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A Pasqua va riscoperto il senso della vera umanità. Nonostante i tempi bui

Di fronte agli inganni e alle menzogne dei poteri rispondiamo con la potenza del messaggio che ci lascia la Pasqua
A Pasqua va riscoperto il senso della vera umanità. Nonostante i tempi bui
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Pasqua è resurrezione, è nuovo inizio, è linfa pura per la vita. Restiamo umani, disse Vittorio Arrigoni in tempi recenti di buia disumanità. Ma che significa? Umani sono anche Trump e Netanyahu, così come i mafiosi e i terroristi, chi commette femminicidi e quelli che uccidono persone, animali e la stessa nostra splendida natura. Dobbiamo riscoprire quindi il senso profondo della vera umanità, quella in cui intelletto e cuore si mescolano in un equilibrio finanche misterioso.

La Pasqua, soprattutto in tempi così bui, di guerre criminali orribili e genocidi continui, può essere l’occasione per guardarsi dentro e scegliere che umani vogliamo essere e combattere per la civiltà contro le barbarie. Sovvertire profondamente i valori dominanti nel campo della vita può essere il segno di un nuovo inizio, di una resurrezione umana, soprattutto di fronte ai reiterati abusi dei poteri.

Rigiochiamo, in primo luogo, la partita tra essere ed avere. Negli ultimi anni ha stravinto l’avere, costruito dal palazzo e dal sistema: il dio denaro, il profitto ingordo, la bulimia di oggetti da detenere, il possesso opprimente, il potere raggiunto con ogni mezzo, il predominio dell’io, la sopraffazione sull’altro, la violenza di ogni tipo, l’umiliazione dei visionari, romantici e sognatori. Rimettiamo adesso la palla a centrocampo e giochiamo nuovamente la partita: il noi che può sconfiggere l’io, la pace che vince contro le guerre, l’amore che dilaga contro la violenza, l’altruismo che con un pallonetto aggira la barriera dell’egoismo. Una partita difficile, ma entusiasmante, in campo avverso, senza arbitri imparziali, da combattere con tanta forza di volontà, testa e cuore, da spiriti liberi e con grande coraggio.

Un sogno individuale resta un sogno, un sogno collettivo è un’altra storia. La Pasqua mi ricorda sempre la gioia della vita oltre ogni sofferenza, la giustizia che batte la legalità talvolta opprimente e consumata troppo spesso dagli abusi del potere. Nel campo aperto la partita dell’umanità contro la disumanità la giocano le persone, quelle che scelgono di stare dalla parte bella e giusta della storia. La vita è testimonianza vera, non scorrere del tempo. Deve essere una partita personale ma anche collettiva, perché si vince prima dentro il nostro io e poi fuori la nostra dimensione individuale. Si vince solo sul campo e poi si porta la nuova dimensione dell’umanità nel cammino aperto e gioioso della vita.

Rimanere umani vuol dire anche conservare dignità, rispetto e coerenza. Di fronte agli inganni e alle menzogne dei poteri rispondiamo con la potenza del messaggio che ci lascia la Pasqua, sia per i credenti che per i non credenti. La forza della felicità e del senso vero dell’umanità possono superare ogni confine e abbattere grandi ostacoli: non disuniamoci quindi, almeno tutti coloro che hanno ancora fiducia che valga la pena vivere per davvero e non solo sopravvivere.

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