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“Delmastro ci ha fatto beneficenza, ci siamo conosciuti tra il 2022 e il 2023”: le dichiarazioni di Mauro Caroccia ai pm

L'ex sottosegretario "era un semplice cliente del ristorante. Si sono piaciuti, l’ha cominciato a frequentare e poi hanno deciso di aprire il ristorante", spiega il legale
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Delmastro ci ha fatto beneficenza. Ci ha aiutato perché in quel momento ero incensurato, ero stato appena assolto dalla Corte d’Appello di Roma”. Sono le parole di Mauro Caroccia, secondo quanto riferisce il suo difensore, nel corso dell’interrogatorio con i pm della Dda di Roma che lo accusano di riciclaggio e intestazione fittizia di beni.

L’avvocato Fabrizio Gallo spiega che il suo assistito – che sta scontando una pena a quattro anni di carcere per reati di stampo mafioso – ha riferito di avere “deciso di mettere su il ristorante la Bisteccheria in quanto era stato assolto con formula piena dai giudici di appello. Successivamente Delmastro, quando viene a scoprire che Caroccia è stato poi condannato dalla Cassazione, decide di farsi da parte“. Lui e l’ex sottosegretario “si sono conosciuti tra il 2022 e il 2023“, aggiunge l’avvocato. “Era un semplice cliente del ristorante – sottolinea -. Si sono piaciuti, l’ha cominciato a frequentare e poi hanno deciso di aprire il ristorante quando Caroccia non aveva più possibilità di poter continuare l’attività perché aveva avuto uno sfratto in quanto non aveva più capacità economica“, aggiunge il penalista.

Mauro Caroccia e la figlia Miriam sono stati sentiti in Procura per chiarire le spese legate all’attività della società Le 5 Forchette, tra cui l’affitto mensile da circa 2.000 euro e l’investimento di circa 40.000 euro per la sistemazione del ristorante Bisteccheria d’Italia, di cui è stato azionista anche l’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro. Proprio su questi movimenti di denaro i magistrati, che indagano per riciclaggio e intestazione fittizia di beni, concentrano la loro attenzione. Un flusso di denaro la cui natura è oggetto di analisi da parte degli inquirenti: per chi indaga Mauro e Miriam Caroccia, indagati per riciclaggio e intestazione fittizia di beni, anche “in fase di avviamento” della Srl hannotrasferito e reinvestito” i proventi “delle attività illecite” del clan di stampo camorristico dei Senese. Un’attività illecita “aggravata” dall’averla messa in atto, si legge negli atti dell’inchiesta, “al fine di agevolare l’associazione di stampo mafioso facente capo al clan”.

“Questa storia mi sta rovinando la vita, ricevo minacce sui social, mi danno della mafiosa, sono distrutta. Io non ho fatto nulla di male”, ha sostenuto Miriam Caroccia nell’interrogatorio, secondo quanto si apprende dal suo difensore. La ragazza diciannovenne ha spiegato ai magistrati che nel ristorante lavorava come cameriera e faceva anche le pulizie.

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