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Primo maggio, Landini: “Basta propaganda. Il decreto non dà un euro”. Meloni: “Con noi 1,2 milioni di occupati in più”. Ma nell’ultimo anno sono scesi

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dalla manifestazione per la festa dei lavoratori a Marghera: "960 milioni di euro vanno alle imprese. E non cancella i contratti pirata". La premier rivendica: "Ogni anno adottate misure concrete"
Primo maggio, Landini: “Basta propaganda. Il decreto non dà un euro”. Meloni: “Con noi 1,2 milioni di occupati in più”. Ma nell’ultimo anno sono scesi
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“Questo è il governo che parla di salario giusto e poi non aumenta i salari ai suoi dipendenti. E’ il governo che non sta riducendo la precarietà; che sta favorendo che i giovani vadano via dal nostro Paese. Quindi è il momento di dire basta propaganda e di provare a risolvere i problemi che fino ad ora non ha risolto”. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dalla manifestazione per il Primo maggio a Marghera che lo vede sul palco insieme ai segretari Daniela Fumarola della Cisl e Pierpaolo Bombardieri della Uil, ha commentato così le parole della premier Giorgia Meloni. Che su X aveva scritto che questa “è la festa di chi ogni giorno, con impegno, sacrificio e dignità, manda avanti l’Italia. Ed è anche il giorno in cui la politica deve misurarsi con i fatti“. Aggiungendo che il suo governo è intervenuto “ogni anno con misure concrete per migliorare la condizione dei lavoratori italiani” e da ultimo con il decreto sul cosiddetto “salario giusto”.

La premier su X ha come sempre rivendicato che “in questi anni i risultati sono arrivati: l’Italia ha oltre 1 milione e 200 mila occupati in più, 550mila precari in meno e ha raggiunto il livello più alto di occupazione femminile della sua storia. Sono numeri che non risolvono tutto, ma che raccontano una direzione chiara e un cambio di passo reale”. Peccato che i dati Istat diffusi ieri dicano che a marzo 2026 abbiamo 30mila occupati in meno rispetto a marzo 2025 mentre gli inattivi – quelli che non hanno un impiego e non lo cercano – sono cresciuti di 351mila. Ed è solo per questo che i disoccupati sono calati di 304mila.

“Il problema è aumentare sostanzialmente i salari“, rimarca Landini ricordando la trattativa “molto importante aperta con le associazioni imprenditoriali” sulla rappresentanza. “i lavoratori e le lavoratrici devono avere il diritto di votare gli accordi e i propri delegati e ogni sindacato deve essere misurato in base a quanti iscritti e quanti voti ha e la stessa cosa deve valere per le imprese. Questa è la battaglia che vogliamo fare e per questo bisogna arrivare poi a delle leggi che sostengano questi accordi, perché i contratti pirata siano fuori legge, punto”.

Per Landini, “siccome il governo si ricorda che esistono i lavoratori una volta all’anno, il Primo maggio, e poi se ne scorda per gli altri 364 giorni, sono per proporre che si cambi il calendario, con la Festa del lavoro ogni mese, così spero che ogni mese si occupino dei lavoratori non per fare propaganda ma per fare delle cose serie”. Il decreto lavoro? “Non dà un euro ai lavoratori: 960 milioni di euro vanno alle imprese, ai lavoratori da domani non cambia nulla, non c’è l’aumento di un euro”. Poi, commentando la proroga degli incentivi alle assunzioni, ha sottolineato che “Si è dimostrato negli anni che non è detto che crei lavoro”. Quanto ai contratti pirata, il decreto “non li cancella”.

Il decreto che è stato varato ieri dal Governo “dà delle prime risposte che noi analizzeremo nel merito” dice la leader della Cisl, Daniela Fumarola. “Abbiamo scelto Porto Marghera perché mette insieme una serie di opportunità ma anche di complessità. C’è un tessuto economico importante ma ha delle problematiche che assolutamente vanno risolte. Qui esistono molte comunità di lavoratori immigrati”, sottolinea la segretaria generale della Cisl. Da Porto Marghera, oggi, “deve partire un messaggio chiaro: il lavoro dignitoso si realizza attraverso la contrattazione, la partecipazione. Il lavoro dignitoso non è il superamento dell’uomo e del lavoratore e della lavoratrice. L’algoritmo deve essere governato attraverso la contrattazione, non deve spaventarci l’intelligenza artificiale, ma non possiamo consentire alle imprese di sostituire il lavoro delle persone con un algoritmo. Tutto questo va governato nelle relazioni sindacali che devono essere sempre più partecipative”.

“Non ci convince invece un’indennità di vacanza contrattuale tanto esigua, da essere più conveniente dei rinnovi. Chiediamo un incremento consistente nell’iter di conversione del decreto” lavoro, spiega riferendosi all’adeguamento pari al 30% dell’inflazione Ipca prevista sui contratti scaduti. Fumarola insiste che “bisogna aumentare salari e pensioni. Rinnovare tutti i contratti scaduti, pubblici e privati. Non è possibile avere contratti che da 14 anni aspettano un rinnovo. Alle imprese diciamo: è il momento di redistribuire e di riconoscere il valore del lavoro. Perché senza lavoro non c’è impresa e neanche crescita”. E le pensioni, aggiunge, “non possono più essere il bancomat occulto del Paese”.

“Sosteniamo dai tempi del Covid che i soldi debbano essere dati in modo condizionato, quindi lo abbiamo condiviso nel decreto e tanto più condividiamo l’affermazione della presidente del Consiglio sul fatto che le risorse pubbliche devono andare solo a chi rispetta i lavoratori e non usa i contratti pirata. E’ chiaro che c’è ancora molto da fare”. Così il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. “Rilanciamo, dicendo che dobbiamo lavorare sui contratti e che quindi bisogna subito cominciare a pensare alla detassazione degli aumenti contrattuali per il 2027 e 2028”, aggiunge Bombardieri sottolineando “un percorso che poi passerà attraverso gli accordi con le parti sociali, la difesa dei contratti, ma siamo sulla strada giusta”. “Non ci possiamo fermare sulla sicurezza sul lavoro, bisogna istituire l’omicidio sul lavoro e fare una Procura speciale, certe sentenze sono un insulto alla memoria delle vittime. Ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa sano e salvo”. Lo afferma il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, dal palco della manifestazione del Primo maggio a Marghera, rimarcando che il lavoro dignitoso “è un diritto” e rilanciando “la battaglia contro il dumping e i contratti pirata: a quei pseudo-sindacalisti dico vergognatevi quando firmate i contratti da fame”.
“Non ci meravigliamo se i nostri giovani vanno via”, prosegue Bombardieri, chiedendo di seguire l’esempio della Spagna “ad assumere solo a tempo indeterminato e pagandoli bene”. Rivolgendosi alle associazioni datoriali, chiede “coraggio per chiudere l’accordo sulla rappresentanza”.

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