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“Una missione epica”, gli astronauti pronti a una nuova frontiera. Iniziato il conto alla rovescia al Kennedy Space Center

Tecnologia criogenica, cooperazione internazionale e nuovi primati. A bordo il comandante Reid Wiseman, Victor Glover, pilota e prima persona di colore a spingersi oltre l’orbita terrestre; Christina Koch, specialista di missione e prima donna diretta verso la Luna, Jeremy Hansen, dell’agenzia spaziale canadese, primo non statunitense a intraprendere un viaggio verso la Luna
“Una missione epica”, gli astronauti pronti a una nuova frontiera. Iniziato il conto alla rovescia al Kennedy Space Center
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“Una missione epica” che segnerà una nuova frontiera. È ufficialmente iniziato al Kennedy Space Center il conto alla rovescia per il lancio della missione Artemis II, il primo volo con equipaggio del programma Artemis destinato all’orbita lunare. Il decollo è previsto per le 18.14 ora locale del primo aprile (le 00.24 del 2 aprile in Italia), segnando un passaggio cruciale nel ritorno dell’umanità nello spazio profondo, a oltre mezzo secolo dalle missioni Apollo. Il via alle operazioni è stato dato dal Centro di controllo lanci “Rocco Petrone”, intitolato all’ingegnere di origine italiana che fu direttore del programma Apollo, sottolineando il legame storico tra le due grandi stagioni dell’esplorazione lunare. “Tutto sta procedendo secondo i programmi”, ha dichiarato Amit Kshatriya, amministratore associato della NASA, durante la conferenza stampa di aggiornamento. “Il lancio è confermato per il primo aprile”, ha aggiunto.

Preparazione tecnica: criogenia e sistemi di sicurezza

Le operazioni si concentrano ora sulla preparazione del vettore Space Launch System (SLS) e della capsula Orion, già posizionati sulla piattaforma di lancio 39B. Gli ingegneri stanno attivando i sistemi di volo, verificando le comunicazioni e predisponendo i delicati sistemi criogenici. Il razzo sarà alimentato con centinaia di migliaia di litri di idrogeno liquido e ossigeno liquido, mantenuti a temperature estremamente basse per garantire l’efficienza della propulsione. Parallelamente, è in fase di riempimento il sistema di soppressione del suono: un enorme serbatoio d’acqua che, al momento del decollo, genererà una nube di vapore capace di attenuare le vibrazioni acustiche prodotte dai motori, proteggendo la struttura del veicolo.

Un equipaggio da record

La missione è stata definita un’avventura “epica” dai quattro astronauti selezionati. “Non penso ad altro”, ha detto il comandante Reid Wiseman. Con lui voleranno: Victor Glover, pilota e prima persona di colore a spingersi oltre l’orbita terrestre; Christina Koch, specialista di missione e prima donna diretta verso la Luna, che ha sottolineato come partecipare sia “un privilegio e una responsabilità incredibili”; Jeremy Hansen, dell’agenzia spaziale canadese, primo non statunitense a intraprendere un viaggio verso la Luna.

Una missione dimostrativa ma cruciale

Il volo durerà circa dieci giorni e non prevede l’allunaggio. Si tratta di una missione “dimostrativa”, progettata per testare tutti i sistemi in condizioni reali prima delle future missioni con discesa sulla superficie. Il punto di massimo avvicinamento alla Luna sarà raggiunto intorno al quinto giorno. Tuttavia, la missione potrebbe stabilire un nuovo record: superare la distanza massima dalla Terra mai raggiunta da esseri umani, attualmente detenuta dalla missione Apollo 13 con 400.171 chilometri.

Problemi tecnici risolti e cooperazione internazionale

Il lancio arriva dopo il superamento di alcune criticità tecniche, tra cui una perdita di elio nello stadio superiore del razzo che aveva imposto il rientro del SLS nel Vehicle Assembly Building per interventi correttivi. Sulla capsula Orion, batte anche il cuore dell’Europa. Il modulo di servizio è stato sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea, con il contributo di oltre 20 aziende in 10 Paesi membri. Tra queste figura Thales Alenia Space (joint venture tra Thales e Leonardo), sotto la guida principale di Airbus. Il modulo fornirà energia, propulsione, supporto vitale e controllo termico agli astronauti.

Simboli e dettagli della missione

A bordo sarà presente anche “Rise”, un indicatore di gravità: un piccolo pupazzo che fluttuerà in assenza di peso. Il nome e il design si ispirano all’iconica immagine dell’alba terrestre osservata dall’orbita lunare durante la missione Apollo 8. Finestre di lancio e ultime fasi Se necessario, sono previste diverse finestre di lancio alternative nei giorni successivi, fino al 7 aprile, con un’ulteriore possibilità a fine mese. Gli astronauti restano in quarantena dal 20 marzo, misura standard per evitare rischi sanitari prima del volo. La mattina del lancio inizieranno a indossare le tute spaziali nella struttura dedicata a Neil Armstrong. Nel pomeriggio italiano partiranno le operazioni di rifornimento del razzo, culminando con il decollo previsto nella notte. Se tutto procederà secondo i piani, Artemis II segnerà non solo un traguardo tecnico, ma anche il primo passo concreto verso una presenza umana stabile nello spazio profondo e, in prospettiva, su Marte.

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