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L’auto divisa in due. Il noleggio cresce mentre la nuova mobilità cerca concretezza

Il 25esimo Rapporto ANIASA fotografa un mercato complesso. Il comparto del rent continua il trend positivo, l’elettrico avanza ma è frenato dal prezzo, car sharing e micromobilità ridimensionano le ambizioni
L’auto divisa in due. Il noleggio cresce mentre la nuova mobilità cerca concretezza
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Il 25esimo Rapporto ANIASA racconta un’automotive italiana divisa in due. Da una parte c’è il mercato dell’auto nel suo complesso, ancora piuttosto statico, appesantito da prezzi elevati, incertezza normativa e consumatori più prudenti. Dall’altra c’è il mondo del noleggio, che continua invece a consolidare il proprio ruolo nella mobilità di aziende, professionisti, privati e turisti. I numeri aiutano a capire il peso raggiunto dal comparto: oltre 1,5 milioni di veicoli in flotta, un giro d’affari vicino ai 17 miliardi di euro e circa un terzo delle immatricolazioni nazionali. Insomma, non si parla più di un settore laterale, ma di una componente strutturale del mercato italiano.

Il punto interessante è che il noleggio non misura la propria forza soltanto con le immatricolazioni (524.728 nel 2025), ma conta anche la capacità di gestire le flotte, rinnovarle, rimettere sul mercato veicoli usati più recenti e accompagnare, almeno in parte, il ricambio del parco circolante. Il noleggio a lungo termine resta il cuore del comparto, dove il fatturato (considerando noleggio e remarketing) arriva a circa 13 miliardi di euro, mentre la flotta supera 1,3 milioni di veicoli. La formula piace perché risponde a un’esigenza molto pratica: usare un’auto senza doversi caricare addosso tutti i rischi e i costi della proprietà.

Un tempo era soprattutto una soluzione per grandi aziende (80,9%), ma oggi il quadro è più largo. Restano centrali le flotte aziendali, ma crescono anche privati (5,8%), partite IVA (6,1%), pubbliche amministrazioni e piccole imprese (7,2%). In più, il canale indiretto, fatto di broker e dealer (36% del mercato), ha raggiunto circa metà degli ordini. Questo significa che anche le concessionarie stanno cambiando direzione, diventando sempre più punti di consulenza e non soltanto luoghi dove si acquista e basta.

Il noleggio a breve termine cresce (+6,4% nel 2024/2025), ma con un andamento meno lineare. Migliorano fatturato (1.640 milioni di Euro), numero dei noleggi e immatricolazioni (4,9 milioni per un +2,5%), mentre restano più deboli durata media del noleggio (7,8 giorni con un -3,1%) e flotta media (-2,2%). Il traino principale arriva dagli aeroporti, dove si concentra circa il 60% dei contratti con una crescita del +11%. Ne consegue che spesso chi arriva in aeroporto e prende un veicolo non si limita a spostarsi verso il centro città, ma può raggiungere località meno servite dai mezzi pubblici, zone costiere o aree interne.

La ricerca ANIASA-Bain mette in discussione alcune promesse degli ultimi anni. L’elettrico cresce, certo, ma non con la velocità immaginata da molti. In Italia la quota delle BEV resta ancora contenuta e gli scatti più evidenti sembrano legati soprattutto a incentivi e promozioni molto aggressive. Quando il prezzo scende davvero, la domanda c’è, e il caso delle citycar elettriche offerte a cifre molto basse (vedi Leapmotor T03 che grazie a sconti e incentivi si poteva portarla a casa a circa 4.900 euro) lo dimostra bene. Però proprio questo conferma che il nodo economico resta centrale, con l’interesse per l’elettrico che esiste, ma il costo d’accesso continua a essere il punto di selezione. Intanto, il noleggio contribuisce al ricambio tecnologico, inserendo in flotta più ibride, plug-in ed EV rispetto alla media del mercato. Poi, dopo alcuni anni, questi veicoli tornano nell’usato, rendendo più accessibili modelli che da nuovi restano spesso fuori portata.

Uno dei passaggi più netti del Rapporto riguarda la distanza tra annunci e realtà. Per anni si è parlato di car sharing capace di sostituire l’auto privata, di monopattini per tutti e di vendite auto completamente online. La vita quotidiana, però, ha seguito un’altra strada. Il car sharing attraversa una fase difficile, penalizzato da costi operativi elevati, regole diverse da città a città, furti, danneggiamenti e utilizzi impropri delle vetture. Anche i monopattini, dopo l’entusiasmo iniziale, fanno i conti con norme più severe, obblighi, limiti e una percezione di sicurezza non sempre positiva.

Anche l’acquisto dell’auto non è diventato completamente online, infatti molti clienti iniziano la ricerca sul web, configurano modelli, confrontano prezzi e arrivano più preparati all’acquisto. Però, quando si tratta di decidere davvero, il concessionario resta la scelta principale. L’auto non è un prodotto qualunque. Costa molto, spesso richiede un finanziamento, viene tenuta per anni e incide sulla vita quotidiana, per questo il digitale accelera il percorso, ma non sostituisce del tutto il rapporto umano che si ha dal dealer.

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