Tutti insieme (separatamente) a Dubai: due imprenditori, le loro società e i legami con Crosetto
Il Fatto si è occupato in passato di Innocenzi per alcune indagini che lo hanno coinvolto e sempre visto prosciolto su richiesta dei pm e per i suoi rapporti con la famiglia del ministro della Difesa Guido Crosetto, del quale è amico da decenni. Ex deputato di FI, ex sottosegretario alle comunicazioni (2001-2005) poi membro AgCom, poi presidente Invitalia e ora imprenditore con una società a Londra (Ginevra Ltd) e una a Dubai, Innocenzi è stato prima consigliere fino al 2019 e poi consulente della MaticMind quando era guidata da Carmine Saladino. Quest’ultimo era allora presidente e socio di un gruppo del settore cyber che spaziava dalle intercettazioni al riconoscimento facciale. Saladino era anche amico e padrone di casa di Crosetto nel periodo 2023-2025, proprio nel comprensorio di Roma nord dove abita la famiglia Innocenzi in un altro appartamento. Innocenzi è stato anche socio dal dicembre 2021 al gennaio del 2023 di Alessandro Crosetto, figlio di Guido Crosetto, in una società inattiva, la Entheos Worldwide. Da giugno infine Innocenzi Botti è socio tramite la sua Ginevra Ltd della moglie di Crosetto, Graziana Saponaro, in una società che gestisce un centro medico estetico.
La società Gain Consulting di Giancarlo Innocenzi Botti, ha sede a Dubai. Lo ha svelato Il Domani due giorni fa in sinergia con il consorzio Irpimedia. In sé non stupisce che Innocenzi, che da tempo sta più a Dubai che a Roma, abbia una società dal 2017 lì. Il Fatto però ha scoperto che la Gain Consulting di Innocenzi ha la sede nell’Unit 1486 del DMCC Business Centre Level 1 di Jewellery & Gemplex 3, nello stesso edificio dove ha sede (alla Unit 777 sempre del DMCC Business Centre Level 1 Jewellery & Gemplex 3 di Dubai) anche la Drass Middle East, la società di Sergio Cappelletti, parte del gruppo Drass, 50 milioni di fatturato, attivo nel settore difesa subacquea. Anche Sergio Cappelletti è noto ai lettori del Fatto: è infatti l’imprenditore che si trovava a Dubai nei giorni dell’esplosione del conflitto in Iran proprio come il ministro Guido Crosetto, anche se entrambi hanno smentito un ‘incontro di lavoro’ o ‘una riunione’. Per l’esattezza Sergio Cappelletti in seguito alla trasmissione Piazzapulita di giovedì 19 marzo, ha dichiarato: “Io smentisco categoricamente di avere avuto una riunione con il ministro Crosetto. Se ho bisogno di incontrarlo gli chiedo una riunione a via XX settembre e lui mi riceve”. Mentre Crosetto, a un’interrogazione del senatore Giuseppe De Cristofaro di AVS, ha replicato su carta intestata e firma del ministero così: “Il Ministro era a Dubai in vacanza con la famiglia e non ha avuto alcun incontro di lavoro con nessuno degli 80.000 italiani presenti nello stesso periodo negli Emirati. Ipotizzare lo svolgimento di riunioni di lavoro, addirittura all’aeroporto durante l’imbarco, quando il Ministro era accompagnato dalla polizia emiratina e dal personale della linea aerea Emirates, insieme ad un gruppo di altre 11 persone, appare una speculazione paradossale creata ad arte per motivi non istituzionali”.
A Omnibus, sempre su La7, Crosetto ha negato così le affermazioni trasmesse da Piazzapulita di una fonte anonima che spiegava ‘l’incontro c’è stato (…) all’aeroporto di Dubai”. Crosetto il giorno dopo ha annunciato una causa per diffamazione e ha aggiunto “non ho avuto alcun incontro di lavoro non ho mai incontrato la persona che hanno detto loro”. Anche Giancarlo Innocenzi, come Cappelletti, sta spesso a Dubai. E quando a Crosetto è stato chiesto dopo ‘il caso della vacanza a Dubai’ se lì avesse incontrato Innocenzi Botti (e non ci sarebbe stato nulla di strano se fossero stati insieme sotto le bombe visto che le famiglie Crosetto e Innocenzi vivono nello stesso comprensorio a Roma e la moglie del ministro è socia di Innocenzi) il ministro ha negato nettamente anche questo.
Drass e la nave Garibaldi
Tornando a Drass, come è noto ai lettori del Fatto, è la società citata nella lettera del ministero della difesa della Repubblica di Indonesia del 25 settembre scorso con riferimento alla cessione a Giakarta di Nave Garibaldi. Nella lettera si fa riferimento a Drass. Nella prima parte della lettera si accenna alla commessa che sta per essere data da Giakarta a Drass per alcuni sottomarini classe DGK di 34,5 metri. Nella seconda parte, più operativa della medesima lettera, Drass Galeazzi è citata invece in relazione alla cessione e ristrutturazione del Garibaldi, in due punti: per l’offset (termine tecnico traducibile in compensazione industriale) e per i servizi di facilitazione dei pagamenti dal Governo indonesiano all’Italia. Su questi due servizi eventuali, connessi alla cessione e alla ristrutturazione della portaerei italiana da 180 metri, Drass, secondo gli indonesiani (ma il ministero della Difesa italiano sostiene di non aver preso in considerazione la proposta irrituale) avrebbe potuto guadagnare. Cappelletti sul punto ha sostenuto che poi in realtà Drass si occuperà di questioni logistiche relative al trasferimento della nave e non di pagamenti e offset. Tornando a Dubai, la Drass Middle East del gruppo Drass è stata registrata con numero DMCC74739 il 24 gennaio 2017, circa 6 settimane prima di Gain Consulting. La società di Cappelletti ha due numeri di licenza. Il primo è il numero 257551 del 26 gennaio 2017 con oggetto “Diving Equipment Trading Medical, Surgical Equipment & Instruments Trading Ships, Boats Spare Parts & Components Trading”. Il secondo, più recente, è del 21 novembre 2023 (908284) con oggetto “Vessel Inspections”. Nei giorni scorsi avevamo cercato di avere dalla società Drass informazioni sulla coincidenza di indirizzo. Fonti vicine alla società, interpellate il 23 marzo, ci hanno detto che “tutte le aziende di Dubai della free zone hanno come sede quell’indirizzo oppure Jebel Ali poi ogni azienda ha anche un indirizzo fisico altrove. Cappelletti non sa chi sia Innocenzi”.
Gain Consulting e caso Tedeschini
Ci stavamo interessando alla Gain di Innocenzi, prima dell’articolo di Domani, perché il nome della società è stato fatto da un imputato in un verbale di sommarie informazioni testimoniali nell’indagine della Procura di Roma che vedeva indagati tra gli altri anche l’avvocato Federico Tedeschini e Giancarlo Innocenzi. I due sono molto amici ma per ora hanno avuto un destino giudiziario diverso. Tedeschini è ancora imputato in un filone con Gaia Checcucci e Pierfrancesco Sicco per corruzione ed è indagato con gli stessi soggetti più Vera Corbelli per un altro episodio di corruzione (entrambe le accuse sono basate sul presunto scambio di incarichi legali in cambio di utilità consistite in raccomandazioni per far fare carriera alle dirigenti che davano i suddetti incarichi legali allo studio legale Tedeschini) mentre Innocenzi è stato prosciolto per tutte le accuse iniziali di associazione a delinquere e corruzione, accusa poi ridotta a mero traffico di influenze e archiviata su richiesta della Procura di Roma, come da noi raccontato in precedenti articoli. Il 17 maggio 2023 l’avvocato Gianmaria Covino, indagato allora e poi condannato in primo grado per corruzione (l’appello è in corso, la presunzione di non colpevolezza va ricordata, e i fatti del processo nulla hanno a che fare con la storia di Gain che vi raccontiamo oggi) ha parlato di Gain e Innocenzi. La storia ribadiamo non è stata oggetto di alcuna contestazione da parte dei pm ma è interessante raccontarla.
Covino, 45 anni, collaboratore dello studio Tedeschini allora, si fa sentire dai pm in corso di indagine e dice: “Mi è venuto in mente il tenore di un incontro, a cui partecipai, in cui si pose la questione di accordi di più ampio respiro, rispetto ai quali non so se fossero necessarie autorizzazioni di pubbliche amministrazioni o si trattasse di meri accordi commerciali tra privati. Tra i partecipanti, ricordo oltre a me ed al prof. Tedeschini, un altro imprenditore (…) Salvatore Passaro. (…) In questa riunione, si era prospettata l’ipotesi concreta che i proventi degli affari conclusi in Italia potessero essere veicolati su una società estera, la Gain, con sede in Dubai, già costituita e riconducibile a Giancarlo Innocenzi, ovvero su società da costituire, sempre con sede all’esterno, con capitale sociale riconducibile a Innocenzi, Tedeschini e Passaro; se fosse stato coinvolto anche Roby Dagan, quest’ultimo avrebbe fatto parte della società. Preciso che nella bozza di contratto era previsto che la Gain fosse parte degli accordi”. Covino cita Roby Dagan, 66 anni, ex tenente sui carri armati israeliani dal 1978 al 1982, poi manager di Veolia. E a questo punto ci vuole una parentesi su questo soggetto di cittadinanza italiana e israeliana, ‘security specialist’ dello studio Tedeschini allora, non indagato, e sulla società Entheos Worldwide.
Dagan Roby infatti, il 14 febbraio 2023 compra da Alessandro Crosetto, figlio del ministro della Difesa, che era divenuto socio quando il papà era ‘solo’ presidente Aiad, le quote del 15% della Entheos Worldwide, azienda creata nel dicembre 2021. La Entheos Worldwide è sempre stata inattiva ed era nata per commercializzare un prodotto innovativo nel mondo servizi sanitari. Socio al 10 per cento della Srl e suo presidente, era Giancarlo Innocenzi Botti, consulente retribuito ed ex consigliere della MaticMind di Carmine Saladino. Altra socia al 15% era Giorgia Festucci, la giovane figlia di Carlo Festucci, allora segretario generale Aiad; la socia forte con il 40% era la figlia della sorella di Carmine Saladino, allora socio e presidente di MaticMind. Di Dagan parlava nel dicembre 2021 l’avvocato Tedeschini, mentre era intercettato dalle microspie nel suo studio, con l’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega ai servizi segreti ai tempi del premier Ciriaco De Mita nel 1988-89, Angelo Sanza, e con il medesimo avvocato Covino.
Scrivono i Carabinieri nelle informative che Tedeschini “elogiandone l’intelligenza spiegava fosse di origine libanese (in realtà è di origine libica, Ndr) e che suo padre era stato uno dei capi del Mossad”. Nel 2022 i carabinieri si imbattevano in Entheos Worlwide che muoveva i primi passi durante l’indagine per altri fatti su Tedeschini e inizialmente anche Dagan e Innocenzi. I tre erano indagati e poi saranno archiviati su richiesta dei pm per un’altra storia che riguardava un dispositivo sanitario anti-covid che volevano brevettare, far approvare dal Ministero della Salute e vendere all’estero anche tramite Entheos Worldwide. In quel periodo Innocenzi si stava per sposare con la sua compagna che vive nel comprensorio di Roma nord con piscina dove Carmine Saladino ha comprato intestandoli ai figli due appartamenti, uno dei quali era stato affittato a Guido Crosetto che però per alcuni mesi nel 2023 non aveva pagato il canone in quanto – a detta sia di Saladino sia di Crosetto – non erano finiti i lavori di ristrutturazione promessi prima dell’ingresso. Crosetto era stato il celebrante del matrimonio di Innocenzi e Tedeschini il testimone. La Maticmind di Saladino era divenuta cliente dello studio di Tedeschini. Il collaboratore di Tedeschini Pierfrancesco Sicco frequentava Saladino e con lui e Innocenzi andava a via Nazionale, alla sede dell’AIAD, ad accompagnare le dirigenti che aspiravano a fare carriera per portarle al cospetto di Guido Crosetto (mai coinvolto nelle indagini romane), in ascesa politica evidente, essendo il numero due del partito in testa nei sondaggi per le prossime elezioni del 2022. In questo contesto non deve stupire che gli affari possibili di Entheos Worldwide fossero un tema di discussione a studio Tedeschini tra il titolare, il suo amico Innocenzi, il collaboratore Covino e il ‘security specialist’ Dagan. Però Covino racconta che in quel periodo oltre agli affari con Entheos Worldwide si parlava anche di affari possibili con la Gain Consulting e un’altra società di un imprenditore di nome Salvatore Passaro, che in passato ha avuto una certa notorietà mondana nel 2005 perché gli fu attribuito dalla stampa rosa un legame con Michelle Hunzicker.
Il verbale di Covino sulla Gain e la replica di Passaro
Torniamo ora al verbale di Covino: “Adr: ‘Ho fatto riferimento a Dagan, perché Tedeschini e lnnocenzi avevano messo in contatto Dagan e Passaro prospettando accordi commerciali tra la società del Passaro, la 013 Industries (attiva nel settore della ricerca tecnologica, Ndr) con il Dagan: l’obiettivo era di piazzare i droni prodotti dalla 013 all’estero, ed in particolare ad Israele se non erro. Su questo c’è un accordo specifico che avevo tra i miei file informatici sequestrati (sotto cartella DAGAN)”. A domanda, Covino spiega ai pm che “gli interlocutori non mi hanno parlato della necessità di appoggi politici per questa vicenda. Non mi ricordo, manifestai delle perplessità perché non mi convinceva il fatto che i profitti di affari perfezionati in Italia confluissero su una società con sede a Dubai o comunque all’estero, a prescindere da ipotetici risvolti penalistici che non mi posi. (…) Alla manifestazione delle mie perplessità, gli interlocutori Innocenzi e Passaro guardarono, con certo imbarazzo, il prof. Tedeschini quasi a voler stigmatizzare criticamente il mio comportamento. (…) Non ricordo le percentuali dei profitti destinati a ciascuno degli attori: ricordo che i beneficiari erano lo studio Tedeschini, la società dell’imprenditore Passaro e Giancarlo Innocenzi Botti (o comunque le società a quest’ultimo riconducibili). Se fosse stato coinvolto anche Israele, era prevista la partecipazione di Roby Dagan. (…). Ricordo che Tedeschini, Passaro e Dagan avevano in cantiere la commercializzazione di petrolio. (…) Non ricordo che ci fossero interventi presso referenti pubblici per sbloccare l’affare in questione. (…) La cosa anomala che notavo era che si perfezionavano o dicevano di perfezionarsi affari, anche milionari, che non passavano per lo studio, mentre al contrario mi raccontavano che i conti erano in rosso”.
Il Fatto ha chiesto il 12 marzo scorso a Davide Passaro se confermasse l’incontro come narrato da Covino, qual era il ruolo di Innocenzi e cosa ci dovesse entrare la Gain, se Innocenzi gli avesse presentato Crosetto e se avesse parlato dell’iniziativa dei droni con Crosetto. Passaro ci ha risposto: “La ricostruzione di Covino non corrisponde a quanto io ricordo. Il progetto riguardava droni sottomarini autonomi (AUV) con scafo in resina polimerica, ad uso esclusivamente civile, destinati a operare in contesti idrici di varia natura e profondità. L’iniziativa — siamo nel 2021, prima che il conflitto ucraino ridefinisse l’intero settore dronistico — era concepita per essere realizzata a Dubai, non in Italia. E nell’ambito di un incarico formalmente conferito al dott. Innocenzi Botti quest’ultimo aveva facilitato il contatto con un imprenditore indiano operante negli Emirati, con l’obiettivo di strutturare una partnership industriale basata sull’apporto di know-how in cambio di capitale. L’iniziativa non produsse alcun esito: l’imprenditore sottoscrisse un NDA (Non Disclosure Agreement, Ndr) per poi ribaltare i termini, richiedendo a sua volta finanziamenti. Venendo meno l’investitore, il progetto si chiuse senza accordi, rendendo consequenzialmente impossibile qualsiasi prosecuzione con altri interlocutori. Il dott. Botti operava come mio advisor per lo sviluppo di relazioni internazionali, con una rete di contatti in Medio Oriente. Sulla società Gain non ho elementi da fornire”. Sul ministro della Difesa, Passaro aggiunge: “Conosco Crosetto in via personale, tuttavia non c’entra nulla nella vicenda per cui Lei si sta interessando come si evince anche dalle dichiarazioni di Covino, nelle quali non vi è traccia”.