Il mondo FQ

Quando la guerra diventa spettacolo: la profezia di Guy Debord si realizza in Medio Oriente

Il Pentagono comunica ogni giorno la guerra in stile videogioco. Che importa se saltano in aria asili nido o scuole materne?
Quando la guerra diventa spettacolo: la profezia di Guy Debord si realizza in Medio Oriente
Icona dei commenti Commenti

“Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso”. Lo aveva previsto Guy Debord negli anni ’60 del XX secolo. La profezia si è concretizzata appieno con la pandemia – tuttora un dipinto di Willem de Kooning – e la guerra frattale – la “terza guerra mondiale a pezzi” di Papa Francesco. Un frattale è un oggetto caratterizzato dall’autosomiglianza, una struttura complessa e irregolare che si ripete identica su scale diverse. Come le guerre del XXI secolo.

La politica-spettacolo da tempo governa sia le democrazie sia le autarchie, magari con diversi sottofondi musicali ma con la medesima sostanza creativa. La diplomazia-spettacolo era diventata uno standard fin dal Millennium Summit delle Nazioni Unite, indetto per affrontare problemi globali come la povertà, l’istruzione e la salute. E si concretizzò nella fialetta di distruzione di massa brandita dal Segretario di Stato Colin Powell.

Siamo ora davanti alla rappresentazione più oscena, la guerra-spettacolo. Il Pentagono comunica ogni giorno la guerra in stile videogioco. Lanci di missili, manovre navali, missioni aeree, terribili esplosioni sono ostentati in forma di videoclip, sottolineati da soundtrack in stile Bolt Action o Warhammer. Che importa se saltano in aria asili nido o scuole materne? Sono un effetto collaterale dell’Intelligenza Artificiale, ancora un po’ grossolana per carenza di energia. In realtà, le metodiche di colonizzazione della mente non sono cambiate dai tempi dell’Istituto Luce o dell’Owi, l’Office of War Information, il contraltare americano; tutti focalizzati sulla distruzione e sulla irrisione del nemico.

Se nell’Iran la comunicazione è ancora vecchio stile e passa per le impiccagioni sulla pubblica piazza dei giovani che s’immolano sognando una società più giusta e tollerante, nel mondo Occidentale vengono usati i più sofisticati strumenti mediatici per immortalare il narcisismo bellico, sia quello espresso in modo apparentemente macchiettistico dai presidenti americano e ucraino, sia quello biblicamente minaccioso del premier israeliano.

Ogni giorno, più volte al giorno, siamo tormentati dagli annunci di attacchi, negoziati, bombardamenti, omicidi, ricatti; e ancora offensive, trattative, distruzioni, minacce. Una spinta compulsiva e convulsiva che si produce tra una orecchiata allo smartphone e una conferenza stampa, un messaggio social, una comparsata tv. Tutto avviene senza alcun riferimento culturale al tempo o allo spazio. Non saremmo stupiti se lo Shah di Persia incontrasse Lawrence d’Arabia presso l’Emirates Palace di Abu Dhabi; o se la breaking news della caduta di Samarcanda per mano di Gengis Khan interrompesse uno spot sulla prostata. Un dubbio: Samarcanda è ancora in Persia? E quale leader soffre di disturbi alla prostata?

Si capisce tra le righe che gli Usa, ossessionati dalla Cina, cercano di scaricare il fardello a nemici e alleati, avversari e colonie, vicini e lontani. Faide secolari ma misteriose attraversano il Medio Oriente, dal Mediterraneo al Golfo Persico sorvolando il Giardino dell’Eden e la cassaforte mondiale dell’energia fossile. Israele traguarda la possibilità di frammentare la Persia, avendo convinto gli Usa che l’agognato obiettivo è a un tiro di schioppo. Gli Usa scoprono di avere qualche schioppo inadeguato; e di non essere più i garanti della vena giugulare dell’energia che passa dagli stretti Hormuz e Band-el-Mandeb – traduzione araba di Porta del Lamento Funebre. Ma accarezzano anche l’idea di riprenderne il controllo: una preziosa melatonina per curare l’incubo cinese senza ricorrere allo psicanalista, magari di origine indiana.

Europei e asiatici assistono esterrefatti allo spettacolo senza capire il senso del videogioco. Una tragica farsa si sta traducendo in un’altra recessione globale dopo quella pandemica. Sono le emergenze che temprano gli uomini, anticipò Lucio Seneca che aveva la vista lunga. E, aggiungo, favoriscono la borsa nera che, nella modernità, ha solo bisogno di operatori di Borsa molto svegli e bene informati.

Quando Guy Debord – il filosofo che soggiornò a lungo nella Riviera di Ponente assieme agli artisti del movimento situazionista – scrisse La società dello spettacolo, non poteva certo prevedere che, dopo mezzo secolo, le sue profezie si sarebbero materializzate ovunque, soprattutto dove il potere trasforma i cittadini in “consumatori di illusioni”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione