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Ultimo aggiornamento: 18:54

La Vardera: “Meloni mi ha scritto a mezzanotte per lamentarsi. Ha dimenticato che toni usava all’opposizione”

Il deputato dell'Assemblea siciliana ha rivelato il messaggio relativo alle critiche per l'impugnativa da parte del governo di una legge regionale sui ristori per il ciclone Harry
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“Stanotte attorno le 0,20 la donna più potente d’Italia, presidente del Consiglio dei ministri mi scrive su Whatsapp. Mi allega il video pubblicato ieri e commenta: ‘Che modo vergognoso di fare politica, il cambiamento…'”. È il messaggio pubblicato sul proprio profilo Facebook da Ismaele La Vardera, deputato regionale siciliano di Controcorrente, che sabato, in un altro post, aveva criticato l’impugnativa da parte del governo nazionale di una legge regionale che destinava ristori ai territori dell’isola colpiti dal ciclone Harry dello scorso gennaio.

Nel messaggio di Meloni, di cui La Vardera ha pubblicato uno screenshot su Fb, si legge: “La ritorsione??? Io veramente non ho parole. E ora che faccio quindi, mi metto a impugnare le leggi di quasi tutte le regioni italiane? Che modo vergognoso di fare politica. Il cambiamento…”. Nella risposta di La Vardera alla premier, si legge, tra l’altro, che “la mia è una critica politica assolutamente legittima, per altro condivisa, negli stessi identici modi e metodi da tutta l’opposizione. Esprimere dubbi sulla tempistica del Consiglio dei ministri e sull’esito del referendum, penso sia il minimo. Ma hai dimenticato i toni che usavi quando eri all’opposizione? Non capisco le ragioni del disappunto. Il mio un modo vergognoso di fare politica? La tua maggioranza cosa sta combinando in Sicilia? Lasciamo stare in Italia. Da semplice ragazzo di 32 anni, e non da politico, ti do un consiglio: hai usato la verga a Roma? Bene, non usare la bambagia per la Sicilia. Perché non dici ai tuoi di staccare la spina al Governo Schifani?”.

Sabato La Vardera aveva pubblicato un video, nel quale sosteneva di vedere nell’impugnativa del governo “una sorta di ritorsione nei confronti di una regione che ha maggiormente votato no al referendum” e invitava il presidente della Regione, Renato Schifani, a recarsi insieme a lui a Roma per portare avanti le istanze dei siciliani. Il Consiglio dei ministri aveva impugnato la legge che stanziava 40,8 milioni di ristori per i danni del ciclone Harry del 19, 20 e 21 gennaio scorsi, perché secondo il governo alcune disposizioni sono in contrasto con la normativa statale in materia di previdenza sociale e tutela della concorrenza, violano l’articolo 117 della Costituzione.

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