“Attenzione ai pasti pesanti di Pasqua e Pasquetta, si rischia di ingrassare di 2 kg in due giorni”: i consigli del nutrizionista
Tra fette di pastiera napoletana che profumano di fiori d’arancio, fragranti colombe mandorlate, uova di cioccolato da scartare, agnelli al forno e lasagne fumanti, la tavola italiana si prepara a sfoggiare tutto il suo ricco, e calorico, arsenale gastronomico. Le tradizioni culinarie pasquali, che cambiano e si arricchiscono da regione a regione, rappresentano un patrimonio irrinunciabile della nostra cultura, ma nascondono un conto salato da pagare alla fine delle feste. Sarà una Pasqua caratterizzata da viaggi più brevi e da un maggiore tempo trascorso in casa, e il rischio concreto è quello di concentrare in pochissimi giorni una serie di pranzi lussuriosi, con ricadute immediate e visibili sulla bilancia. A lanciare l’avvertimento è Giorgio Calabrese, medico nutrizionista specializzato in scienza dell’alimentazione e presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del Ministero della Salute.
Intervistato dall’Adnkronos Salute, l’esperto ha invitato gli italiani alla moderazione. Secondo Calabrese, infatti, l’accumulo ravvicinato di antipasti a base di salumi e formaggi, torte rustiche, primi elaborati, fritti, carne e dolci tradizionali può portare a ingrassare fino a due chili nell’arco di sole 48 ore.
L’insidia dell’abbuffata consolatoria e la regola dei pasti
Il problema principale, osserva lo specialista, risiede nell’approccio psicologico e sociale alle festività: oggi si tende a mangiare soprattutto per convivialità, utilizzando il cibo come una sorta di “compenso” piuttosto che per reale necessità fisiologica. Per evitare di sovraccaricare l’organismo, la regola fondamentale è non concentrare l’intero apporto calorico in un unico, gigantesco pasto. Il piano strategico per limitare i danni inizia fin dal mattino. La giornata dovrebbe aprirsi con una colazione leggera, composta da caffè, un paio di fette biscottate con un velo di marmellata, oppure frutta fresca e spremute. La tradizionale, e spesso pesante, colazione pasquale andrebbe idealmente traslata al momento del pranzo. Quest’ultimo, seppur festivo, necessita di alcuni accorgimenti: via libera agli antipasti, preferendo però le verdure grigliate a salumi e formaggi. È consentito un primo piatto importante come la lasagna, purché in porzioni moderate, mentre per i carboidrati vige la regola dell’alternanza: se il pasto prevede le patate, è opportuno rinunciare al pane.
La carne a cena e i dolci a merenda
Per non appesantire eccessivamente la digestione pomeridiana, Calabrese suggerisce di posticipare il classico secondo a base di carne (come il tradizionale agnello o l’abbacchio) al pasto serale, avendo cura di preferire la cottura al forno alla frittura. La cena ideale dovrebbe comunque mantenersi leggera, prediligendo un’insalata ricca, una fetta di pane integrale e una macedonia senza zuccheri aggiunti, condita unicamente con succo di limone. Sul fronte dei dolci, l’esperto interviene scardinando un’abitudine consolidata: colomba e uova di cioccolato non andrebbero consumate a fine pasto, momento in cui il carico glicemico è già elevato, bensì andrebbero gustate come spuntino a metà pomeriggio. È inoltre concesso un brindisi, limitando però il consumo di alcol a un bicchiere di vino o di bollicine.
La gestione della Pasquetta
La necessità di equilibrio si estende anche al Lunedì dell’Angelo. Per chi sceglie di trascorrere la Pasquetta tra le mura domestiche, l’invito del nutrizionista è quello di prestare attenzione alla gestione degli avanzi del giorno precedente, consumandoli per evitare sprechi ma senza cedere agli eccessi. Per coloro che invece opteranno per la tradizionale gita fuori porta, il consiglio è di orientarsi su grigliate semplici, a base di carne o pesce accompagnate da verdure, tenendo sempre sotto controllo il consumo di pane. La chiusura delle festività dovrebbe infine ricalcare la regola della leggerezza serale: un’insalata seguita, se lo si desidera, da una piccola porzione di dolce. Un modo per rispettare a pieno la tradizione gastronomica italiana, senza però compromettere la salute e la forma fisica.