, il nuovo lavoro di Flaminia P. Mancinelli è un noir ambientato in Lomellina

A me questo noir è piaciuto molto perché non narra solo una storia ma entra nelle pieghe del dolore. E l’autrice lo sa fare molto bene
Nessuna pietà per i vecchi, il nuovo lavoro di Flaminia P. Mancinelli è un noir ambientato in Lomellina
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Nessuna pietà per i vecchi è il nuovo lavoro di Flaminia P. Mancinelli. Veterana dell’autopubblicazione, ha iniziato nel 2013 con Anatomia di un amore, al quale ne sono seguiti molti altri: romanzi, memoir, thriller, gialli e noir. Flaminia è una scrittrice a cui raccontare la vita in tutte le sue declinazioni. In questo caso è un noir, un genere che lei ama perché le consente di entrare nelle emozioni dei personaggi, ampliando la possibilità di narrazione.

La terza indagine di Giulia Magnani è ambientata in Lomellina. Tra i protagonisti vi è sicuramente la scighera, come chiamano la nebbia in Lombardia. Lei si insinua, lasciando umidità e freddo che solo un bel fuoco con un bicchiere di vino rosso possono dissipare.

Giulia non conosce la nebbia e nemmeno la Lomellina, è venuta a trovare il suo amico Luca Rizzo; il patologo ha lasciato Roma per amore di Giacomo Paris, un acclamato enologo. Per Magnani dovrebbe essere solo una pausa dalla capitale e da un dolore che non riesce a lasciarsi alle spalle; la depressione l’ha tenuta prigioniera per mesi, lontana dal lavoro, dal mondo, da se stessa.

Una scelta insolita, perché è novembre e qui l’autunno può essere molto rigido e stimolare tristezza, ma Giulia non lo sa e non le importa, lei desidera ritrovare il suo amico.

Neanche il tempo di sistemarsi da Luca Rizzo e il patologo viene chiamato per un brutto incidente a un’anziana. Ma è davvero solo una disgrazia o l’ex mondina è stata uccisa? I carabinieri di Borgo non hanno esperienza e quindi chiedono aiuto al commissario romano: sarà il brigadiere Aurora Rocchi ad affiancare Giulia nelle indagini. L’autrice è riuscita a rendere Aurora un cammeo: giovane, timida, ancora non riesce convivere serenamente con la sua omosessualità, soprattutto in un paese dove i diritti Lgbtq sono del tutto ignorati. Lo scambio tra le due donne è importante e affronta argomenti significativi.

Non vi racconterò il romanzo, vi anticipo che ci saranno altri crimini e non sarà facile riuscire a capire cosa ha generato tanta violenza. La ricerca della verità sarà complessa e richiederà pazienza e intuizione. Due proprietà che Giulia ha acquisito e affinato nel corso del suo lavoro nella capitale.

Aggiungo solo che anche il suo bassotto Marcel vivrà una piccola-grande avventura e che il suo Luca dimostrerà di saper reagire alle avversità della vita.

E poi ci sono le mondine. Mancinelli è sensibile alla loro storia e ce ne rende partecipi. Il termine deriva dal verbo mondare perché il loro compito consisteva nello stare per ore con l’acqua fino alle ginocchia e la schiena curva ad estirpare le erbe infestanti. Le condizioni di lavoro erano durissime: turni massacranti, salari bassi e una continua esposizione alle malattie trasmesse dall’acqua stagnante. A questo si aggiungevano soprusi e violenze.

A me questo noir è piaciuto molto perché non narra solo una storia ma entra nelle pieghe del dolore. E l’autrice lo sa fare molto bene. Anche il titolo è significativo e lo capirete leggendo e scoprendo quali misteri si nascondono in un piccolo paesino della Lomellina. Lo trovate in versione digitale e cartacea.