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Regione Lombardia, guerre per le presidenze delle commissioni: Forza Italia contro Fratelli d’Italia e Lega

I berlusconiani protestano inviando una lettera al presidente del Consiglio regionale, il meloniano Federico Romani: chiedono un riequilibrio rispetto agli incarichi gestiti dai rappresentanti degli alleati
Regione Lombardia, guerre per le presidenze delle commissioni: Forza Italia contro Fratelli d’Italia e Lega
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Quel che era retroscena politico diventa atto formale. E rende l’idea del clima tra alleati di centrodestra. In Lombardia Forza Italia prende carta e penna e scrive al presidente del Consiglio regionale, il meloniano Federico Romani, chiedendo un riequilibrio nelle presidenze delle commissioni (tradotto: più peso per i forzisti), senza il quale non si escludono “iniziative a tutela del rispetto delle norme”.

Uno strappo reso necessario, secondo i berlusconiani, dall’inerzia che prosegue da mesi. A metà legislatura infatti di solito la maggioranza fa un tagliando alle commissioni, confermando i presidenti uscenti (coi relativi vice) oppure adottando qualche aggiustamento. I tempi sono definiti dai regolamenti del Consiglio regionale, eppure la metà legislatura è passata da un pezzo, visto che si è votato più di 3 anni fa, ma nelle commissioni si va avanti come nulla fosse. E a Forza Italia non sta bene, visto che dall’inizio del mandato di Attilio Fontana il partito ha praticamente raddoppiato i consiglieri, passando da 6 a 11 rappresentanti in assemblea. I berlusconiani avrebbero voluto un rimpasto per crescere anche in giunta, ma Fontana ha fatto muro. Perciò la battaglia si sposta almeno nelle commissioni, dove FI pretende di far valere i suoi numeri, molto maggiori rispetto a quando erano state distribuite le poltrone nel 2023. Da non dimenticare che la presidenza di commissione garantisce circa 1.000 euro lordi in più al mese, mentre il vicepresidente e i segretari ne portano a casa 500 e dispari. Benefit che né Fratelli d’Italia né la Lega sono disposti a perdere, per non parlare ovviamente dei vantaggi politici che offre la presidenza di una commissione, a partire dalla gestione dei tempi per ogni provvedimento.

Dunque ora Forza Italia protesta in maniera formale con una lettera inviata a Romani dal capogruppo Fabrizio Figini: “Mi vedo costretto a rappresentarle formalmente una situazione che riteniamo non più procrastinabile. Come noto, il Regolamento del Consiglio regionale prevede espressamente il rinnovo delle Commissioni consiliari a metà mandato. Tale disposizione ad oggi risulta disattesa”. Figini fa riferimento alla capigruppo del 27 gennaio, in cui era stata “chiaramente manifestata la volontà di procedere in tempi brevi” al riequilibrio”. Non è successo: “Non si registra alcun avanzamento concreto né risultano comunicate tempistiche certe. Tale inerzia appare difficilmente giustificabile e rischia di configurare una violazione delle norme regolamentari, oltre a compromettere il corretto funzionamento delle commissioni e l’equilibrio tra le forze politiche”. Riferimento esplicito quindi al peso degli alleati, visto che FI ritiene ormai sovrarappresentate sia la Lega che Lombardia Ideale, la civica di Fontana. Perciò, conclude Figini, “chiediamo di fornire con la massima urgenza chiarimenti puntuali circa le ragioni del mancato rinnovo”, altrimenti “il perdurare di tale situazione non potrà che indurre il gruppo di Forza Italia ad assumere ogni opportuna iniziativa a tutela delle prerogative consiliari e del rispetto delle norme”.

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