Il mondo FQ

Agrigento, il centrodestra non ha un candidato sindaco unitario: pesano disaccordi tra alleati e inchieste giudiziarie

Movimento per l'autonomia e Forza Italia appoggeranno l’avvocato Daniela Catalano, il centrosinistra Michele Sodano. Fratelli d'Italia resta al palo e si fa strada l'ipotesi di affidarsi a Lillo Firetto, ex primo cittadino sostenuto nel 2015 dal Partito Democratico
Agrigento, il centrodestra non ha un candidato sindaco unitario: pesano disaccordi tra alleati e inchieste giudiziarie
Icona dei commenti Commenti

Alle prossime elezioni amministrative votate “Fratelli d’Italia”. Un manifesto campeggia all’entrata della città di Agrigento, la città di Pirandello che ha fatto suo l’aggettivo “pirandelliano”. La corsa alle amministrative del 2425 maggio è cominciata, è pronta la macchina, ma non si sa chi la deve guidare: è il caso del centrodestra agrigentino, che si presenta alle elezioni del capoluogo ma non ha un candidato sindaco a poco più di 6 settimane dalle urne. Eppure dal centrodestra arriva il candidato uscente, Franco Micciché, reduce dalla poco fortunata esperienza di Agrigento capitale della Cultura 2025, e già fatto fuori dai giochi prima ancora di conoscere la data delle elezioni e prima che potesse proferire parola.

Adesso che la data si conosce, manca appena un mese e mezzo, il centrodestra e tutto il suo parentato non ha ancora preso una decisione su quello che sarà la persona che potrebbe guidare la città. Ma il tempo scorre inesorabile e prima che un candidato e un conseguente programma elettorale, il centrodestra ha pronti soltanto i portatori di voti, coloro che in un modo o nell’altro vogliono sedere negli scranni di quel municipio che ha sede al “palazzo dei Giganti”, stabile che al piano terra conta la sede del teatro, sembra non a caso. Se i due ingressi sono separati, in queste elezioni, politica e teatro, con conseguenti colpi di scena, sembrano mischiarsi.

Così cominciano a girare i “santini” elettorali, che raffigurano persone, simboli, ma resta un grande spazio bianco nel nome del sindaco. Candidati per sostenere chi? Non si sa. Se il centrosinistra ha già presentato una squadra con una coalizione che schiera il candidato di ControCorrente, Michele Sodano, e l’altro candidato civico, Giuseppe Di Rosa, è già uscito fuori dal silenzio da due mesi, il centrodestra è ancora alle consultazioni, intervallate, però dal lavoro della Procura. Negli ultimi mesi la città è stata colpita a più riprese da indagini che hanno centrato i suoi uomini simbolo, coloro che hanno avuto voce in capitolo nella scelta dei candidati passati e che, nonostante tutto, l’hanno ancora.

L’ago della bilancia non è dato dai partiti più conosciuti, ma dal mai domo Mpa, Movimento per l’autonomia, che ha in Roberto Di Mauro, ex assessore regionale oggi sotto indagine per il grande appalto della rete idrica, il suo esponente di spicco di un partito che ormai conta pochi consiglieri, ma grande potere. Il peso specifico personale conta più di quello del partito e il suo veto ha interrotto sul nascere le corse di diversi esponenti, poi depennati. Una indecisione che ha portato poi a una spaccatura insanabile e quindi a candidati multipli: Mpa e Forza Italia, oltre alla Dc, dopo tentativi di coalizione appoggeranno infatti l’avvocato Daniela Catalano, isolandosi dal resto della coalizione, ma sostenendo nell’annuncio, arrivato solo il 7 aprile, di rappresentare “coesione e responsabilità”.

In questo teatro, resta fuori Fratelli D’Italia, partito da cui proviene la stessa Catalano, e partito che in questa corsa è unita a Mpa dalla Procura di Agrigento. Il fil rouge delle indagini unisce questa tornata elettorale: l’ultima in ordine di tempo interessa il deputato di Fratelli d’Italia, prima esautorato poi reintegrato nel partito, Calogero Pisano, oggi sotto inchiesta per presunte fatture gonfiate legate agli eventi tenutisi in città. Se ad Agrigento poi contano più i politici che i partiti, tra le file della destra c’è anche una terza indagine che riguarda l’ex esponente di Forza Italia, oggi super manager della sanità siciliana, che ha anche un suo peso nelle scelte, Salvatore Iacolino: l’ex eurodeputato oggi si trova coinvolto in una inchiesta riguardante mafia e tangenti, che lo vede a stretto contatto con il boss di Favara Carmelo Vetro.

Saltato il confronto tra i partiti previsto per sabato alla Regione, in questo quadro di confusione dove i potenti politici agrigentini devono pensare a difendersi prima che alle amministrative, quindi non c’è ancora un candidato ma ci sono i manifesti vuoti. Poi il colpo di teatro che porta, nella gara tra i nomi del centrodestra, quello di Lillo Firetto, ex sindaco sostenuto nel 2015 dal Partito Democratico. Lui non smentisce e non conferma. Tra silenzi, indagini in corso, e consultazioni, intanto, il tempo passa e le amministrative di Agrigento assumono sempre più un aspetto grottesco.

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.