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Regione Puglia, il dietrofront: salario minimo di 9 euro garantito senza tagliare il monte ore

A gennaio l'ente locale aveva emanato il bando ma alcuni impieghi venivano dimezzati. Sulla piattaforma ufficiale Empulia è stato confermata la correzione: quello al Museo Castromediano di Lecce sarà tra i “servizi di prossima attivazione” con orari pieni e l'applicazione per la prima volta della paga per gli appalti regionali voluta dal centrosinistra
Regione Puglia, il dietrofront: salario minimo di 9 euro garantito senza tagliare il monte ore
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La Regione Puglia rimedia al pasticcio del salario minimo: il bando viene accorciato (ma con possibilità di proroga) per pagare di più i lavoratori. Lo ha scritto ufficialmente il responsabile unico del procedimento Mario Lembo, dopo un incontro con l’assessore regionale al personale Sebastiano Leo ed è la conseguenza del caso scoppiato nell’ambito del centrosinistra pugliese sul bando per i servizi di portierato nelle sedi regionali.

Si tratta di un appalto simbolo perché dalle proteste dei lavoratori che venivano pagati 3 euro e 60 centesimi netti l’ora e dall’iniziativa del consigliere PD oggi scomparso Donato Metallo nacque la legge pugliese sul salario minimo, la prima in Italia ad imporre i 9 euro lordi l’ora a tutti i bandi emanati dalla Regione. Impugnata dal governo Meloni, fu giudicata legittima dalla Corte costituzionale, provocando le reazioni di giubilo del centrosinistra nazionale, da Schlein in giù.

Quella vittoria però stava per assumere contorni beffardi, dopo che a gennaio la Regione aveva emanato il nuovo bando per il portierato: effettivamente il salario minimo risultava fissato a 9 euro l’ora, ma alcuni servizi venivano tagliati (e in particolare quelli sul servizio di portierato del Museo Castromediano di Lecce) e il monte ore dei lavoratori scendeva così notevolmente, passando di fatto da 40 a 25 ore settimanali. “Il risultato sarebbe di uno stipendio mensile intorno ai 700 euro” aveva spiegato al Fatto Marco Porpora, uno dei lavoratori interessati, chiedendo alla Regione di ripensarci. Subito dopo i sindacati (Cgil, Cisl e Usb) avevano chiesto un incontro e in particolare la Cgil aveva chiamato in ballo Antonio Decaro: “Ridurre le ore lavorative svuota di significato qualsiasi impegno formale preso sulla carta e tradisce chi ogni giorno si alza per guadagnarsi da vivere con onestà e fatica” erano state le parole di Barbara Neglia, segretaria Filcams Puglia, in una lettera al neo governatore.

Il Partito Democratico si era mosso con il suo capogruppo Stefano Minerva che aveva chiesto “di correggere questa distorsione con la massima urgenza” prevedendo “il ripristino del monte ore originario e la reintegrazione a pieno titolo di tutti i servizi precedentemente coperti” e poi tutti i gruppi del centrosinistra pugliese (Movimento 5 Stelle, PD e le civiche decariane Prossima e Per la Puglia) avevano firmato un documento per richiedere la sospensione del bando, spiegando che “non possiamo permettere che venga vanificato lo spirito stesso della legge sul salario minimo approvata in consiglio regionale”. Di fronte all’incendio, il cerino è rimasto in mano all’assessore al personale Sebastiano Leo, che lunedì ha incontrato il responsabile unico del procedimento, Mario Lembo, alla ricerca di una soluzione che salvasse capra e cavoli, visto che il bando era in scadenza l’8 aprile e aumentare il budget era impossibile senza riscrivere da capo il capitolato d’appalto che prevedeva la durata di 18 mesi. “Sono ottimista rispetto alla piena soluzione della questione, andrà bene” era stata la vaga dichiarazione di Leo dopo l’incontro.

Ora arriva una soluzione ufficiale: con le risposte PE062989-26 e PE063000-26 pubblicate sulla piattaforma ufficiale Empulia, il funzionario regionale ha aggiunto il servizio di portierato al Museo Castromediano tra i “servizi di prossima attivazione” e ha precisato che l’appalto giungerà a conclusione o al termine dei 18 mesi previsti oppure con il raggiungimento del budget previsto. Nella sostanza significa che il monte ore dei lavoratori verrebbe ripristinato a pieno e troverebbe applicazione per la prima volta il salario minimo in un appalto regionale. “Gli stessi termini saranno previsti in sede di rinnovo contrattuale” scrive ancora Lembo, sancendo di fatto un rinnovo dell’appalto una volta terminato il budget. Si tratta di una novità che verrà comunicata ufficialmente la prossima settimana in un incontro tra Regione e sindacati e che dovrebbe disinnescare la bomba che rischiava di far saltare uno dei provvedimenti bandiera del centrosinistra non solo pugliese ma nazionale.

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