Arrestato 17enne che progettava una strage neonazista come a Columbine: trovate istruzioni per fabbricare ordigni e armi chimiche
Progettava una strage come quella della Columbine High School che nel 1999 sconvolse gli Stati Uniti, voleva costruire esplosivi e armi chimiche e batteriologiche. Tutto in nome della superiorità della “razza ariana“. Così un 17enne di Pescara, che abita in provincia di Perugia, è finito ai domiciliari dopo un blitz scattato nelle prime ore di lunedì e che ha visto impegnati i Ros dei Carabinieri in collaborazione con i Comandi Provinciali competenti per territorio in quattro regioni: Abruzzo, Emilia-Romagna, Umbria e Toscana.
Il giovane, come da disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni di L’Aquila su richiesta di questa Procura per i Minorenni, è stato trasferito in un carcere minorile e deve rispondere delle accuse di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Nell’operazione condotta dalle forze dell’ordine sono stati sequestrati manuali per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco, fino anche a indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, oltre a vademecum per il sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto, si apprende, inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.
Il blitz ha avuto lo scopo principale di prevenire un massacro che si sarebbe dovuto ispirare a quello della Columbine High School dove, sul finire degli Anni 90, Eric Harris e Dylan Klebold uccisero 14 persone. A preoccupare gli investigatori, in particolar modo, sono state le informazioni per il reperimento di armi, alla loro fabbricazione con tecnologia di stampa 3D e alla preparazione del Tatp (perossido di acetone), sostanza nota per l’estrema facilità di sintesi e già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la “madre di Satana”.
Dalle indagini sono emersi anche i contatti tra il minore e il vertice del gruppo Telegram denominato “Werwolf Division”, con contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della “razza ariana” e alla costante glorificazione di stragisti di massa quali Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch del 15 marzo 2019, e Anders Behring Breivik, autore degli attentati avvenuti a Oslo e Utoya il 22 novembre 2011, elevati a ”santi” per incentivare l’emulazione.
Altre perquisizioni hanno interessato anche altri minorenni nelle provincie di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. Anche loro risultano indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Tutti i minori appaiono inseriti in un ecosistema virtuale transnazionale composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista e particolarmente sensibili alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso e alla fascinazione per la violenza e l’estremismo, spiegano le autorità.