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Cara sindaca Salis, la prego, non vada a Roma: ha tutto da guadagnare (e noi con lei) restando a Genova

O Lei, Signora Sindaca, è capace di resistere alle sirene o con lei la Politica, quella che è un servizio e non un trampolino a proprio uso e consumo, è finita
Cara sindaca Salis, la prego, non vada a Roma: ha tutto da guadagnare (e noi con lei) restando a Genova
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Signora Sindaca,

le dico subito che ho votato per lei alle comunali di Genova dello scorso anno, per il suo trascorso privato ereditato da suo padre, per la sua coerenza, per lo stile impresso nella campagna elettorale, lontano da quelli “di là”, che si credono proprietari di “sudditi” e istituzioni. Con la sua pacata e umile educazione ha offerto a Genova delusa e mortificata la possibilità di tornare alla grande Politica. Abbiamo percepito che lei era se stessa e non vendeva fumo pur di vincere. Il popolo l’ha premiata: non era facile per l’incombenza di Marco Bucci presidente della Regione, “uomo del fare”, titolare-commissario del marchio “metodo Genova”, ma con i soldi degli altri: del governo amico. Sul versante amministrativo, non ha dato granché prova; ha potuto scialare perché gli sono arrivati soldi a iosa. Chiunque, con quella disponibilità finanziaria, avrebbe potuto fare come lui e anche meglio.

In questi giorni, anche tra i suoi sostenitori, sindaca Salis, stanno correndo voci di sirene perché lei possa esser tentata di candidarsi come “salvatrice della Nazione”, andando a Roma per salvare le sorti dei resti arsi di quella che fu, un tempo glorioso, la Sinistra, vanto di Genova, medaglia d’oro della Resistenza e anche dell’Italia. Il campo largo, stretto, oblungo, rotondo e trapezoidale è solo un pantano di rane gracidanti e inconcludenti, perché ogni capetto, anche senza truppe, aspira a essere la Guida Suprema dell’Armata Brancaleone per assicurare un posto a sé e ai propri cari.

La supplico, per il suo bene e senza alcun mio interesse, non lo faccia, ma segua il metodo che Circe suggerì a Ulisse: “nella veloce nave ti avvincano i piedi e le mani, / dritto, con funi, a ridosso ti leghin dell’albero, stretto, / sí che delle Sirene…” (Odissea, XII, 50-51). Lei si è presentata come alternativa per essere eletta Sindaca di Genova; ha chiesto il voto per cinque anni. Lei ha promesso pubblicamente, a più riprese, di volere mantenere la sua parola e di onorarla come parola d’onore perché è persona seria, non politicante d’accatto pronta ad approfittare di ogni occasione per il suo successo e la sua personale carriera. Le istituzioni democratiche non sono appannaggio di interessi personali privati, sistema che ha degradato lo Stato e lo stesso tessuto sociale.

La prego, non lo faccia. Lei ha tutto da guadagnare restando a Genova, mantenendo fedeltà alla sua promessa che non è parola al vento, ma “contratto verbale”. Lei deve mantenere la parola data per distinguersi dall’andazzo osceno di chi, candidandosi per una carica, alla prima occasione di vantaggio personale, lascia e corre per altri lidi, immiserendo la Politica e contribuendo a renderla sporca e anche ignobile. Se lei, Sindaca Salis, vuole essere di questa partita, ascolti le voci di quelli che la spingono verso Roma, perché interessati a un posto e a un proprio cadreghino.

Dia ora, a codesti e a noi, prova della sua onestà e della sua diversità e si domandi se suo padre – che lei cita spesso – lo farebbe. Io penso di no. Vi sono No che salvano la vita, come la Costituzione, a monito per gli indifferenti alla moralità politica, agli affari con mafiosi, alle truffe allo Stato. Se lei è di altra pasta, ora è il tempo di testimoniarlo con determinazione.

Dica a tutti che Silvia Salis è una Sindaca che vuole guardare la sua bambina senza vergogna per insegnarle che, senza esempio, ogni parola è vacua e vuota, o temo che lei finirà nel calderone del “così fan tutti e tutte”, perdendo onore e dignità, anzi di quel binomio “disciplina e onore” a cui la vincola quella Costituzione (art. 54) sulla quale ha giurato e che lei, io e 15 milioni di altre e altri, abbiamo difeso da mani impure e manipolatrici per interesse privato, senza onestà e dignità.

Poiché lei è stimata, può dire al suo popolo e a quanti vorranno ascoltarla che le scorciatoie non sono mai etiche e che la salvezza in Politica non viene mai da una persona singola, perché essa è depositata nel cuore e nella responsabilità del popolo sovrano che non ha solo il diritto, ma molto di più, il dovere di scegliersi governanti seri, onesti, coerenti e non maneggioni opportunisti che non si schioderanno, nemmeno morti, da quel seggio perché è garanzia di rendite, vantaggi e privilegi, con mani libere di fare anche affari con i mafiosi e la feccia della società. Il popolo patetico che invoca “Salis segretaria del Pd”, in effetti, sta gridando “crucifige, crucifige” perché si lava le mani e la sporca coscienza, liberandosi dal peso di essere responsabile di coloro che vota a casaccio, senza prima valutare se ne siano degni/degne o no.

O Lei, Signora Sindaca, Silvia Salis, è capace di resistere alle sirene molto più malefiche di quelle di Ulisse, e sa dare il segnale, forte e chiaro, che lei non è come gli altri e le altre, o con lei la Politica, quella che è un servizio e non un trampolino a proprio uso e consumo, è finita. Finita per sempre. La moralità di una persona si misura dalla capacità di scegliere, specialmente contro e oltre il parere interessato di chi la spinge a infognarsi per sempre.

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